Horse Yoga? Ecco perché questo connubio può essere vincente



07 gennaio 2020 #focus



Ci siamo mai chiesti se la nostra buona forma fisica, ovvero il nostro essere tonici, non eccessivamente sovrappeso e “ginnasticati” (esattamente come i nostri cavalli) possa influire sulle nostre prestazioni in sella ed il nostro impatto sul disponibile amico che ci trasporta sulla sua groppa?


L’argomento è stato affrontato in varie sedi e con differenti approcci, resta il fatto che, ad oggi, la maggior parte dei cavalieri (amatori o professionisti) di ogni età, si sente esonerato dal praticare altre attività sportive al di fuori dell’equitazione, non ritenendo che possano effettivamente influire sul proprio rendimento in sella, oppure svolgendo altre attività sportive non specificamente propedeutiche allo sport equestre o, quanto meno, non incasellabili come tali.

Certo è però che l’equitazione – in tutte le sue disciplina – è uno sport che richiede prontezza di riflessi, ovvero in cui dobbiamo dare delle risposte fisiche in tempi veloci, attività che prevede dunque una certa coordinazione ma anche una tempistica fisica di azione molto celere. Occorre quindi essere scattanti ed agili, sia fisicamente, sia mentalmente: decidere e mettere in pratica con coordinazione quanto pattuito col nostro cervello (più facile a dirsi che a farsi).

Detto ciò, un’iniziativa interessante ed ultimamente molto gettonata, è la pratica dello yoga connessa all’equitazione: entrambe le discipline sono antiche quanto l’uomo: se sommate, sembra permettano di migliorare la postura, l’elasticità, e non da ultimo l’imparare a rilassarsi usando adeguatamente la respirazione (pratica utile anche a gestire l’ansia, a non entrare in apnea, soprattutto quando si è in gara).

L’esecuzione di particolari asana (posizioni) contribuisce a rendere più elastiche e forti le parti del corpo più coinvolte nell’attività equestre, come le spalle, la schiena, le gambe e la zona addominale; oltre alla respirazione, lo Yoga migliora la postura del cavaliere, aiutandolo a rilassarsi, abbandonando paure e preoccupazioni, consentendogli così di instaurare un’interazione attiva e proficua con l’animale.

Vi è poi la possibilità, per i più predisposti e senza obbligo alcuno, di virare la pratica verso un approccio più concettuale e spirituale, ovvero interpretare l’attività equestre stessa come capacità di sintonizzare le proprie energie con quelle della natura circostante e soprattutto con i cavalli, sperimentando questa singolare esperienza frequentemente. Un’occasione dunque per valorizzare le nostre conoscenze e l’equilibrio psicofisico attraverso esercizi appropriati: respirazione, rilassamento, concentrazione e meditazione. La pratica dello yoga è sempre stata un valido strumento naturale per armonizzare le energie fisiche e mentali e mira a creare una congiunzione tra  corpo, mente e spirito. Per chi pratica gli sport equestri, può essere uno stimolo in più al fine di diventare più introspettivi in uno sport che, in fondo, si basa tutto sulla sensibilitàe il feeling del binomio, rapporto in cui, grazie alla reciproca fiducia, si possono fare grandi cose.

“Utilizzando le basi fondamentali dello Yoga come il mantenimento della giusta postura, la respirazione controllata e la concentrazione si cerca di far rilassare il cavaliere in modo che possa stabilire una relazione migliore con il suo cavallo e diventi una sola cosa con lui.

Ci si allena nell’equilibrio per mantenere i movimenti fluidi, si cerca il proprio centro per ritrovare l’armonia interiore. Si utilizzano esercizi sia in terra che in sella.  Inoltre si lavora sul contatto col cavallo che rappresenta il simbolo di forza vitale e sulle tecniche di visualizzazione e meditazione.

Soprattutto si sincronizza il proprio respiro con quello dell’animale, mentre si aggiunge una sequenza di Asana pronte a veicolare il prana nelle diverse parti del corpo che più ne necessitano.”

© Chiara Belliure; riproduzione riservata; fonte: theuniversal.it; equinechronicle.com; foto © virginialiving.com/