Sotto esame le gare a tempo con nuovo computo delle penalità: IJRC apre al dibattito

 



09 maggio 2022 #news



Tempus fugit, sempre più. E’ ormai cosa nota la modifica, già operativa, del regolamento salto ostacoli voluto dalla FEI – valido tuttavia anche per le gare nazionali – in merito al computo delle penalità per il tempo nelle gare in Tabella A (+ info clicca qui): una penalità viene ora registrata per ogni secondo superato rispetto al tempo stabilito; in precedenza, scattava una penalità ogni quattro secondi maturati dal binomio, variazione che non ha mancato di suscitare dibattito (FEI Jumping Rules: clicca qui). Un interessante approfondimento in tal senso è arrivato oggi a mezzo comunicato stampa dall’ IJRC – International Jumping Riders Club: eccolo in traduzione italiana.


Dal 1° gennaio 2022 è in vigore la nuova norma FEI (n. 236 capitolo VI del Regolamento FEI di Salto) che prevede l’attribuzione di una penalità per ogni secondo o frazione iniziata di secondo rispetto al tempo concesso. Questa regola si applica a tutte le categorie in Tabella A.

Le ragioni di questo cambiamento, espresse dalla FEI, sono volte a indurre tutti i cavalieri a saltare il percorso allo stesso modo e con gli stessi obiettivi, rispettando il principio di una “gara di velocità”.
Con il sistema precedente di computo delle penalità per il tempo, si vedevano i cavalieri cercare di assicurarsi di saltare senza errori agli ostacoli anche se questo significava aggiungere uno o due penalità per il tempo, garantendosi così un piazzamento migliore rispetto a coloro che invece rispettavano il format della categoria a tempo, che rischiavano di più per rimanere entro il tempo concesso; eppure, con quattro penalità attribuite per ogni errore agli ostacoli, quest’ultimi finivano più in fondo nella classifica.
Come sempre accade quando vengono apportate modifiche, il nuovo aggiornamento delle penalità per il tempo è stato accolto in modi diversi, con alcuni pareri positivi e altri negativi e anche quelli che prendono la ‘via di mezzo’. Ci vorrà del tempo per trarre le debite conclusioni e fare il punto su vantaggi e svantaggi. Nella foga del momento, ognuno porta le proprie valutazioni soggettive, sulla base delle riflessioni e reazioni più pertinenti espresse dagli atleti e di seguito riassunte:

Due facce (+ mezza) della stessa medaglia:

Il tempo è un elemento cruciale e molto delicato nel nostro sport. L’aumento significativo delle penalità è, infatti, un cambiamento drastico. Soprattutto, nelle competizioni più importanti, significa che cavallo e cavaliere devono avere un grande livello di esperienza per saltare percorsi altamente tecnici ed essere parimenti veloci.
Per i binomi con poca esperienza, all’inizio della loro carriera, questo aumento del numero di punti negativi comporterà una penalizzazione. In pratica, quattro secondi maturati rispetto al tempo consentito equivarranno ad un errore agli ostacoli; quattro penalità. Ciò esercita una grande pressione sui cavalli, specie giovani, non meno che sui cavalieri che iniziano a gareggiare, specie qualora arrivino ad approcciare l’alto livello. Da considerare che le penalità accumulate in caso di rifiuto comportano un bilancio finale importante!

D’altra parte, alcuni ritengono che questo aumento delle penalità sia corretto e giusto, in base al principio per cui se i binomi non sono in grado di saltare percorsi di un certo livello secondo le regole stabilite per le gare di velocità / a tempo, a conti fatti sarebbe meglio non gareggiassero affatto. Inoltre, assecondando il principio espresso dalla FEI, nei grandi eventi come campionati e giochi olimpici, è capitato che nella classifica individuale i cavalieri con due o tre punti per il tempo si siano piazzati meglio dei binomi più veloci ma che avevano maturato un errore agli ostacoli, quindi quattro penalità.

