Inaugurata la mostra “Equus” del maestro toscano Giovanni Raspini

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06 dicembre 2025 #news


Nella suggestiva cornice della galleria d’arte Il Bargello, in Via di Città a Siena, si è tenuta Giovedì 4 dicembre 2025 l’inaugurazione di EQUUS, la nuova mostra di Giovanni Raspini dedicata al cavallo, in collaborazione con Lucio Minigrilli ed Erika Corsi.


“La nostra storia ha radici lontane, siamo il frutto dei passi che abbiamo fatto in un bellissimo viaggio alla ricerca della bellezza che vogliamo condividere con chi sceglie di guardare il mondo con i nostri stessi occhi”: recita così, uno dei noti claim del maestro toscano Giovanni Raspini, che da cinquant’anni trasforma l’eccellenza creativa in preziosi manufatti. Per questa mostra dedicata al cavallo, da sempre simbolo di forza, eleganza e tradizione, sono quattordici le sculture in bronzo realizzate.

Raspini, presente all’inaugurazione, ha lasciato intendere di rimuginare da tempo su queste opere. Ha descritto un progetto nato dal desiderio di far dialogare codici classici e prospettive contemporanee, attraverso una serie di sculture forgiate con la tradizionale tecnica della cera persa. Ogni cavallo, pur diverso per forme e interpretazioni, sarebbe un tentativo di catturare una bellezza in movimento: mutano texture, patine e trattamenti superficiali, ma rimane costante la ricerca di un equilibrio tra vigore e delicatezza.

Durante l’evento, Raspini ha sottolineato come parlare di cavalli a Siena significhi inevitabilmente intrecciarsi con l’identità stessa del luogo. Ha detto di essere felice di esporre in una città in cui questa “lingua” è parte viva della cultura, un chiaro rimando al Palio e alla tradizione che fa del cavallo un simbolo profondo. Esporre nel cuore di Siena, a suo avviso, avrebbe anche stimolato la creatività e accelerato la nascita delle opere. Le quattordici sculture presentate offrono così variazioni sul tema: il cavallo resta il centro, ma cambia la prospettiva emotiva, estetica o concettuale con cui viene reinterpretato.

Tra i lavori esposti, una scultura in particolare ha catalizzato l’attenzione: una testa di cavallo di impostazione classica, sopra la quale tre scimmioni sembrano arrampicarsi in un gesto aggressivo. L’artista ha spiegato che quell’immagine intende rappresentare la bellezza assediata dalla barbarie, un’allusione alla corruzione dell’arte, tema che egli stesso dichiara di aver affrontato più volte. La scena allegorica suggerisce che virtù, grazia e valore dell’opera siano minacciati da una forza distruttiva pronta a travolgerli. Raspini ha concluso osservando che si tratta di un argomento quanto mai contemporaneo, in un’epoca in cui molti avrebbero la sensazione di vivere sotto un assedio simile.

© B.Scapolo – Riproduzione Riservata; fonte: gazzettadisiena.it;