Focolaio di arterite virale equina in Normandia: 22 cavalli contagiati e riproduzione sospesa

 



14 novembre 2025 #News



Un focolaio di Arterite Virale Equina (AVE) è stato individuato nel dipartimento del Calvados, in Normandia, dove 22 cavalli sono risultati positivi presso un centro riproduttivo a Notre-Dame-d’Estrées-Corbon.


La notizia è stata riportata da grandprix.info, che ha indicato come il caso sia stato confermato dal Réseau d’épidémiosurveillance en pathologie équine (RESPE) il 17 ottobre scorso. L’episodio ha destato particolare attenzione perché avvenuto in un periodo in cui la struttura stava effettuando la raccolta del seme di diversi stalloni sportivi, fase durante la quale il rischio di diffusione di patogeni è più elevato.

L’arterite virale equina è una malattia infettiva causata da un Arterivirus, in grado di colpire cavalli di ogni razza e età. Il virus non è trasmissibile all’uomo, ma può avere un impatto rilevante sugli allevamenti e sulle attività di riproduzione. La trasmissione avviene principalmente per via respiratoria, attraverso le secrezioni di cavalli infetti, oppure per via sessuale, tramite seme contaminato. Proprio la capacità del virus di persistere nell’apparato genitale di alcuni stalloni dopo la guarigione clinica rappresenta uno degli elementi più delicati dal punto di vista sanitario, poiché questi soggetti possono continuare a eliminare il virus nel seme anche per mesi o anni.

I sintomi dell’infezione variano da lievi a moderati: febbre, abbattimento, perdita di appetito, scolo nasale e gonfiori in diverse parti del corpo. Nelle fattrici gravide l’AVE è una delle cause virali di aborto che può avvenire anche diverse settimane dopo l’esposizione al virus, mentre nei puledri molto giovani può manifestarsi in forme più gravi. L’incubazione oscilla tra i 2 e i 14 giorni nel caso della trasmissione respiratoria e tra 6 e 8 giorni nel caso di contagio per via riproduttiva.

La prevenzione si basa principalmente sulla vaccinazione, raccomandata soprattutto negli stalloni da riproduzione, e sull’applicazione di rigorose misure di biosicurezza nei centri di monta e nei luoghi ad alta concentrazione di cavalli. Test sierologici e analisi tramite PCR (Proteina C Reattiva) consentono di rilevare la presenza del virus e monitorare la situazione epidemiologica.

Secondo quanto riferito da grandprix.info, l’AVE non è una novità per la regione: nel 2007 un’epizoozia (malattia infettiva che si diffonde rapidamente in una popolazione animale, simile a un’epidemia negli esseri umani) aveva colpito oltre duecento cavalli, causando febbre, aborti e mortalità nei puledri. Per prevenire una diffusione simile, il centro riproduttivo ha sospeso i movimenti degli stalloni e interrotto temporaneamente la produzione di seme, introducendo test sierologici sistematici e richiedendo analisi negative prima del rientro dei cavalli nella struttura. Le attività riproduttive resteranno ferme fino alla conferma della completa non contagiosità degli animali coinvolti.

© L. Ruffino – Riproduzione Riservata; fonte: grandprix.info; foto: © EqIn