ACME e la prevenzione dell’EHV: il ruolo chiave della vaccinazione

 

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La Rinopolmonite equina da Equine Herpes Virus (EHV) continua a rappresentare una minaccia significativa per la salute dei cavalli e la serenità di allevatori e proprietari. Nonostante l’esistenza di vaccini efficaci, l’adozione dell’immunizzazione contro EHV rimane sorprendentemente bassa in molti contesti: solo il 17% dei proprietari di cavalli intervistati ha dichiarato di vaccinare regolarmente i propri animali contro EHV, in netto contrasto con tassi di vaccinazione per altre malattie comuni come influenza e tetano, che raggiungono il 95%.

Il ruolo decisivo della raccomandazione veterinaria

Uno dei risultati chiave emersi da un ampio sondaggio condotto da Zoetis tra 2.256 proprietari di cavalli è che il fattore determinante per la mancanza di vaccinazione contro l’EHV non è la sfiducia nei vaccini, ma piuttosto la mancanza di una raccomandazione attiva da parte del veterinario: il 65% degli intervistati non aveva ricevuto consigli in merito, mentre il 40% non era nemmeno a conoscenza dell’esistenza di un vaccino specifico.

Ancor più significativo è il fatto che il 93% dei proprietari che attualmente non vaccinano i propri cavalli ha affermato che lo farebbe se il proprio veterinario glielo consigliasse, sottolineando la fiducia che il settore equestre ripone nel parere professionale del medico veterinario.

I dati rivelano anche un’impressionante discrepanza tra la consapevolezza generale della malattia e la comprensione delle modalità di trasmissione dell’EHV: mentre il 98% degli intervistati riconosce fattori di rischio come gli eventi equestri, oltre un quarto degli intervistati non comprende appieno come avvenga la trasmissione del virus, ad esempio attraverso particelle nell’aria, attrezzature condivise o personale di scuderia.

Questa lacuna conoscitiva non è trascurabile, poiché la Rinopolmonite equina può manifestarsi con sintomi respiratori, causare aborti nelle fattrici e, in alcune forme, portare a complicanze neurologiche gravi. Una corretta informazione, unita a un piano di vaccinazione coerente, aiuta a ridurre la diffusione del virus, proteggere la salute animale e tutelare gli investimenti di allevatori e proprietari.

È importante chiarire che i vaccini attualmente disponibili contro EHV-1/EHV-4 non hanno dimostrato di prevenire direttamente la forma neurologica (EHM). Tuttavia, la loro capacità di ridurre la gravità clinica della malattia e l’eliminazione del virus rappresenta un obiettivo di sanità veterinaria rilevante, poiché contribuisce a limitare la circolazione virale e, conseguentemente, a ridurre il numero assoluto di complicanze gravi nella popolazione equina, incluse le forme neurologiche.

Vaccinazione: una scelta responsabile per la comunità equestre

In questo contesto, aziende come ACME ribadiscono l’importanza di programmi vaccinali basati sulle evidenze scientifiche e sull’esperienza clinica: quando veterinari e proprietari collaborano, la prevenzione delle malattie infettive diventa non solo più efficace, ma anche più accessibile e comprensibile per tutti.

(07 febbraio 2026) © ACME – Riproduzione Riservata; foto in copertina: Un cavallo affetto da sintomi neurologici causati dall’EHV-1 viene curato a Valencia, in Spagna. ANA VELLOSO/OSPEDALE VETERINARIO DIDATTICO CARENDAL HERRERA © science.org/