Tuttavia, c’è molto altro da dibattere: quante volte negli ultimi 25 anni abbiamo visto un cavaliere con tre o quattro penalità per il tempo vincere un Gran Premio o un campionato? Oggi è improbabile che questo possa accadere, poiché, con le rare eccezioni che pur sempre possono confermare la regola, la selezione è inevitabilmente così connessa al livello dei cavalli e dei cavalieri in gara, e alla fine sarà sempre e solo il percorso netto più veloce a vincere.

In ogni caso, prima di poter valutare il livello dei concorrenti, è lo chef de piste a decretare la strategia di una gara. Stabilire il tempo da impiegare per realizzare ogni singola gara è nelle sue mani; deve indicare un tempo abbastanza difficile da giocare davvero un ruolo cruciale, tempo che tuttavia deve anche esser possibile rispettare senza dover “vogare” a scapito delle stesse prestazioni. È solo il fattore tempo a determinare i risultati, e questo rende ancora più difficile il lavoro dei course designer. È una questione di equilibrio, dettagli e professionalità.

Alcuni approvano questa modifica del regolamento, ritenendola positiva per l’evoluzione dello sport equestre. I cavalieri, in generale, sono notevolmente migliorati, così come la qualità dei loro cavalli. E così, siamo tornati all’inizio. Bisogna essere preparati e capaci per gareggiare negli sport di massimo livello, altrimenti è meglio fare un passo indietro e lavorare per migliorarsi raggiungendo solo i risultati che si meritano.
Raramente si vede un top rider con un parimenti qualitativo cavallo accumulare penalità per il tempo nei concorsi importanti, se non per un centesimo di secondo! Al contrario, i cavalli dei cavalieri non all’altezza del lavoro, spesso amatori/dilettanti, sono quelli che più fanno fatica a rimanere nei tempi consentiti.

Quindi, è difficile stabilire ora quale sia la soluzione migliore. Forse la via di mezzo sarebbe quella giusta, quindi computare 0,5, ossia mezza penalità per ogni secondo sul tempo concesso, che è una delle idee che sono state proposte… per il momento, le cose restano invariate [secondo il nuovo regolamento, ndr], e solo il tempo ci dirà cosa sarà più giusto fare.

C’è però un principio che rimane immutato e che non si può ignorare, il filo che unisce e tocca ogni aspetto del nostro sport: il principio della meritocrazia. (trad. it. comunicato stampa IJRC/L. Borromeo).

A tutti questi più che legittimi dubbi indicati dall’International Jumping Riders Club, aggiungiamo anche che oggi l’interpretazione dei risultati, sulla base delle penalità complessivamente maturate dal binomio a fine gara e soprattutto, guardando ai risultati recenti del cavallo x o y, risulta assai difficile: la maggior parte dei programmi online che stilano e pubblicano le classifiche non ha ancora provveduto all’auspicata differenziazione tra penalità maturate agli ostacoli e penalità per il tempo, ragion per cui, anche in una logica di mercato, oggi non si riesce più a capire dagli ultimi risultati agonistici se tale o talaltro cavallo (giovane o inesperto ma magari pur sempre rispettosissimo degli ostacoli) sia più o meno capace, dato che spesso ci si ritrova un curriculum macchiato da enne punti negativi maturati (forse?) esclusivamente per l’oltrepassamento del tempo concesso in gare su Tabella A, che normalmente vengono fatte eseguire ai cavalli e/o ai binomi meno esperti anche per (e secondo) la logica di un sano e semplice training, che ovviamente non guarda mai ed esclusivamente al tempo impiegato come criterio principe e discriminante… La Federazione Italiana Sport Equestri, consapevole del problema, ha annunciato di voler predisporre questa differenziazione per le Ranking List: speriamo che, oltre a FISE, si adeguino tutti al più presto.

Salto ostacoli: specifiche sul cambiamento del computo delle penalità per il tempo

© B.S.; riproduzione riservata; foto: ©  A.Benna / EqIn