Lanaken svela i cavalieri dietro il successo dei giovani cavalli: risultati e bilancio
23 settembre 2026 #news
Il Campionato del Mondo dei Giovani Cavalli di Lanaken (FEI WBFSH Jumping World Breeding Championship for Young Horses), chiusosi nel weekend ormai alle nostre spalle, è da sempre molto più di una semplice vetrina per la nuova generazione di talenti del salto ostacoli. Ogni anno, la rassegna riunisce un interessante mix di specialisti dei giovani cavalli, talenti emergenti e affermati protagonisti di concorsi a cinque stelle. Per questi ultimi, Lanaken rappresenta l’occasione di testare i cavalli del futuro su un palcoscenico prestigioso. Le finali di quest’anno hanno confermato ancora una volta che molti grandi nomi dello sport eccellono anche nella formazione dei giovani soggetti. Come nazione, l’Irlanda ha nuovamente dimostrato una particolare forza in questo settore. Vediamo i dettagli, a partire dai risultati:
Cinque anni: il trionfo del sedicenne Sam Widger

Come da tradizione, la domenica delle finali si è aperta con la categoria dei cinque anni. I migliori 38 binomi qualificati hanno affrontato un format particolare articolato in due manches, con la seconda disputata sulla base di un tempo ideale fissato a 54 secondi dal direttore di campo Bernard Mathy.
A conquistare il titolo mondiale è stato il sedicenne irlandese Sam Widger in sella a Vintage van de Heyveldhoeve (Kasanova de la Pomme x I Am Moerhoeve’s Star), allevata da Bert Stoop. Il binomio ha fermato il cronometro su 54”:14, appena quattordici centesimi oltre il tempo ideale. Nel dopogara Widger ha raccontato come la cavalla, acquistata un anno fa da Greg Broderick, avesse mostrato ottime sensazioni per tutta la settimana, pur senza lasciar presagire una vittoria mondiale.
L’argento è andato a un altro binomio irlandese, Coen Williams con GLC Mr President (Conthargos x Untouchable), in 54”:18, mentre il bronzo è rimasto in Belgio grazie a Rik Nauta e Vazan van Strijtem (Cazan van het Schaeck Z x Saros van ‘t Gestelhof), autori di un giro concluso in 54”:48.
Ai piedi del podio si sono classificati Niamh McEvoy con BP Bob Rock e il francese Maxime Thefenne con Rhodondence. Ancora più significativo il quadro complessivo della categoria: gli irlandesi hanno occupato il primo, il secondo, il quarto e il settimo posto finale, confermando una profondità di movimento impressionante nella valorizzazione dei giovani cavalli. Per ciò che riguarda l’Italia, da rilevare il piazzamento in Top Ten di Francesca Ciriesi, nona in Finale con il castrone italiano Hunter della Caccia (Heartbreaker x Cassini).

classifica 5 anni
Sei anni: Niamh McEvoy conquista un altro titolo mondiale

Se la categoria dei cinque anni ha evidenziato la forza irlandese, quella dei sei anni l’ha definitivamente consacrata. Su quarantadue finalisti, ben venti binomi hanno completato senza errori il percorso base, guadagnandosi l’accesso a un barrage estremamente combattuto.
La vittoria è andata a Niamh McEvoy e a Easy Peasy Indebus Z (Emerald van ’t Ruytershof x Baloubet du Rouet), allevato da Dennis Van Tilburg e Jasmien Thiry. Decima a entrare in campo nel barrage, l’amazzone irlandese ha fermato il cronometro a 40”:85, risultato che le ha permesso di aggiungere un nuovo titolo mondiale al proprio già ricco palmarès. Secondo quanto dichiarato dalla stessa McEvoy, il cavallo era stato acquistato da Greg Broderick l’anno precedente e lei aveva scoperto soltanto due settimane prima che sarebbe stata la sua amazzone a Lanaken.
La medaglia d’argento è stata conquistata dalla tedesca Angelique Böckmann con Django Z (Dourkhan Hero Z x Captain Fire), mentre il bronzo è andato al francese Emeric George con Kelstar Derick (Mylord Carthago x Jarnac).
In top five ancora due rappresentanti dell’Irlanda, Sam Widger con BP Wishes e Jenny Ranking con Kassie Devine Z. Anche in questa categoria l’Irlanda ha monopolizzato le posizioni di vertice con il primo, quarto, quinto e nono posto finale. Non è mancato un piazzamento significativo per l’Italia, al sesto posto della classifica finale di categoria grazie ad Alessandro Colombo in sella allo stallone Cracko di Grisandoli (Chacco-Blue x Bentley vd Heffinck; allevatore e proprietario: Il Baggiago Soc. Agr. S.S.).
Sette anni: esperienza e qualità premiano Roosje Brouwer

