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Carcere di Opera, al via “Freedom”: maneggio, fattoria didattica e ranch

Carcere di Opera, al via "Freedom": maneggio, fattoria didattica e ranch
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02 ottobre 2020 #news

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Novità in arrivo al carcere di Opera, nel Milanese. Sabato prossimo, 3 ottobre, alle 10, si inaugurerà all’interno del penitenziario un grande maneggio, una fattoria didattica e un ranch dal nome simbolico: “Freedom” (Libertà). All’evento parteciperà il Garante dei detenuti di Regione Lombardia Carlo Lio, che porterà un saluto anche a nome del presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Fermi.

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Dopo l’esperienza positiva di “Cavalli in carcere” del penitenziario di Bollate (sempre in Lombardia – + info: clicca qui), i cavalli tornano ad essere al centro di un percorso di rieducazione e reinserimento per i detenuti, così come recita una nota della Regione. Anche nel carcere di Opera sarà infatti possibile apprendere diversi mestieri connessi agli equidi e alla loro gestione (ad es. l’arte del maniscalco, dell’artiere e del sellaio), utili per una proficua reintroduzione nella società.

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Ma rispetto al penitenziario di Bollate, vi è una differenza: il progetto Freedom prevede l’accesso al maneggio degli esterni a prezzi contenuti ed è volto ad accogliere in particolare ragazzi diversamente abili. Oltre ai cavalli, sequestrati alla criminalità organizzata, nel ranch sono presenti altri animali: asini, maialini thailandesi, pavoni, tartarughe e pappagalli.

l team di volontari che hanno dato vita e sostanza al progetto è composto dalle “Giacche verdi” Onlus attiva con i cavalli all’Idroscalo, oltre ai membri della Polizia penitenziaria dell’istituto di pena, con il contributo di Fondazione Cariplo. Due ristretti già operano all’interno del centro ippico: il primo si è formato con le “Giacche verdi” come maniscalco, mentre l’altro si occupa degli animali della fattoria, in particolare degli asini.

l progetto, quale realtà aperta alla città,, realizza uno scambio fra società esterna e struttura detentiva ed offre un’opportunità di reinserimento sociale e lavorativo, dando così concretezza alla finalità riabilitativa della pena prevista dalla Costituzione e dall’Ordinamento Penitenziario. Il Garante regionale Carlo Lio è stato coinvolto dal Direttore dell’Istituto di pena Silvio Di Gregorio e dal Comandante Amerigo Fusco sin dall’avvio del progetto, da lui definito “un esempio di buone prassi”.

© Redaz.; Riproduzione riservata;

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