08 ottobre 2022 #news
Guidata proprio da Marco Porro, l’Italia ha vinto due volte di seguito la finale della Longines EEF Series a Varsavia, nel 2021 e nel 2022. Grazie alla vittoria di quest’anno l’Italia è tornata in Prima Divisione. Porro, in un’intervista della Longines EEF Series, ha parlato dei suoi progetti, di se stesso come cavaliere e la spinta che ispira i suoi sogni. Ecco la traduzione italiana:
La pianificazione dipende dai cavalli
“La mia visione – dice Porro – è quella di formare nuovi binomi, qualcosa su cui stiamo già lavorando da tre anni con giovani cavalieri e cavalli promettenti. In questo programma di allenamento mi affido molto agli Europei 2023 che si svolgeranno a Milano San Siro e per i quali stiamo già lavorando su alcuni cavalieri, concentrando il lavoro soprattutto su fitness, passeggiate e percorsi di allenamento più facili. Lavoriamo sulla forma fisica e mentale dei cavalli, distribuendo nel tempo l’allenamento in modo da sviluppare le loro potenzialità senza fretta. Credo che questa sia la base del nostro sport perché è il cavallo il vero atleta, il protagonista, il campione.
È ai cavalli che dobbiamo prestare la massima attenzione in modo che quando sono montati da buoni cavalieri possano dare tutto ciò che hanno. Dobbiamo prendere in considerazione ogni aspetto dell’atleta/cavallo. Evitiamo quindi inutili fatiche che comportano continui viaggi stressanti, ma mettiamo in atto una pianificazione studiata per garantire una crescita costante nel rispetto della mente e del corpo dei cavalli. Cerco di imparare tutto sui nostri cavalli, ogni dettaglio, perché devo ribadire che devono essere tutelati nei loro progressi sportivi.”
Concentrandosi sull’atleta-cavallo
“Per raggiungere i nostri obiettivi è necessario avere progetti concreti per portare i giovani talenti emergenti a fare il salto di qualità nei grandi show per guadagnare punti in classifica, in cui siamo in ritardo, e aprire la strada a livelli più alti per il nostro sport. – sottolinea Porro – Dobbiamo impegnarci, e tutti insieme riconquistare la nostra posizione sulla scena internazionale. Con un buon piano che inizi con i nostri giovani cavalli, vorremmo attirare investitori, pianificare bene i progressi per ciascuno dei essi e assicurarci che si sviluppino in modo corretto. Cercheremo di avere più binomi capaci di saltare ai massimi livelli.”
La vita di Porro è stata dedicata interamente ai cavalli, la sua esperienza viene dal lavoro in campo e dalla produzione di cavalli giovani, tutti diventati fonte di ispirazione per lo chef d’equipe azzurro.
“Sono stato un cavaliere normale, ma credo di aver aiutato un po’ i cavalieri italiani a produrre cavalli giovani permettendo loro di crescere ed emergere. Mi piacciono molto i cavalli giovani e consiglio sempre alle persone di comprarli. Non sono i risultati del weekend che contano, ma pianificare con calma la carriera dei cavalli insieme ai cavalieri, permettendo loro di svilupparsi, rispettando le loro esigenze individuali, questa è la cosa importante. Bisogna essere lungimiranti e sapersi fermare quando un cavallo ce lo chiede, permettendoci di capirne le esigenze. I risultati dello scorso anno ci hanno dato ragione, vincendo la Longines EEF Series Final in cui abbiamo alternato binomi emergenti a quelli consolidati. E’ stato il risultato di una pianificazione fatta con i cavalli e per i cavalli.”
Buona gestione
“Sono sempre in contatto con i cavalieri e i veterinari per essere informato sulla forma fisica dei cavalli e insieme decidiamo quali passi devono essere fatti, sempre all’insegna del massimo rispetto, senza mai forzare o affrettare i cavalli. Prendiamo ad esempio paesi davvero forti come la Svezia, che ha nel proprio team un veterinario italiano che è osteopata, fisioterapista e massoterapista. Dobbiamo prendere esempio dalle squadre migliori. Mi piace imparare, guardare, capire e cercare di essere presente per i nostri cavalli e i nostri cavalieri. Certamente non cerco di insegnare nulla di tecnico ai nostri cavalieri che hanno partecipato a concorsi molto più importanti di quelli che ho fatto io, ma forse posso aiutarli in un modo diverso.
È essenziale che i nostri cavalli imparino ad amarci e che noi amiamo loro. Le loro menti devono essere sulla stessa lunghezza d’onda delle nostre e questo è possibile solo se le rispettiamo totalmente. Dobbiamo cercare di capire di cosa hanno bisogno e quindi prevenire gli incidenti nella misura in cui ciò è possibile, prestando loro attenzione e cura. In questo modo, alla fine della loro carriera, potremo regalargli la meritata pensione. Ciò significa averli gestiti nel miglior modo possibile.”
Guardando al futuro
“Stiamo lavorando sodo e cominciando a vedere i risultati e ora siamo anche riusciti a tornare in Prima Divisione. Abbiamo però lasciato inalterato il principio fondante del nostro progetto aggiungendo alla squadra giovani cavalieri e cavalli, correndo anche i rischi inevitabili che ci sono, se uno desidera fare progressi. Il prossimo anno sarà comunque difficile. Il nostro obiettivo è ambizioso ma anche a portata di mano, quello della qualificazione alle Olimpiadi, cosa che all’Italia non riesce da tempo. Vincere la finale di Varsavia ha rafforzato il gruppo e questo segna il nostro punto di partenza.
Cerco sempre di guardare al futuro e se credo in un binomio faccio del mio meglio per assicurarmi che migliori. Quest’anno abbiamo preso le cose con calma con i cavalieri, cercando di rimanere sempre uniti e rafforzare la squadra.
Abbiamo iniziato con Pisani, Camilli, Ciriesi e Garofalo l’anno scorso e come squadra siamo cresciuti insieme. Francesca Ciriesi ha fatto grandi progressi nella Longines EEF Series, lo stesso vale per Antonio Garofalo ed Emanuele Camilli. Si tratta di una serie in cui possono debuttare cavalli di 8 anni guidati da cavalieri esperti e viceversa. Questo aiuta i cavalieri meno esperti a migliorare e salire verso i concorsi a 5*.
Il nostro prossimo obiettivo sono i Campionati Europei. A febbraio inizieremo ad allenarci e faremo il nostro debutto all’estero in Spagna, dove sarà possibile non solo gareggiare ma anche addestrare i cavalli in ampi spazi aperti e arene in erba. Lavoreremo sulla forma fisica e cercheremo di bilanciare i concorsi in modo che quando arriverà il momento dei Campionati Europei i cavalli saranno pronti e in forma. Quest’anno è stato un successo e quindi continueremo su questa strada. Dobbiamo rimanere uniti e insieme valorizzare la nostra squadra.”
Marco Porro, nato a Milano il 26 aprile 1964, ha iniziato da bambino ad allenarsi con il padre proprietario di un centro ippico a Milano. Dopo aver dedicato la sua carriera al salto ostacoli, ha iniziato a montare per altri proprietari come cavaliere junior e young rider di successo. Tra i 22 ed i 26 anni ha lavorato con Philippe Le Jeune e dopo il ritorno in Italia si è formato con allenatori come Henk Nooren e Hans Horn, iniziando la sua carriera internazionale nel salto ostacoli e producendo anche cavalli giovani. Vive a Brescia con la sua famiglia dove ha anche una sua scuderia.
© a cura di L.Ruffino – riproduzione vietata; fonte: comunicato stampa e foto © Longines EEF Series.