La finale dei sette anni ha offerto invece uno scenario diverso. I quarantuno migliori binomi delle qualificazioni hanno affrontato un percorso di 1,45 metri e tredici concorrenti sono approdati al barrage decisivo.
A conquistare il titolo mondiale è stata l’olandese Roosje Brouwer con Elotte Z (Eldorado van de Zeshoek x Larino), allevata e di proprietà di Stal Everse. Il binomio ha dominato il barrage chiudendo in 35”:47 e rifilando oltre sette decimi di secondo agli avversari. L’amazzone non ha nascosto le proprie ambizioni: «Il piano era vincere», ha dichiarato dopo la gara.
La medaglia d’argento è andata al connazionale Max van de Poll con Ortane (Balou du Rouet x Quinar Z), già campionessa mondiale dei sei anni nel 2025, mentre il bronzo è stato conquistato dal campione tedesco Christian Ahlmann in sella a Toemme de Regor Z (Chacco Blue x Cento). Quarto il britannico Jude Burgess con Galwaybay Esmerelda, quinto l’olandese Willem Greve con Tattoo TN.
Sono state proprio le gare riservate ai 7 anni ad evidenziare come l’esperienza dei grandi cavalieri internazionali emerga come elemento decisivo con il crescere delle difficoltà tecniche. Nella top 20 figuravano infatti numerosi protagonisti abituali del circuito cinque stelle, fra cui Ahlmann e Greve, mentre l’Irlanda, dominatrice tra cinque e sei anni, è rimasta fuori dalle posizioni di vertice.
I cavalieri che fanno la differenza
Oltre ai vincitori, Lanaken ha messo dunque in luce alcuni professionisti particolarmente efficaci nella formazione dei giovani cavalli. Il nome che spicca maggiormente è quello di Sam Widger, capace di vincere il mondiale dei cinque anni e di terminare quarto tra i sei anni. Altrettanto impressionante il percorso di Niamh McEvoy, iridata tra i sei anni, quarta tra i cinque e presente anche nella finale dei sette anni.
Il connazionale Coen Williams è riuscito addirittura a qualificare almeno un cavallo in tutte e tre le categorie, mentre diversi altri specialisti hanno portato due o più cavalli in finale, fra cui Michael Pender, il nostro Alessandro Colombo, Willem Greve, Angelique Böckmann, Emeric George, Jack Ryan e Nick Bossaerts. Questo dato rappresenta spesso un indicatore ancora più significativo del semplice risultato individuale, perché testimonia una continuità di lavoro e di produzione ad altissimo livello.
Una finestra sul futuro del salto ostacoli
Lanaken 2026 ha dunque confermato due certezze. La prima è che l’Irlanda dispone attualmente del movimento più profondo e competitivo nella preparazione dei cavalli di cinque e sei anni. La seconda è che, quando i cavalli raggiungono i sette anni e le prove assumono caratteristiche sempre più vicine al grande sport internazionale, l’esperienza dei cavalieri affermati diventa un fattore determinante.
Più che un semplice campionato del mondo per giovani cavalli, Lanaken continua così a essere una straordinaria finestra sul futuro: quello dei cavalli destinati ai grandi campi gara e quello dei cavalieri che accompagneranno la prossima generazione del salto ostacoli internazionale.
© B.S. – riproduzione riservata; fonti: zangersheide.com; hippomundo.com; in copertina foto: Roosje Brouwer con Elotte Z, campioni mondiali 2026 dei 7 anni © SPORTFOT/Zangersheide.




















