27 aprile 2023 #news
Continuare a rivedere le modifiche ai costi e ai criteri per iscriversi ai CSI dato che giovani cavalieri, atleti emergenti e allevatori continuano ad essere troppo esclusi dallo sport. Questa la richiesta dell’International Jumping Riders Club (IJRC) alla FEI. Le quote di iscrizione e i costi associati sono aumentati – ricorda la IJRC in una nota – mentre il valore effettivo dei Montepremi può variare notevolmente da un Paese all’altro. Nel frattempo esiste una “zona grigia” nelle quote di iscrizione che significa che alcuni Comitati Organizzatori offrono posti last-minute “a pagamento”, le cosiddette “pay-cards”, piuttosto che privilegiare atleti per merito.
Quote di iscrizione e Montepremi
La FEI era solita fissare i livelli dei premi in denaro e le quote di iscrizione utilizzando come base il franco svizzero (CHF), storicamente moneta forte. Dopo una conferenza a Londra nel 2011, la FEI ha consentito ai Comitati Organizzatori di determinare queste quote utilizzando l’indice dei prezzi al consumo e il tasso di inflazione nei rispettivi Paesi. Da allora, il valore reale dei premi in denaro si è abbassato in media dell’8,3%. Le variazioni sono particolarmente notevoli laddove vengono pagate nelle due valute principali utilizzate durante i CSI, ossia l’euro e il dollaro statunitense. Con l’aumento dei costi delle manifestazioni, lo scorso anno l’International Equestrian Organizers Alliance ha proposto un nuovo schema, basato sull’indice dei prezzi al consumo in Belgio, uno dei più alti in Europa, aumentato del 18,32% negli ultimi otto anni. L’IJRC ha presentato forti obiezioni ma, sebbene la FEI non abbia adottato il piano dell’associazione degli organizzatori, ha proposto un aumento del 10% delle quote di iscrizione, a ulteriore danno di atleti e proprietari.
Attualmente la quota di iscrizione massima prescritta dalla FEI viene solitamente applicata anche dove viene offerto un Montepremi minimo. La quota di iscrizione include la scuderizzazione ma esclude i servizi accessori, come la fornitura di elettricità e lo smaltimento del letame, le cui tariffe negli ultimi anni hanno portato a un aumento delle spese degli atleti che vogliono gareggiare fino al 70%. In alcuni CSI3* e 4* europei, gli atleti possono arrivare ad avere costi aggiuntivi fino a 20 euro al giorno per l’elettricità, 100 euro a settimana per il parcheggio del van, 300 euro per la selleria e 30 euro al giorno per tenere il cavallo in box.
Attualmente una possibile soluzione per i Montepremi dal 2024 in poi è stata presentata al FEI Sports Forum 2023 di Losanna il 25 aprile scorso. Si tratterebbe di ripristinare i premi in denaro in euro anziché in CHF, con un tasso di conversione iniziale suggerito in dollari americani di 1.10. Le variazioni verrebbero calcolate in media sui 12 mesi e il sistema cambierebbe solo se venisse superata una soglia del 5%.
L’IJRC, si legge ancora nella nota, apprezza il lavoro della FEI sulla nuova proposta di premi in denaro e comprende l’impatto dell’aumento dei costi per gli organizzatori, ma ritiene che sia necessaria un’ulteriore consultazione delle parti interessate, soprattutto se una proposta formalizzata dovrà essere discussa dal Consiglio FEI entro agosto. L’IJRC ritiene, inoltre, che l’intero settore abbia l’obbligo morale di mantenere i costi più bassi possibile.
La direttrice dell’IJRC Eleonora Ottaviani ha anche messo in guardia contro un’armonizzazione globale dei sistemi di premi in denaro e quote di iscrizione, specialmente in Europa e Nord America, dove i mercati e i modelli di business dei CSI sono completamente diversi. “Bisogna tenere conto che oltre alle quote di iscrizione stabilite dai Regolamenti FEI, in Europa vengono sempre più spesso aggiunte tasse che non rispettano le regole FEI, come carte di pagamento, tavoli, tasse amministrative ecc. – ha spiegato – Tali spese colpiscono soprattutto i giovani cavalieri, gli allevatori e gli atleti emergenti che meritano e devono potersi permettere di gareggiare in uno sport che rispetti la meritocrazia. L’aumento della quota di iscrizione e dei costi, già onerosi per l’Europa centro-meridionale, diverrà insostenibile per tutta l’Europa orientale, dove lo sport sta comunque vivendo uno sviluppo promettente”.
“Il nostro obiettivo è mantenere il nostro sport accessibile ai giovani e talentuosi cavalieri. Bisogna raggiungere un compromesso per fermare la corsa del fantasioso sovrapprezzo che alcuni concorsi mettono in conto al cavaliere”, ha aggiunto François Mathy Jr, vicepresidente dell’International Jumping Riders Club (IJRC).
Questione Inviti
Con questo stesso spirito di meritocrazia, l’IJRC chiede alla FEI di riconsiderare i due sistemi di invito dei cavalieri: la riassegnazione dei posti inutilizzati ai CSI e le wild card. Le categorie di atleti che possono iscriversi a qualsiasi CSI possono essere visualizzate cliccando qui. In ordine di priorità, si va dai piazzamenti nelle FEI Longines Rankingg, i cavalieri individuati dalle Federazioni nazionali, fino ai cavalieri invitati direttamente dai Comitati Organizzatori, e i jolly. La questione più spinosa riguarda l’invito del CO, che paradossalmente può essere esteso privatamente ai cavalieri più in basso nelle classifiche, o anche agli atleti non classificati che possono permettersi di pagare una cifra consistente rispetto alla quota di iscrizione fissata; alcuni possono anche acquistare una hospitality per la settimana come condizione informale di ingresso. Questa pratica non ufficiale ma diffusa è colloquialmente nota come “pay card”, e rappresenta una parte essenziale del modello di business di molti concorsi, evidenzia l’IJRC.
In base alle attuali regole FEI, se un cavaliere proveniente dalla classifica si ritira dopo la scadenza delle iscrizioni, il suo posto può essere occupato da un invito del CO (Comitato Organizzatore). L’IJRC chiede invece alla FEI di riproporli ai cavalieri con punteggi nelle classifiche. Allo stesso modo, ci sono elementi che evidenziano che i cavalieri emergenti stanno perdendo opportunità di wild card perché la finestra per trarne vantaggio è stretta. Attualmente, le wild card devono essere riassegnate entro il secondo lunedì prima dell’inizio del concorso; in caso contrario, anche queste tornano in mano al CO. L’IJRC ritiene che il martedì o il mercoledì della settimana precedente il concorso rappresentino un periodo di tempo più realistico, soprattutto se un posto libero viene notificato durante il fine settimana, quando le segreterie delle Federazioni nazionali sono chiusi. L’IJRC riconosce, infine, che una pay-card extra rappresenta una prospettiva allettante per il CO, ma è palesemente non meritocratica. Ridurre il numero di cavalieri classificati in un concorso può potenzialmente indebolire la qualità della gara per gli spettatori, in un momento di crescente consapevolezza dell’importanza della “licenza sociale” per operare e degli sforzi compiuti altrove dalla FEI per migliorare gli standard di monta e la percezione del pubblico dello sport equestre.
© trad. it. a cura di S.Arpaia da comunicato stampa IJRC; foto: © A.Benna/EqIn