25 giugno 2023 #news
Riccardo Pisani in sella al carismatico Otto de Kalvarie ha ben difeso i colori azzurri nel Grand Prix del CSI3* di Grimaud – St. Tropez centrando la seconda posizione.
A coronamento dell’inteso fine settima di competizioni per il Summer Tour dell’Hubside Jumping di Grimaud – St. Tropez, la gara più attesa: il Grand Prix con jump-off di altezza 1.55 mt con un Montepremi di ben 60.000,00 €. Nell’ordine di partenza della classe valevole per la Longines Ranking Jumping 30 partecipanti provenienti da tutto il mondo che si sono confrontati sul tracciato disegnato dal Course Designer Stefano Morriale.
Riccardo Pisani dopo la vittoria di ieri nella 145 a fasi del CSI2* con Chacco’s Lawito PS (+ informazioni: clicca qui) e dopo il secondo posto nella 145 del CSI3* in sella a Seronera (+ informazioni: clicca qui) ha scelto di presentare oggi con successo il 9 anni Otto de Kalvarie. Il carismatico stallone biondo appartenente allo Studbook BWP, figlio diretto di Jenson van’t Meulenhof con mamma da For Pleasure, è salito sul secondo gradino del podio del Grand Prix CSI3* con un doppio netto nel tempo di 38”.33.
E’ stata Marie Demonte a dominare per la nazione ospitante, tra le sue redini la 9 anni Epona du Quesnoy (Selle Français, Ogrion des Champs HN x Nabab de Reve). Questo binomio è stato autore della performance migliore: un doppio netto in 37”.65. Per l’Argentina Matias Larocca ha chiuso il podio con Ermindo W (2009, stallone, KWPN, Singapore x Carinjo): 39”.29 il loro tempo a tabellone con 0 penalità nei due percorsi.
Ancora l’Italia protagonista con la quarta piazza conquistata da Emiliano Liberati e dal 14 anni Jappeloup (castrone, BWP, Toulon x Concorde), esenti da errori hanno fatto fermare il cronometro sui 40”.55. Ed in chiusura della top ten, la decima posizione di Andrea Benatti ed Idento van Maarle (2008, castrone, BWP, Lord Z x Richebourg), dopo il primo giro senza errori sono arrivate 4 penalità in barrage nel tempo di 40”.10.
© L. Ruffino – riproduzione riservata; foto: Riccardo Pisani & Otto de Kalvarie archivio © Marta Fusetti