03 aprile 2020 #focus
Numerose immagini sono emblematiche del massacro che dal 1861 al 1865 insanguinò il suolo nord americano, tra queste le prime fotografie dei caduti e dei mutilati che per la prima volta documentavano senza filtri romantici la crudezza di un conflitto decisivo per gli USA. Mai come nella Guerra di secessione infatti era stata messa in discussione l’integrità di questo nome: da una parte l’Unione degli Stati fedeli al governo di Washington, dall’altra la Confederazione degli stati schiavisti del sud. Un conflitto civile che divise su fronti opposti uomini di ogni levatura, politici, militari e singoli cittadini.
Alcuni di essi divennero simboli di questa frattura e tra questi spiccano ancora oggi per le gesta militari i generali Robert E. Lee e Ulysses Grant, il primo al servizio dell’esercito confederato, il secondo a capo delle forze unioniste e successivamente presidente degli Stati Uniti. Sotto le selle di questi condottieri non potevano che diventare leggendari anche i loro cavalli, che agli occhi delle truppe e nell’immaginario collettivo apparivano un tutt’uno in un’aura di maestosità e leadership. Proprio con le prime fotografie, oltre alle tragicità della guerra, venivano immortalati per il pubblico questi particolari binomi, che fino a poco tempo prima erano esclusiva dell’interpretazione pittorica.
Si può così ammirare il generale Lee in sella a Traveller, il suo destriero più famoso, un castrone grigio (American Saddlebred) con il quale affrontò tutta la guerra. Non era un cavallo facile e una volta, sul campo di battaglia, fece persino cadere il generale fratturandogli entrambe le mani. Essi tuttavia instaurarono un legame così profondo che li accompagnò fino alla scomparsa del condottiero sudista nel 1870. Al funerale Traveller accompagnò il feretro in processione, un anno dopo scomparve anche lui. A seguito di diverse peripezie i resti vennero radunati vicino alla cappella del suo illustre proprietario, dove ancora oggi riposano.
Lee and Traveller. Photo in public domain
Dall’altra parte del fronte, fu Ulysses Grant a guidare alla vittoria le linee nordiste e lo fece gran parte del tempo sul campo di battaglia in sella a numerosi cavalli. Il generale coltivava infatti una profonda passione per l’equitazione e montando sin da giovanissimo aveva acquisito notevole esperienza nello sport, nonché nell’allenamento e gestione dei cavalli. Durante la guerra contro gli stati del sud tenne sotto la sua sella solo gli elementi più affidabili: essi dovevano essere in grado di cavalcare anche per 50 miglia al giorno e in ogni condizione, di giorno e di notte, tra ostacoli da saltare, guadi e altere impervietà del terreno e atmosferiche; in buona sostanza dovevano dare tutte le loro energie per vincere contro i secessionisti.
Tra i tanti tuttavia fu Cincinnati (in copertina) ad essere il destriero più celebre ed indissolubilmente legato alla figura del generale; ancora oggi si può vedere Grant in sella allo stallone sul suo monumento celebrativo a Washington DC. Egli prediligeva così tanto quel cavallo da non permettere a nessuno di montarlo. Solo il presidente Abraham Lincoln, come suo unico diretto superiore, ebbe il diritto e l’onore di poterlo mettere sotto la sua sella.
Grant riuscì nell’impresa e vinse assieme al suo Cincinnati. Il 9 aprile del 1865 ad Appomattox, luogo della resa dei confederati, ormai pochi metri separavano le due personalità che per quattro lunghi anni avevano combattuto l’uno contro l’altro divisi dal fronte e dalla politica, ma che la dedizione per la vita militare e la passione per l’equitazione, forse quest’ultima con maggiore intimità, in fondo accumunava profondamente. Pur nella sconfitta Lee riuscì infatti ad ottenere nei termini della resa che i sui uomini potessero rientrare alle loro case con i cavalli, poiché nella confederazione erano proprietà dei singoli soldati e non del governo. Entrambi i generali sapevano come l’economia rurale del sud dipendesse dai cavalli e questo fu uno dei numerosi gesti di riconciliazione tra le parti.
Non si hanno foto di quei momenti, ma le cronache riportano che il giorno successivo Lee e Grant si intrattennero a lungo sotto la pioggia battente in un campo poco distante, ognuno in sella al suo fidato compagno. Pace era fatta e a loro modo Cincinnati e Traveller ne furono partecipi.
© Antonio Sforacchi; riproduzione riservata; fonte: historynet.com/; foto in copertina: Grant and Cincinnati. Photo in public domain.