Equitazione decisamente in crescita in Cina

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09 gennaio 2026 #News


Negli ultimi dieci anni la Cina ha conosciuto una crescita rilevante anche nel settore dell’equitazione, passata da pratica di nicchia a comparto emergente dell’economia del tempo libero.


Secondo i dati della China Equestrian Association, il valore complessivo dell’industria equestre è aumentato in modo significativo, accompagnato da una forte espansione dei club, dei praticanti e del mercato delle attrezzature specializzate. La domanda di cavalli sportivi, istruttori qualificati, strutture e servizi continua a crescere, sostenuta anche dalla maggiore visibilità internazionale acquisita con il debutto olimpico della squadra cinese e dall’organizzazione di eventi di primo piano come il Longines Global Champions Tour di Shanghai.

Le grandi città cinesi stanno investendo in infrastrutture e formazione, mentre appuntamenti sportivi nazionali e internazionali confermano il ruolo sempre più centrale degli sport equestri nel panorama sportivo del Paese. In questo contesto, la scelta della Cina di ospitare nel 2026 la Global Assembly della FEI rappresenta un ulteriore segnale del peso crescente assunto a livello globale dal settore equestre cinese.

L’Italia si presenta come un partner naturale in questo percorso di sviluppo. La filiera equestre italiana, che vale circa 3 miliardi di euro e coinvolge oltre 100.000 addetti, si fonda su una tradizione storica consolidata, su competenze tecniche riconosciute e su un ecosistema che integra sport, allevamento, artigianato, moda, veterinaria e turismo. Il patrimonio culturale e tecnico, unito al riconoscimento del cavallo come atleta nell’ordinamento italiano, rappresenta un elemento distintivo nel dialogo con il mercato cinese.

Nonostante queste premesse favorevoli, la presenza italiana in Cina resta ancora limitata rispetto ad altri Paesi europei. Il principale ostacolo è rappresentato dall’assenza di un protocollo veterinario bilaterale che regoli in modo chiaro e sostenibile la movimentazione dei cavalli vivi. La mancanza di questo strumento rende i tempi e i costi di esportazione molto più elevati, riducendo la competitività degli allevatori italiani e la possibilità di strutturare collaborazioni stabili.

Alcuni segnali positivi sono arrivati con la firma di un Memorandum of Understanding tra la Federazione Italiana Sport Equestri e la Jiangsu Equestrian Association, volto a favorire scambi formativi, tecnici e istituzionali. Parallelamente è in corso un confronto tecnico-diplomatico tra le autorità dei due Paesi per arrivare alla definizione di un protocollo veterinario operativo, che avrebbe effetti sull’intero ecosistema equestre, dalle imprese agli eventi fieristici, fino alla promozione del Made in Italy.

© L. Ruffino – Riproduzione Riservata; fonte principale: China Economic Information Service – classxhsilkroad.it; foto: © FEI