Carcassa di un cavallo a cielo aperto in provincia di Frosinone. E negli USA un cavallo chiede risarcimento al proprietario



17 agosto 2018 #news



I Carabinieri della Stazione di Sant’Apollinare, a seguito della richiesta d’intervento da parte di alcuni cittadini per delle esalazioni nauseabonde provenienti da un fondo situato nel comune di Sant’Andrea del Garigliano – provincia di Frosinone – a ridosso di abitazioni private, in collaborazione con il personale del Servizio Veterinario dell’ASL Distretto ”D” di Cassino, giunti presso un terreno (adibito ad allevamento di cavalli allo stato brado) di proprietà di una 32enne del posto incensurata, hanno rinvenuto – abbandonato sul terreno a cielo aperto – un cavallo baio, morto da circa 3 giorni ed in evidente stato di decomposizione, nonché la presenza di un cavallo grigio di circa 4 anni, in evidente stato di incuria e malnutrizione. Alla donna, che ometteva di comunicare il decesso dell’animale avendo l’obbligo di vigilare sullo stesso, è in corso la contestazione della violazione del D.Lgs.146/01 “Attuazione della direttiva 98/58/CE relativa alla protezione degli animali negli allevamenti”, con conseguente sanzione di € 3.098,74.


Al termine dell’ispezione, alla donna è stato intimato di provvedere all’immediata rimozione della carcassa del cavallo morto mediante l’interramento o a mezzo di ditta autorizzata, nonché a ricoverare il cavallo malnutrito in un box provvedendo ad alimentarlo correttamente al fine di non incorrere nella più grave violazione di maltrattamento di animali.

E intanto oltreoceano, nell’Oregon, una interessante azione legale è stata presentata a nome del Quarter di 8 anni Justice (nome che per ironia della sorte significa giustizia); “Seeking justice for Justice the horse / Can a neglected animal sue?” [Cercando giustizia per il cavallo Justice / può un animale trascurato denunciare?] titola il Washington Post nell’articolo on line dedicato a questo caso. In esso viene richiesto un risarcimento di almeno $ 100.000 per cure veterinarie, oltre a danni “per dolore e sofferenza”, veicolato dall’Animal Legal Defense Fund. Justice, prima chiamato Shadow, è stato trovato dal veterinario sottopeso di circa 300 libbre (circa 130 kg), con cicatrici e il pelo incrostato, con i genitali congelati al punto da rischiare ancora adesso l’amputazione. Il cavallo, infatti, era stato lasciato all’aperto e malnutrito dal suo ex padrone, il quale si è già dichiarato colpevole di abbandono. Questa causa è un ennesimo tentativo per convincere i tribunali a riconoscere gli animali come querelanti nei casi di maltrattamento. Le poche azioni simili precedenti sono fallite, con i giudici che hanno sentenziato in vari modi che i non umani mancassero di legittimazione legale per citare in giudizio. Ma il caso di Justice, sostengono gli avvocati per i diritti degli animali, si basa su decisioni e statuti giudiziari che gli conferiscono maggiori possibilità, in particolare in uno stato con alcune delle leggi più avanzate sulla protezione degli animali. In caso di vittoria, si tratterebbe di una decisione rivoluzionaria.

©a cura di Redaz.; – riproduzione riservata; fonti: © washintongpost.com; linchiestaquotidiano.it; foto in copertina Justice in primo piano © Carolyn Van Houten / Washingtonpost.com