Klaus Balkenhol: quale prospettiva per il dressage?



28 maggio 2020 #focus



Due volte campione olimpico a squadre, campione del mondo individuale e a squadre, tre volte campione europeo e quattro campione tedesco, ex allenatore delle nazionali tedesca e americana, Klaus Balkenhol è certamente una delle figure essenziali del dressage tedesco. Nato a Velen nel 1939, il trainer ha risposto alle domande di Christopher Hector: ne riprendiamo alcune per il lettore italiano.


L’orientamento della disciplina del dressage è oggi migliore, migliore di quanto non lo sia stato?

“Penso di sì, meglio di quanto non fosse sino a dieci anni fa. È davvero bello vedere i cavalli e i cavalieri nei campi prova. Veramente buono”.

Pensa che il dressage sia migliore ora di quando lei era cavaliere?

“Era un’altra era, l’allevamento di cavalli è cambiato davvero molto. Ora gli allevatori producono cavalli davvero meravigliosi. Tuttavia è mio desiderio che la gente proceda un po’ più lentamente con questi cavalli, è prematuro sellarli quando hanno due anni e mezzo, non è un bene per loro.

C’è stato un altro periodo, circa dieci anni fa, durante il quale i cavalieri erano diventati aggressivi sui cavalli, è stato un brutto periodo, un periodo davvero orribile …”.

Il tempo della Rolkur …

“Sì, ma ora è molto, molto meglio, ora i cavalli vengono presentati in modo corretto e buono. Si è fermato quel modo aggressivo, è molto meglio di quanto non fosse dieci, anche cinque anni fa. I cavalieri hanno deciso di addestrare i cavalli stando alle regole, che si basano sui principi tedeschi, la modalità di addestramento tedesca è buona, ma a volte i cavalli sono troppo giovani quando iniziano con questa formazione.

È meglio portare il cavallo nello sport un po’ più tardi, forse un anno dopo. Dipende dal carattere e dalle abilità del cavallo, alcuni possono iniziare prima, altri più tardi. […] Ogni decisione sul modo di addestrare il cavallo dovrebbe dipendere dalla sua capacità, dal suo carattere e se il cavallo è diventato abbastanza forte, sia nel corpo che nella mente. Forte nei suoi tendini e nelle ossa. […] Il cavaliere classico educa il cavallo in modo che vada sempre meglio, dai posteriori al collo. Ma a volte gli allevatori selezionano e producono un cavallo davvero buono e allora il cavaliere pensa, oh va bene, allora posso procedere velocemente a lavorare su quel cavallo; e così vi lavorano troppo presto. Questo è il problema più grande che abbiamo, non è la monta classica! Abbiamo bisogno che un giovane cavallo di tre, quattro anni venga montato in maniera semplice, per un minimo di due anni prima che le ossa si consolidino e la testa sia pronta”.

“Se si osserva ora, si vedono dei cavalli di otto, nove anni non molto regolari nel movimento esteso, e questo è un problema che inizia quando il cavallo è davvero giovane. I cavalli oggi sono così talentuosi, hanno una tale qualità ma i cavalieri non devono avere troppa fretta di approfittare di quel che offre loro quel cavallo. Molti sono eccellenti, ma il cavaliere deve ancora dire procediamo passo dopo passo, e prendiamoci il nostro tempo.

“Dobbiamo pensare al sistema di allenamento, abbiamo bisogno di istruttori che siano in grado di vedere: questo cavallo ha bisogno di più tempo dell’altro; tuttavia in realtà tutti i cavalli hanno bisogno di tempo per crescere”.

Se ci fosse una cosa che lei potrebbe fare per migliorare il dressage odierno, quale sarebbe?

“Una cosa per migliorare il dressage e portarlo al livello successivo dovrebbe essere una migliore istruzione e formazione per giudici e addestratore, in particolare per i giudici perché, a differenza di quanto non accadesse in precedenza, non abbiamo tanti giudici che abbiano gareggiato a livello di Grand Prix. Se non hai mai gareggiato a livello di Grand Prix, è più difficile capire cosa sta succedendo nella testa del cavallo e del cavaliere, quindi è necessario insegnare ed educare i giudici in modo che comprendano cosa sta succedendo nel corpo e nella testa del cavallo; e dunque abbiamo bisogno di maggiori contatti e confronto tra istruttori, cavalieri e giudici. Forse è necessario, se i giudici sono in grado, per età e condizioni fisiche, che salgano in sella e seguano corsi di dressage. Dovrebbero farlo, ma con buoni trainer. L’altra cosa è che dobbiamo prestare maggiore attenzione alla scala di progressione … questa è la chiave”.

[qui Balkenhol si sta riferendo allo standard di addestramento secondo la “scala del training” (contatto, decontrazione, cavallo diritto) – NdC].

Per una lettura di approfondimento:

 

© trad. it. a cura di Redaz.; riproduzione riservata; fonte principale: horsemagazine.com/ foto: © picture-alliance / dpa