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Buona norma per chiunque possegga o gestisca un cavallo sarebbe quella di possedere almeno alcune conoscenze anatomiche di base, quel tanto da permettergli anzitutto di gestire correttamente l’animale, di individuarne le eventuali problematiche e, non da ultimo, di interfacciarsi con il veterinario e il maniscalco in maniera adeguata.
Per questa ragione abbiamo chiesto al maniscalco Mattia Rongoni di avviarci sinteticamente verso una conoscenza del complesso e delicato meccanismo/costituzione del “piede” del cavallo (e non “zampa” come talvolta capita talvolta sentir dire).
Mattia Rongoni: «Il piede del cavallo è principalmente costituito dallo zoccolo, che è una porzione definita “insensibile” in quanto non attraversata da nervi o vasi sanguigni, a sua volta composta di tre parti: la parete, la suola e il fettone.
Il fettone è cuneiforme, con l’apice rivolto verso la punta della suola, facilmente identificabile per la tradizionale forma a “V”. È estremamente elastico e la sua funzione è quella di ammortizzare gli urti ed impedire lo scivolamento del piede stesso. Il fatto che sia morbido ed elastico gli permette infatti di espandersi sotto il peso dell’equide, consentendo ai talloni di restare aperti e permettendo al piede di assumere la posizione più idonea alla situazione.
La suola invece, con la sua forma concava, svolge la funzione di protezione delle porzioni interne del piede.
La linea bianca che potrete notare alzando e guardando il piede del cavallo è formata da una sostanza cornea depigmentata che costituisce il punto di incontro fra suola e parete; durante l’operazione di ferratura diviene un indispensabile punto di riferimento per il maniscalco ai fini della determinazione dello spessore esatto dell’unghia, spessore all’interno del quale non si potranno inserire i chiodi usati per fissare il ferro (avrete sentito certamente parlare di danni per avere posizionato un chiodo “sul vivo”). La crescita dell’unghia è di circa 7-10 mm al mese ed è variabile da cavallo a cavallo, a seconda della stagione, delle condizioni climatiche e dal tipo di lavoro che svolge l’equide stesso; pensate che per rinnovare completamente la parte cornea che riveste il piede occorre circa un anno!
Una delle parti più sensibili (in quanto estremamente vascolarizzata) è poi il “corion” che, a seconda della posizione, prende il nome di perioplico, laminare, della suola o del fettone.
In chiusura di questo rapido ma fondamentale “viaggio” alla scoperta del piede del cavallo, con Mattia Rongoni ricordiamo l’importanza del noto detto “No hoof, no horse (niente zoccolo, niente cavallo)” che bene esprime l’importanza della salute e della robustezza dei piedi del nostro amico (sia esso compagno per l’amatore o partner nell’agonismo): il consiglio è quindi quello di prestare più di un occhio di riguardo al benessere generale di questa importantissima e costitutiva parte del suo corpo, affidandoci alle competenze professionali del nostro maniscalco e veterinario di fronte a qualsiasi dubbio!
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