23 maggio 2016 #Equestrian Insights #approfondimenti
Tra i vari obiettivi di comunicazione ed informazione nel mondo equestre di CavalDonato Communication vi è anche quello di valorizzare ed informare in merito a tutte le importanti iniziative, studi e ricerche volte a minimizzare soprusi, maltrattamenti e cattive gestioni dei cavalli (ossia volte al miglioramento della relazione uomo-cavallo), o circa attività che si occupino dell’importante problema dell’assistenza e del ricollocamento di soggetti scartati dall’agonismo / non più adatti al lavoro.
Già molto nota nell’ambiente equestre e non solo, ASOM – Associazione Salto Oltre il Muro presente presso la II Casa di Reclusione Bollate (Milano – http://www.cavallincarcere.it/) dal 2007 offre una seconda chance non solo ai cavalli, ma anche agli uomini. Claudio Villa, fondatore e presidente del progetto “Cavalli in carcere“, ne è l’artefice: “il progetto è destinato alla popolazione carceraria maschile e femminile e corrisponde al dettato costituzionale della funzione rieducativa della pena, in questo caso in grado di creare un’opportunità di lavoro per persone svantaggiate in esecuzione penale e di promuovere il loro reinserimento da cittadini legalmente attivi nella società civile“.
Anzitutto, poniamo l’accento sull’importante fine rieducativo di questo progetto che, pur coinvolgendo i cavalli, riguarda in primis i detenuti (fine imposto dalla nostra Costituzione, Art. 27): una pena fine a se stessa diventerebbe inumana, infernale, priva di dignità, perché una persona semplicemente punita, ridotta alla sua colpa dunque senza futuro, senza prospettive, senza speranza, che cos’è ma, soprattutto, che cosa diventerà in futuro? Il progetto “Cavalli in carcere” concorre a tutelare la dignità delle persone sottoposte a provvedimenti dall’Autorità Giudiziaria tramite attività con i cavalli atte al recupero delle qualità individuali dei detenuti (compromesse dal disadattamento sociale) e alla possibilità concreta di creare per loro un’opportunità di lavoro e dunque di vita futura: si tratta infatti di attività utili al reinserimento in società dei carcerati e alla riduzione del rischio di recidiva. ASOM ha attivato a Bollate il corso di formazione per Artiere e anche quelli per la mascalcia. L’obiettivo di ASOM è quello di arrivare ad ampliare l’offerta formativa legata ai cavalli, diversificando e moltiplicando le opportunità lavorative future dei detenuti.
In secondo luogo, Claudio Villa con l’Associazione Salto Oltre il Muro sostiene concretamente la tutela del benessere animale tramite l’accoglienza, il riaddestramento di cavalli sequestrati alla criminalità organizzata, a fine carriera, abusati o destinati al macello.
Per la formazione/reinserimento dei detenuti ASOM si avvale dell’ausilio del cavallo inteso come soggetto relazionale, dando vita ad un progetto formativo assolutamente inedito in Italia e in Europa.
“Ci serviamo di un vero branco di cavalli, che presenta dinamiche proprie ben definite dove i ruoli della dominanza reciproca sono spesso messi in discussione, sia per il diritto allo spazio, sia per il cibo: tuttavia, la loro comunicazione chiara, semplice ed efficace ripristina sempre l’equilibrio. Ed è proprio a partire dall’osservazione di queste dinamiche di branco che inizia il corso di formazione per la popolazione carceraria di Bollate, presentando un primo spunto per riflettere sui comportamenti sociali e sul modo di comunicare“. 40 ore di teorie in aula (etologia, veterinaria, mascalcia, alimentazione ecc.) e 320 ore di pratica in maneggio (grooming, alimentazione, pulizia box, gestione della scuderia) con circa una ventina di cavalli, organizzati in una struttura interna alla II Casa di Reclusione Bollate con scuderia, selleria, officina, campo scoperto, paddock recintati con capannine (tutta la scuderia è stata costruita dai detenuti con materiale riciclato, recuperato dai cantieri confinanti con il Carcere di Bollate), oltre all’aspetto pratico della gestione dell’animale, il modello pratico-rieducativo di ASOM conferma il valore delle Attività Assistite da Animali (AAA) tramite il forte impatto emotivo che il cavallo ha sulla popolazione carceraria che se ne prende cura.
“Lavorare con un animale così imponente, infatti, obbliga ad un comportamento che necessariamente deve abbassare difese ed aggressività e trovare una via di comunicazione non verbale che porti al rispetto reciproco, stabilendo una reciproca relazione fiduciaria positiva e proficua tra l’uomo e l’animale, che crea l’opportunità (ben nota a chi abitualmente abbia una relazione con un cavallo) per:
-
- prendere coscienza dei propri sentimenti e delle proprie azioni;
- prendere coscienza del proprio modo di comunicare;
- acquisire determinazione, pazienza, creatività, assertività;
- verificare in tempo reale le conseguenze dei propri comportamenti;
- prendere coscienza delle proprie paure e insicurezza e riuscire a superarle;
- migliorare la stima e il rispetto verso se stessi e verso gli altri”.
“Gli animali in carcere aiutano a riportare rispetto, dignità e soprattutto amore, ingrediente principale per la motivazione al cambiamento” (Sr. Pauline Quinn)
Andate a vedere con i vostri occhi, moltissime sono le testimonianze davvero entusiaste dell’esperienza vissuta a Bollate: Claudio Villa e Asom – Cavalli in Carcere vi aspettano! Sito Web: http://www.cavallincarcere.it/ ; facebook: clicca qui; cell.: 3484423415; e-mail: asombollate@libero.it;
Dove trovare ASOM- Associazione Salto Oltre il Muro:
© Riproduzione riservata – Ph. Credit: ASOM – Cavalli in Carcere