Proposta di legge a favore dell’ippicoltura

 



26 gennaio 2024 #news



Si stanno compiendo progressi per una proposta di legge alla Camera che equipara l’ippicoltura alle attività agricole e abbassa l’IVA per la compravendita di equini vivi al 5,5%. 


La proposta deve superare l’esame delle Commissioni Bilancio e Finanze. Se la filiera equina viene classificata come “zootecnica”, potrà accedere ai finanziamenti regionali destinati alle attività agricole. La XIV Commissione (Politiche Europee) ha dato il via libera alla proposta di legge, firmata da Maria Chiara Gadda (Italia Viva), che equipara l’ippicoltura alle attività zootecniche e riduce quindi l’IVA al 5,5% per la compravendita di equini vivi. L’obiettivo è sviluppare la filiera degli equidi, applicando la legge a tutti gli equidi, indipendentemente dalla destinazione finale (DPA o NON DPA).

La proposta di legge modifica l’IVA per la cessione e la vendita degli equidi, compresi quelli impiegati nell’attività sportiva professionale. La Commissione Politiche Europee ritiene che la proposta sia in linea con le norme europee sull’IVA, ma la Commissione Bilancio suggerisce di acquisire il parere del Governo in quanto la direttiva che consente un’IVA ridotta non è ancora stata recepita. Attualmente, l’IVA sulla cessione di equini vivi è del 22%.

L’ippicoltura viene equiparata all’impresa agricola, consentendo alle imprese che gestiscono il ciclo biologico degli equidi di essere considerate parte integrante del comparto agricolo e di partecipare ai piani di sviluppo regionale. Le attività imprenditoriali riguardanti la gestione della riproduzione, gestazione, nascita, svezzamento e allevamento degli equidi rientrano nell’ambito delle “attività agricole” ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile. Tali imprese sono soggette alle disposizioni fiscali e previdenziali previste per il settore agricolo.

Le attività connesse all’ippicoltura includono stazioni di fecondazione, assistenza alla produzione del seme, doma, addestramento, allenamento, custodia e ricovero dei cavalli, valorizzazione delle razze, gestione di scuole di equitazione e utilizzo del cavallo per scopi sociali o di ippoterapia. La proposta di legge vieta l’impiego degli equidi a fini alimentari se utilizzati per scopi sociali o terapeutici.

Dal punto di vista finanziario, la proposta di legge stabilisce un impatto di 5 milioni di euro a decorrere dal 2022, con una corrispondente riduzione del Fondo esigenze indifferibili. La Commissione Bilancio richiede una relazione tecnica, mentre la Commissione Finanze riporta che il Governo ha chiesto il rinvio dell’esame del provvedimento per approfondimenti sui risvolti fiscali.

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