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Confermato l’utilizzo dei crini per monitorare lo stato di stress nei cavalli

Crini e lana come indicatori di stress in cavalli e pecore 1
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Un approccio innovativo di analisi permette di rilevare con maggiore precisione gli ormoni associati allo stress nei cavalli (ma anche nelle pecore), fornendo un utile strumento per monitorare il loro stato di benessere nel corso del tempo. Vediamo i dettagli dello studio pubblicato in “Scientific Reports”.

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Negli ultimi anni, l’attenzione verso il benessere animale ha assunto un ruolo centrale nel dibattito pubblico, scientifico e politico, evidenziando l’importanza di adottare metodi efficaci per valutare lo stress e le condizioni di vita degli animali. Un innovativo metodo di analisi, recentemente sviluppato e pubblicato sulla rivista “Scientific Reports“, apre nuove prospettive in questo ambito: l’utilizzo di crini e lana come strumenti di monitoraggio a lungo termine dello stato di stress di cavalli e pecore. A conferma del ruolo cruciale dei crini nelle analisi, avevamo di recente informato anche sul fatto che i crini dei cavalli sono stati inclusi in un’importante innovazione del sistema antidoping della USEF (United States Equestrian Federation) (+ informazioni: clicca qui).

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Lo stress animale non si limita a manifestazioni comportamentali o a problematiche di salute immediata, ma si ripercuote anche sul benessere generale e sulla sostenibilità degli allevamenti. La misurazione degli ormoni collegati alla risposta allo stress, come il cortisolo, il cortisone, il DHEA e il DHEAS, rappresenta uno degli strumenti più affidabili per ottenere informazioni oggettive e durature sulle condizioni di vita degli animali. Il DHEA (deidroepiandrosterone) e il DHEAS (deidroepiandrosterone solfato) sono ormoni steroidei prodotti principalmente dalle ghiandole surrenali. Il DHEA è un precursore di altri ormoni sessuali come testosterone ed estrogeni, mentre il DHEAS è la forma inattiva e più stabile del DHEA, presente in quantità maggiori nel sangue. Entrambi svolgono ruoli nel mantenimento di funzioni endocrine, nell’equilibrio ormonale e possono influenzare l’età, il metabolismo e la funzione immunitaria.

Tradizionalmente, tali ormoni vengono analizzati nel sangue o nella saliva, ma questi campioni riflettono solo lo stato di breve termine e sono influenzati da variazioni immediate. La novità introdotta dalla ricerca italiana, condotta dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise (IZSAM) in collaborazione con le Università di Milano e Urbino, risiede nell’uso di crini di cavallo e lana di pecora come “registri” di stress accumulato nel tempo. Grazie a tecnologie analitiche avanzate, come la cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa ad alta risoluzione (LC-HRMS/MS), è stato possibile misurare con elevata precisione quattro ormoni endogeni, anche a concentrazioni molto basse.

Una delle innovazioni chiave di questa metodologia è l’impiego della strategia chiamata “surrogate analyte approach”. Poiché gli ormoni naturali sono presenti in tutti gli organismi e non esistono campioni di riferimento “puliti” (ovvero privi di questi ormoni), i ricercatori hanno creato molecole artificiali, marcate con isotopi stabili, che imitano perfettamente gli ormoni naturali. Queste molecole “surrogato” vengono aggiunte ai campioni, consentendo di superare le difficoltà di misurazione e di ottenere dati estremamente affidabili, anche in campioni complessi come il pelo o la lana, spesso ricchi di sostanze interferenti.

L’applicazione di questa tecnica si è dimostrata efficace su campioni raccolti in ambienti ostili dell’Appennino, dove gli animali sono sottoposti a condizioni di vita più difficili e meno influenzate da fattori antropici. La sensibilità del metodo permette di rilevare anche bassissimi livelli di bio marcatori dello stress, rendendolo uno strumento ideale per valutare il benessere animale in situazioni reali, come allevamenti di piccole dimensioni o ambienti naturali.

Un ulteriore vantaggio di questa innovazione è la possibilità di analizzare più ormoni contemporaneamente, ottenendo così un quadro più completo e affidabile dello stato fisiologico degli animali. La relazione tra diversi ormoni, come il cortisolo e il DHEA, può infatti offrire indicazioni più precise sul tipo di stress subito e sulle cause sottostanti, permettendo interventi più mirati e migliorativi.

Il progetto di ricerca, finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del bando di Ricerca Finalizzata, si propone di sviluppare indicatori innovativi per migliorare la qualità della vita degli animali in aree marginali e di difficile accesso. 

(31 ottobre 2025) © L.R.; B.S.; – Riproduzione Riservata; fonte: Scientific Reports; foto: © EqIn

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