Pure l’abominio / mutilazione di cavalli in questo nefasto 2020? E’ allarme dalla Francia



14 agosto 2020 #news



Le cattive notizie che caratterizzano questo 2020 non sembrano finire. Quest’ultima arriva da un Paese confinante, la Francia, e sta preoccupando e sconvolgendo l’intera opinione pubblica d’oltralpe (e non solo quella che ama, vive e lavora direttamente con i cavalli). A fronte di questo abominio che pare aver preso di mira gli equidi, per scopi ignoti ma indubbiamente sinistri, sono già state smobilitate investigazioni mirate e competenti.


Dopo un ennesimo caso di mutilazione subìta da un cavallo l’8 agosto scorso a Cortembert nella Regione Saône-et-Loire – vicino a Cluny, la “Section Cheval” della Coordination Rurale, una delle principali associazioni agricole francesi, ha raccomandato di prestare la massima attenzione verso tutti i “comportamenti inappropriati o sospetti”.

Questo perché, negli ultimi mesi e in luoghi molto diversi, sono ormai troppo significativi i numeri (almeno una dozzina) che riguardano equidi inspiegabilmente ed improvvisamente ritrovati dai proprietari/gestori amputati, e/o deceduti sempre a causa di mutilazioni, tutte ad opera indiscutibilmente umana. Ma ciò purtroppo non è accaduto solo in Francia. La stampa nazionale francese – e, come vedremo in seguito, non solo – non ha dubbio alcuno circa il fatto che episodi di questo tipo, apparentemente scollegati tra loro, abbiano visto nell’ultimo periodo un’escalation; infatti, in luoghi molto lontani tra loro, diversi proprietari (sia allevatori che appassionati, o gestori di scuderie con cavalli stabilmente a prato), hanno purtroppo vissuto la terribile esperienza di trovare improvvisamente (dalla sera alla mattina) i propri equidi (cavalli, pony e anche asini) addirittura privi di vita, ma sempre a causa e in seguito ad importanti mutilazioni compiute da mano umana: per ognuno di questi abominevoli casi, un trait d’union… tutti i soggetti ritrovati feriti o deceduti, erano anche stati privati di un orecchio! Casuale sembra infatti la scelta dell’equide sul quale scagliarsi, così come il luogo in cui questo/i aguzzino/i opera/operano. Tuttavia, un unico elemento pare collegare tutti i casi di morte o atroce sofferenza rinvenuti in seguito ad improvvise ed inspiegabili amputazioni: il concomitante taglio di un orecchio della vittima, cavallo, asino o pony che sia

Una puledra di un anno è stata rinvenuta con una semi mutilazione genitale e la totale asportazione dell’orecchio destro. Le Journal de Saône-et-Loire riferisce che questa cavalla è stata ritrovata morta sabato scorso. Inoltre, secondo un’inchiesta pubblicata da Le Parisien lunedì 13 luglio, due denunce circa analoghi casi erano state presentate già alla fine di giugno, nella Seine-Maritime. Riguardavano una cavalla di 16 anni trovata in agonia a Martin-Eglise dal suo proprietario, e un asino improvvisamente deceduto a Grumesnil: anche quest’ultimo con un orecchio tagliato, lesioni alle narici e… privato degli occhi.

Per “Le Figaro” – che a sua volta sta rivolgendo attenzione a questo abominio – esistono dei precedenti similari, addirittura risalenti al 2014, quando un cavallo fu ritrovato mutilato ad Usson-en-Forez, nella Regione della Loira: va da sé, gli mancava anche un orecchio. Fatto sta che l’ormai significativo numero di casi di equidi che han subìto mutilazioni “con firma” – ossia, mutilati anche di un orecchio – è tale da interessare persino le Service Central du Renseignement Territorial (SCRT), ossia l’intelligence francese; il noto quotidiano “Le Parisien“, già il 30 giugno scorso, aveva riportato quanto affermato dal suddetto Service, ovvero che ovviamente “si pongono degli interrogativi sugli autori e sulle loro reali intenzioni”, dato che, molto probabilmente, il movente di certe brutali azioni “tutte umane” è ad oggi riconducibile solo a “superstizioni, feticismo, rituali satanici, settari o altro”.

In ogni caso, secondo l’SCRT, è certo che in questi casi esista “un deliberato desiderio di nuocere agli equidi in generale, che si esplicita trattenendo un loro orecchio quale trofeo”. Si consideri che tale questione in Francia è attualmente considerata così tanto grave che, ad occuparsi delle indagini, è oggi pure l’Ufficio Centrale della lotta agli attacchi all’ambiente e alla salute pubblica (OCLAESP), branca della Polizia Giudiziaria della Gendarmerie nationale – Ministère des Armées.

Il quotidiano Midi Libre riporta una nota del Service Central du Renseignement Territorial (SRCT), secondo la quale il probabile artefice nel compiere tali nefaste azioni rivolte contro gli equidi non riguarda affatto degli sbandati/sprovveduti, quanto piuttosto una banda di professionisti con specifiche competenze equestri, poiché gli ulteriori “segni riscontrati sugli equidi menomati/uccisi lasciano presumere con certezza l’uso di un torcinaso, accessorio/strumento per il contenimento [durante procedure veterinarie, ndA], che necessita di conoscenze e competenze specificamente equestri per poter essere applicato ed utilizzato in maniera efficace”.

In Italia la notizia dei funesti accadimenti e dell’allarme da questi suscitato è stata riportata anche dal quotidiano La Repubblica.

Preoccupa un passaggio in cui anche GrandPrixInfo, stampa francese di settore equestre, in merito a tale questione riferiva ieri di casi similari a quelli accaduti in patria anche nei “Paesi confinanti” (e noi siamo fra questi), sebbene al momento in Italia non siano stati evidenziati casi del genere, imputabili al modus operandi degli aguzzini a piede libero circa i quali si è detto sopra. Tuttavia, va da sé che è bene fare nostra la raccomandazione che giunge d’Oltralpe, ovvero: vigilare su ogni eventuale comportamento inappropriato o sospetto verso i cavalli, ivi compreso il girovagare di estranei lungo il perimetro dell’allevamento / dei paddock, segnalandolo tempestivamente ogni stranezza alle Forze dell’Ordine.

© Alessandro Benna; riproduzione riservata; foto copertina archivio © EqIn/CV