#news 28 aprile 2020
Da giorni le notizie più contrastanti si rincorrono in un frenetico balletto di conferme e smentite sullo stato di salute del premier Nord Coreano Kim Jong Un.
Il tutt’altro che tenero personaggio, condannato a più riprese per violazione dei diritti umani, lo teniamo d’occhio da tempo visto il suo noto amore per gli equidi ed è curioso che proprio oggi il Jerusalem Post, nel riportare quanto avrebbe affermato principale consigliere per la politica estera della Corea del Sud – ovvero che “Kim Jong Un è vivo e vegeto. Rimane nella zona di Wonsan dal 13 aprile” – lo ritragga mentre simbolicamente tiene saldamente le redini di poderoso stallone bianco lanciato al galoppo. La foto per la verità è certamente “datata” in quanto già nota alla redazione ed in circolazione già dall’ottobre dell’anno scorso, insieme a molte altre e che ritraggono il capo dello Stato nordcoreano sempre in compagnia di cavalli.
Tornando all’attuale: il treno di lusso appartenente alla famiglia è stato avvistato nelle immagini satellitari di Wonsan, parcheggiato presso la “stazione di comando” tra il 21 aprile e il 23 aprile, fatto che è andato ad alimentare le voci che Kim potrebbe essersi ivi isolato per riprendersi fisicamente da un delicato intervento chirurgico cardiovascolare (forse) subito all’inizio di questo mese; il dittatore non è nuovo infatti a soggiornarvi disponendo di varie strutture destinate al tempo libero tra cui appunto un maneggio, ma anche un molo coperto, un poligono di tiro e nove grandi pensioni per gli ospiti.
La Corea del Nord ha affermato di non avere casi confermati di Covid-19 e sebbene il Paese abbia intrapreso misure rigorose per evitare lo scoppio dell’epidemia, dobbiamo supporre che fra queste non rientri il divieto di montare equidi, certo non per un dittatore che rimarrebbe a questo punto (se hanno ragione quelli che lo danno ancora per vivo) non solo il più giovane capo di stato del Pianeta, ma soprattutto, l’ultimo dittatore vivente a cavallo.
© A.Benna; riproduzione riservata; fonte principale The Jerusalem Post; foto © KCNA via REUTERS