Eric Lamaze nell’occhio del ciclone: malattia inventata!

 



20 settembre 2023 #news



Dopo che Eric Lamaze ha cancellato un post su Facebook in cui si lamentava di esser stato preso di mira per un test antidoping, un portavoce della FEI ha confermato che l’organo equestre internazionale ha avviato un procedimento legale contro il fuoriclasse canadese per il suo rifiuto di sottoporsi ad un test antidoping a Valkenswaard nel 2021.


I documenti della FEI indicano anche che la Federation Equestre Internationale ha recentemente aggiunto allo stesso caso un’accusa di manipolazione da parte di Lamaze. Un giudice dell’Ontario aveva infatti in precedenza dichiarato il cavaliere colpevole di falsificazione di alcuni documenti medici, nel tentativo di fuorviare la Corte.

“C’è il sospetto di una violazione della normativa antidoping umano da parte di Eric Lamaze”, ha risposto un portavoce della FEI alle domande del magazine americano Chronofhorse.com. “Si tratta del rifiuto di sottoporsi al prelievo, la causa è pendente davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport”. Il portavoce della FEI prosegue così: “Lamaze non è stato sospeso provvisoriamente ed è quindi autorizzato a competere, ma ha confermato alla FEI che si è ritirato (+ info: clicca qui). Mantiene comunque il diritto di allenare”. Il rifiuto di sottoporsi al test antidoping è avvenuto nel giugno 2021 durante il Longines Global Champions Tour di Valkenswaard. In quel concorso, Lamaze vinse la qualificazione per il Grand Prix con Fine Lady 5 (chiudendo infine quinto nella gara maggiore).

La vicenda odierna tuttavia si interseca con altri accadimenti alquanto dubbi relativi al passato e alla condotta del cavaliere olimpionico: ricostruendo per sommi capi gli eventi, nel 1996 Lamaze era stato convocato nella squadra canadese di salto ostacoli che avrebbe gareggiato ai Giochi Olimpici di Atlanta. Ma, prima di arrivarci, Lamaze venne sospeso perché risultato positivo durante un test antidoping. È stato accertato che avesse fatto uso di cocaina, sebbene il cavaliere abbia all’epoca negato l’accusa, semplicemente (sic est) affermando di non avere idea di come la sostanza fosse entrata nel suo sangue. L’avvocato che lo rappresentava era Tim Danson, che in seguito divenne uno dei migliori amici di Lamaze. Il cavaliere inizialmente negò al suo stesso avvocato di aver fatto uso di sostanze, ma Danson in seguito ammise pubblicamente di aver capito che si trattava di una bugia; dopo di che, Lamaze ammise di essere effettivamente dipendente dalla cocaina e di farne uso regolarmente.

Nel 2008 Lamaze si prese il suo riscatto sportivo, vincendo l’oro olimpico con Hickstead in un jump-off in cui sconfisse Rolf-Goran Bengtsson (argento). Nel 2011, il suo campione Hickstead purtroppo morì proprio a casa nostra, in Coppa del Mondo a Verona, a causa di un infarto (+ info: clicca qui). Lamaze in seguito ammise che questo terribile evento lo ricondusse nuovamente in un periodo oscuro con dipendenze.

Quando in seguito si sparse la notizia che il fuoriclasse canadese aveva un tumore al cervello e che, di conseguenza, avrebbe partecipato a meno gare, nessuno ovviamente dubitò e vi fu grande solidarietà (+ info: clicca qui). Tuttavia, dato che Lamaze continuava comunque a gareggiare e a vincere competizioni importanti, anno dopo anno (pur con un tumore al cervello), tra i cavalieri si diffuse un certo scetticismo e la domanda se la storia della malattia raccontata da Lamaze stesso fosse del tutto vera.

Il 12 luglio di quest’anno l’avvocato di Lamaze ha nuovamente presentato alla Corte una richiesta di rinvio perché il tumore al cervello aveva causato metastasi alla gola, il che significava che c’erano buone probabilità che l’olimpionico non sarebbe più stato in grado di parlare, dato che si sarebbe reso necessario un ciclo operatorio completamente nuovo, oltre a chemioterapia, con un processo di recupero lungo almeno un anno. Date le molteplici accuse irrisolte nei confronti del cavaliere canadese, ha però preso avvio un vero e proprio processo investigativo da parte del Tribunale, che purtroppo oggi svela un inganno: l’11 agosto 2023 l’avvocato della controparte ha presentato una dichiarazione del chirurgo belga che avrebbe dovuto operare Lamaze, nella quale si sostiene che la lettera non era del medico e nemmeno la firma. Il medico ha inoltre dichiarato di non conoscere il signor Lamaze e di non averlo mai avuto in cura. In seguito a questo, l’avvocato dell’olimpionico canadese si è ovviamente ritirato dalla sua difesa e ad oggi afferma di non avere più contatti con il suo cliente. Inoltre, l’avvocato ha inviato una nota il 5 settembre affermando che “Lamaze è gravemente malato, ma probabilmente non si tratta di cancro”.

Nella sua dichiarazione conclusiva, con condanna, il Giudice ha affermato che appellarsi ad un presunto cancro allo stadio terminale non solo è un inganno verso il Tribunale ma è anche un grave insulto nei confronti di tutti quei pazienti che in realtà soffrono della malattia e che si sono anche aggrappati psicologicamente a Lamaze, dato che l’olimpionico ancora si era dimostrato in grado di gareggiare e vincere ai massimi livelli negli ultimi anni, nonostante il cancro e le cure (clicca qui per gli Atti del Tribunale). Gli è stata inflitta una pena pecuniaria per la truffa a partire dalla quale si sono aperte le indagini.

Non sono tuttavia totalmente chiari gli attuali (ed effettivi?) problemi di salute di Lamaze; parimenti, ci sono diverse altre cause legali in corso contro di lui. Va da sé che tutti questi sviluppi gettano una luce completamente diversa anche all’addio allo sport che il fuoriclasse ha dato nel mese di marzo di quest’anno, con la motivazione che le sue già tristemente note condizioni di salute non gli permettevano più di gareggiare. Ad oggi, sembra piuttosto che sapesse che la tempesta sarebbe arrivata e che sarebbe stato infine costretto comunque, senza gloria alcuna, a dire addio allo sport che gli ha dato così tanto. A noi tutti resta ovviamente molto amaro in bocca, per la condotta di uno sportivo certamente d’eccellenza ma che, ovviamente, non avrebbe dovuto (ormai evidentemente senza alcuno scrupolo), simulare una malattia grave pur di non affrontare responsabilmente i propri problemi, personali e legali.

© B.Scapolo – riproduzione riservata; fonti principali:Chronofhorse.com ; horses.nl foto: E.Lamaze © A.Benna / EqIn