Finta ASD per una scuola di equitazione: grosso guaio a Foligno



14 febbraio 2019 #news



L’Agenzia delle Entrate vigila da sempre anche sulle attività delle ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche), ovvero soggetti giuridici piuttosto diffusi in campo equestre, che usufruiscono di agevolazioni fiscali proprio in ragione della natura “non commerciale” della loro attività.


Resta evidente che qualora le Autorità ravvisino qualcosa che “stride”, le sanzioni risultano essere piuttosto onerose e quest’ultime, in quasi la totalità dei casi, conducono spesso alla chiusura dell’attività. E’ rimbalzata oggi nei quotidiani la notizia relativa proprio a quella che, dal punto di vista legale, si configurava come un’associazione sportiva, mentre secondo la Guardia di Finanza si trattava, in realtà, di una vera e propria impresa/azienda, “mascherata” per usufruire di agevolazioni fiscali senza, come ovvio, averne diritto. Dopo un accurato controllo, i finanzieri di Foligno hanno infatti individuato quella che hanno infine ritenuto essere una finta associazione sportiva, in quanto operava come una vera e propria impresa commerciale, con il “core” dell’insegnamento delle pratiche dell’equitazione per grandi e piccini, nonché al ricovero ed al mantenimento di numerosi equidi di proprietà di soggetti privati. Tutto questo, sempre secondo le Fiamme Gialle, è finora avvenuto senza evidentemente possedere i requisiti indispensabili per beneficiare delle agevolazioni fiscali. La struttura, infatti, è gestita da una famiglia che, come purtroppo troppo spesso accade, deteneva l’esclusivo potere decisionale in merito a tutte le attività proposte (scuola di equitazione, passeggiate a cavallo, campus estivi, ricovero dei cavalli negli appositi box), quindi non in ossequio a quanto dispone la normativa di settore, senza che gli utenti (i soci, di fatto, della Asd) conoscessero il regolamento o quanto meno il funzionamento dell’Associazione (decisioni – straordinarie e non – spese, bilancio, budget preventivo, ecc.).

I militari della Guardia di Finanza hanno quindi configurato, sulla base dei corposi elementi acquisiti, l’esistenza di un’impresa commerciale a tutti gli effetti, rilevando e segnalando all’Agenzia delle Entrate ricavi per circa 500mila euro – volume indubbiamente “importante” – e, come diretta conseguenza, un’evasione dell’I.V.A. per oltre 100mila euro. A queste si aggiungano le ulteriori irregolarità riscontrate, che vanno dalla mancata tenuta di tutte le scritture contabili ad altre violazioni tributarie, come l’omessa registrazione degli incassi.

E’ bene sottolineare che le Fiamme Gialle svolgono questi controlli sul territorio a tutela di chi svolge un’attività onesta (nel rispetto delle regole), e dunque per assicurare alla giustizia fiscale chi invece evade il Fisco, ovvero chi dissimula la vera natura della propria attività (di fatto, imprenditoriale/commerciale) e dunque si avvale indebitamente di un regime fiscale agevolato, giovando di un arricchimento illecito (esentasse) ed esercitando una sleale concorrenza nei confronti delle vere ASD ma anche, va evidenziato, verso le (poche) realtà del settore che hanno scelto di strutturarsi come azienda – e dunque sono soggette a tutti gli oneri tributari del caso. Soci delle Asd, fate la vostra parte: considerate, date vero peso alle comunicazioni e alle convocazioni delle assemblee del vostro centro ippico, quando queste esistono. Siate presenti e attivi. Non si tratta solo di semplici noie e formalità.

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