21 novembre 2025 #news (aggiornato h 18.09)
Il nuovo progetto musico-itinerante di Jovanotti, “L’Arca di Loré”, atteso e programmato per l’estate 2026, nasce sempre con l’ambizione di unire musica, sostenibilità e un’idea di festa popolare che attraverserà l’Italia. Ma mentre l’artista presenta il suo nuovo tour come un inno alla speranza, all’avventura e alla voglia di ripartire anche (soprattutto) in ritrovata sintonia con l’ambiente naturale in cui siamo di necessità calati, una parte del mondo animalista parla apertamente di “scelta irresponsabile” e di “violenza sugli animali”: nella fattispecie, per ciò che riguarderà i cavalli.
L’Arca di Loré: musica, biciclette e un’Italia da riconquistare
Dopo l’esperienza dei Jova Beach Party e le conseguenti polemiche sull’impatto ambientale (spiagge ora vietate), Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, 60 anni il prossimo 27 settembre, artista capace di unire e smobilitare più generazioni, torna con un format completamente diverso. Nessuna spiaggia, questa volta, ma un’Italia da attraversare in bicicletta, con tappe nei piccoli paesi, jam improvvisate e un villaggio musicale capace di richiamare fan da tutto il territorio.
Un’idea che Cherubini presenta come un antidoto al pessimismo dei tempi, massimamente empatica as usual: una nuova occasione per ritrovarsi semplicemente insieme “sui prati”, condividendo musica, energie positive e una nuova sensibilità di appartenenza, anche ecologica. Tra le location annunciate, però, compaiono due spazi che hanno fatto scattare immediatamente l’allarme: l’Ippodromo La Favorita di Palermo e l’Ippodromo di Agnano, a Napoli.
La protesta di IHP: “Cavalli esposti a stress insopportabile”
La scelta degli ippodromi non è piaciuta alla IHP – Italian Horse Protection, associazione italiana dedicata alla tutela degli equidi che già in passato aveva contestato l’uso di strutture ippiche come venue per eventi di massa. Nel comunicato diffuso il 20 novembre, l’associazione non usa mezzi termini: negli ippodromi “vivono cavalli che, anche se non presenti nei pressi del palco, subiscono inevitabilmente rumore, vibrazioni, luci e affollamento”. Animali “estremamente sensibili”, scuderizzati, ergo impossibilitati nell’allontanarsi, che rischiano condizioni di stress “intenso e pericoloso”.
“Basiti all’idea di migliaia di persone a pochi metri dai box”: queste le parole di Sonny Richichi, Presidente dell’Associazione IHP, che giustamente porta l’accento sull’udito finissimo dei cavalli, la loro natura di prede e la facilità con cui possono andare nel panico.
“Chiusi nei box, bombardati dai decibel e dalle urla – afferma – è facile immaginare cosa potranno provare. Già conducono una vita innaturale; aggiungere un concerto equivale a imporre un’ulteriore violenza”.
IHP accusa principalmente i gestori/responsabili degli ippodromi, che stanno minimizzando i rischi “per racimolare qualche soldo”, mentre danno rassicurazioni a Jovanotti: i cavalli sarebbero “abituati al frastuono”. Una versione che Richichi e la sua associazione animalista indica come “favola”. [A tal proposito, in seguito alla pubblicazione dell’articolo, divulghiamo anche la risposta a mezzo comunicato stampa dell’Ippodromo La Favorita: + informazioni: clicca qui].
L’appello all’artista: cambiare location
L’associazione lancia un appello a Jovanotti, invitandolo a trovare sedi alternative: non per ostacolare la musica e il suo progetto, affermano, ma per evitare che la festa ricada su animali già vulnerabili, con conseguenze inevitabilmente negative. Accogliere la richiesta, sottolineano, sarebbe in linea con la sensibilità ambientale che l’artista ha spesso mostrato.
Eppure, Jovanotti ha di mira e la sensibilità, e la vocazione green per una mission artistica che da anni ha un senso:
«Intorno a noi c’è un senso di catastrofe incombente, crollano cose che credevamo di sapere, questo è un tempo di tacito sconforto, di paura, siamo dentro una nuvola che chiamo il “marketing della depressione”. Mai avrei pensato di viverlo da grande, la mia generazione, parola per altro che non amo, è l’ultima cresciuta con una certezza razionale che le cose andassero verso il meglio, con una idea di progresso fatta di miglioramenti, più soldi, pace, cultura, istruzione, viaggi, aperture, allegrie, scambio di opinioni, benessere. Insieme a tante cose che sono accadute sono però saliti ansia, paura, incomprensione, polarizzazione, estremismi, la “santa Inquisizione” dei social network, la sensazione di catastrofe imminente. Eravamo come sempre alla fine dei tempi e il mio carattere mi porta a reagire e la soluzione è aprire porte, andare a scoprire il mondo con speranza e gioia che non è negare l’evidenza del tragico che la specie umana sta attraversando, ma io voglio partorire il nuovo con la luce degli occhi» (cit. L.Cherubini; fonte: segnalisonori.it).
Una contraddizione difficile da ignorare
La polemica mette in luce una tensione sempre più frequente nei grandi eventi ludico-culturali che si vogliono o si appellano al “total green”: come coniugare intrattenimento e contenuti con piena sostenibilità?
La decisione finale sull’utilizzo degli ippodromi resta in mano all’organizzazione del tour, con date calendarizzate per il 29 agosto a Palermo e il 5 settembre a Napoli, rispettivamente negli ippodromi La Favorita e Agnano. Tuttavia, la pressione dell’opinione pubblica potrebbe portare l’artista a una riflessione più approfondita su come e dove la musica, l’experience vitale cui Jovanotti da anni vuole farsi ed è portavoce, possa davvero incontrarsi con la sostenibilità tout court.
© B. Scapolo – Riproduzione riservata; fonti principali: segnalisonori.it ; IHP Italian Horse Protection; foto: via ig official lorenzojova