06 dicembre 2019 #news
Le patologie osteocondrali giovanili hanno un impatto importante sugli equini e riguardano gli apparati muscolo-scheletrici del cavallo giovane. Molti allevatori si imbattono in questo problema quando ad esempio, con le prime lastre, scoprono uno o più “chip” o cisti nelle articolazioni di un puledro, il quale tuttavia non ha mai presentato zoppie. L’osteocondrite (nota anche come osteocondrosi) affligge soprattutto i giovani, gli sportivi e chi, in generale, è soggetto a traumi continui e ripetuti. Questo problema tuttavia può mettere in gioco la carriera sportiva di un cavallo fin dai primi mesi della sua vita, e questi disturbi hanno un impatto economico significativo per il settore agonistico equestre, qualsiasi sia la disciplina sportiva a cui il cavallo verrà avviato.
Si è molto dibattuto sulle cause dell’osteocondrite e si è giunti alla conclusione che alla base vi sia un processo di necrosi (morte di tessuti). I sintomi dell’osteocondrosi evolvono e si aggravano molto lentamente. E’ una patalogia comune nei puledri, che causa il distacco di piccoli frammenti ossei soprattutto in alcune articolazioni (garretti, nodelli, grasselle): spesso si risolve da sé, ma qualche volta i frammenti vanno rimossi chirurgicamente per non creare poi problemi più gravi. Ma andiamo con ordine:
Quali sono le affezioni osteocondrali giovanili?
Le affezioni osteocondrali giovanili sono disturbi abbastanza comuni nei cavalli che corrispondono ad anomalie del processo di ossificazione. Esse includono:
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- Lesioni da osteocondrosi (OCD), che si manifestano con:
– Irregolarità o persino frammentazione delle superfici ossee;
– Formazione di cisti ossee (zona focale di demineralizzazione dell’osso) subcondrale (parte dell’osso a contatto con l’articolazione); - Frattura ossea per trazione di un legamento.
Queste patologie sono dovute a problemi dell’osso che si trova sotto la cartilagine delle articolazioni: mentre l’osso cresce, un piccolo frammento può restare isolato dalla circolazione del sangue, perciò muore e si stacca proprio dentro l’articolazione (per questo viene definita anche come Osteocondrite Dissecante).
- Lesioni da osteocondrosi (OCD), che si manifestano con:
Quali sono le principali conseguenze?
Come già indicato, queste patologie giovanili hanno ripercussioni economiche significative per l’industria equestre poiché possono ridurre il valore commerciale del puledro e limitare molto le sue future prestazioni sportive. I segni clinici sono tuttavia variabili e dipendono da:
- La gravità della patologia (esempio: dimensione del frammento osseo (chip);
- L’articolazione interessata: le lesioni dell’osteocondrosi nelle articolazioni tibio-tarsali (tra la tibia e il garretto) possono essere subcliniche (ossia senza sintomi evidenti, o molto lievi), mentre le patologie nella grassella sono spesso accompagnate da segni clinici;
- La localizzazione della lesione all’interno dell’articolazione;
- L’uso del cavallo (tempo libero vs. competizione, livello di competizione, disciplina praticata).
Fortunatamente, questo patologie spesso sono asintomatiche; sebbene in loro presenza possano comunque ridurre il valore commerciale di un puledro, frequentemente è osservabile una distensione non dolorosa dell’articolazione interessata, in particolare in presenza di un frammento osseo. Questa distensione può tuttavia essere accompagnata da sinovite (infiammazione della membrana sinoviale che riveste le articolazioni) causando dolore e zoppia alle articolazioni. Inoltre, Le affezioni osteocondrali giovanili concorrono allo sviluppo successivo dell’osteoartrosi (degenerazione e distruzione della cartilagine che ricopre le estremità delle ossa e proliferazione ossea sotto la cartilagine stessa).
Come si diagnosticano?
Questi disturbi sono ricercati preventivamente (prima della vendita dei cavalli o della loro messa in lavoro), o in ogni caso di sospetto clinico (gonfiore ad un’articolazione, zoppia, contro-prestazione).
L’esame clinico sarò svolto dal veterinario. Verranno eseguiti test di palpazione articolare e flessione degli arti per dimostrare se è presente o meno una riduzione di movimento o dolore. Questo esame verrà poi integrato da un esame dinamico che, in caso di dubbi, consentirà di affinare ulteriormente la diagnosi, nonché la possibile anestesia diagnostica locale al fine di individuare con maggiore precisione la localizzazione del dolore. La conferma delle affezioni osteocondrali può essere effettuata solo mediante imaging, ossia esami radiografici.
Come gestire il problema?
Il tipo di gestione dipende dalla gravità della patologia, dall’articolazione interessata e dall’uso che si andrà a fare del cavallo. Il trattamento conservativo (riposo, antinfiammatorio) può essere sufficiente solo in alcuni casi. Tuttavia, il rischio, come già indicato, è il successivo sviluppo dell’osteoartrite. Pertanto, spesso il veterinario consiglia di ricorrere ad un trattamento chirurgico, mediante artroscopia. Questa tecnica prevede l’esecuzione di piccole incisioni davanti all’articolazione danneggiata al fine di introdurre un artroscopio (videocamera) e strumenti chirurgici per rimuovere il/i frammento/i osseo o cisti.
©️ a cura di redaz.; riproduzione riservata; fonti: equipedia.ifce.fr; thehorse.com in copertina immagine ©️ EqIn