17 febbraio 2026 #news
Equidi come animali d’affezione: prende forma il percorso legislativo che vieta la macellazione.
L’iniziativa legislativa che punta a riconoscere cavalli e altri equidi come veri e propri animali d’affezione entra ufficialmente nel vivo. L’obiettivo è chiaro: colmarsi il vuoto normativo che finora ha lasciato queste specie prive di tutele paragonabili a quelle riservate a cani e gatti.
Tre diverse proposte di legge — presentate da Maria Vittoria Brambilla, Luana Zanella e Stefania Cherchi — vengono ora esaminate congiuntamente presso la Commissione Affari Sociali. Il relatore Francesco Bruzzone ne ha tracciato le linee comuni, che convergono verso un cambiamento profondo: lo stop alla macellazione e la riconversione degli allevamenti, così da superare l’idea dell’equide come animale da produzione.
La riforma ridisegnerebbe completamente lo status di questi animali. Non solo verrebbe vietata l’uccisione degli equidi a fini alimentari, ma anche l’importazione e l’esportazione destinate, direttamente o indirettamente, allo stesso scopo. Le tutele includerebbero anche gli ibridi, come bardotti o zebralli, spesso esclusi dalle normative tradizionali.
Tra le novità prospettate figurano anche l’istituzione di una Commissione tecnica presso il Ministero della Salute e l’introduzione della cosiddetta “patente equina”, pensata come strumento educativo e di responsabilizzazione per chi si occupa di questi animali.
In sintesi, il percorso appena avviato potrebbe segnare un passaggio storico: trasformare in modo definitivo la percezione e la tutela degli equidi, riconoscendoli come compagni dell’uomo e non più come risorsa da sfruttare.
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