Sara Morganti si racconta a “The FEI Para Equestrian Digest”

 



1 febbraio 2023 #news



Al momento della diagnosi, onestamente pensavo che la mia vita come la conoscevo fosse finita. Se allora qualcuno mi avesse detto che un giorno avrei vinto numerose medaglie nel Para Dressage, non ci avrei mai creduto”. Il percorso sportivo, la scoperta della malattia, l’aiuto che il rapporto con i cavalli le ha dato nella vita di tutti i giorni: Sara Morganti si racconta in una lunga intervista a The Para Equestri Digest, la rubrica della FEI che ogni mese racconta storie di atleti con disabilità e progetti di sport para equestre (+ informazioni clicca qui). Oro mondiale nel Freestyle Grado I ai FEI World Championships del 2022, doppio bronzo alle Paralimpiadi di Tokyo, Sara Morganti, atleta paralimpica nel Para Dressage ha parlato della sua carriera e di come i cavalli l’abbiano aiutata proprio nella gestione della sclerosi multipla.


Ho iniziato a cavalcare quando avevo 13 anni. I miei genitori non avevano i soldi per pagare le lezioni, quindi pulivo i box, davo da mangiare e sellavo i cavalli in cambio di tempo per cavalcare. – ha spiegato l’atleta italiana, 47 anni il prossimo 21 marzo – Quando avevo 19 anni, ho iniziato a vedere doppio e ad avere difficoltà a camminare. Dopo molti test e visite, ho saputo di avere la sclerosi multipla”. Il Para Dressage è arrivato nella vita di Sara Morganti quasi 10 anni dopo la diagnosi, nel 2005.  A quel tempo non c’era internet ed era difficile avere informazioni sullo sport paralimpico. – racconta – Ho incontrato Silvia Lucchesi specializzata in Para Dressage e ho iniziato a lavorare con lei, partecipando a due campionati nazionali nel 2005 e nel 2006, dove ho vinto. È stata una sensazione davvero incredibile!”. Poi due anni di stop a causa della malattia che aveva colpito il midollo spinale e danneggiato il sistema nervoso. “Quando il dolore non si è fermato, ho deciso che dovevo tornare di nuovo a cavallo. Se riuscivo sopportare un livello di dolore così alto, potevo sicuramente andare a cavallo. Almeno ero felice! – ricorda ancora la Morganti – Sono tornata in gara e nel 2009 ho partecipato al mio primo Campionato Europeo a Kristiansand con Dollaro De Villanova, che mi era stato prestato. Insieme abbiamo vinto la nostra prima medaglia di bronzo. È stato solo l’inizio, poi sono arrivate altre medaglie ai Campionati nazionali, regionali e mondiali, oltre a tre Paralimpiadi, la maggior parte delle quali con il mio cavallo Royal Delight”.

Ora occhi puntati alle Paralimpiadi di Parigi 2024, per le quali “mi alleno ogni giorno”, dice ancora l’azzurra. “Oltre a Royal Delight, ho anche altri due cavalli, Ferdinand e Mariebelle. È davvero bellissimo che loro tre mi riconoscano e vengano a salutarmi quando arrivo in scuderia. Anche se quel giorno non posso montare perché soffro troppo, mi dà grande gioia anche solo lo stare insieme a loro”, spiega la Morganti aggiungendo: “Anche se ho scelto Royal Delight perché è la più competitiva delle tre, anche Mariebelle sta iniziando a farsi avanti e mostrarmi il suo potenziale. È molto diversa da Royal e ha un temperamento più dolce, quindi è facile lavorare con lei. Sapevo che aveva le carte in regola per essere una campionessa quando l’ho presa, e sono stata molto fortunata a trovare Laura Conz e Alessandro Benedetti, due allenatori che la capiscono bene e ci hanno aiutato a esibirci al miglior livello possibile. – prosegue – Royal Delight, però, mi conosce bene quanto io conosco lei e dopo 12 anni mi dà ancora il massimo in competizione”.

Un mondo speciale quello del Para Dressage, spiega ancora la campionessa italiana. “Mi sento fortunata a far parte di questo mondo. I miei cavalli si sono adattati alla mia disabilità. Poiché i muscoli del mio corpo sono deboli, uso le redini ad anello in modo da non perderle mentre guido, e spesso indosso un collare per sostenere il collo. I miei piedi sono fissati alle staffe con un elastico e comunico con i miei cavalli toccandoli e con comandi vocali”, spiega Sara Morganti. “Ho una forma progressiva di sclerosi multipla e spesso mi sveglio stanca e con molto dolore. Se non avessi avuto l’equitazione come passione, penso che sarebbe stato più difficile affrontare la mia condizione e onestamente non so se sarei stata altrettanto felice. – aggiunge – I cavalli mi aiutano a concentrarmi sull’oggi e a pensare positivamente al futuro. Quando penso al domani, mi concentro sui prossimi Campionati Europei e sui Giochi Paralimpici di Parigi del prossimo anno. I cavalli mi aiutano a concentrarmi sulle cose positive della mia vita”.

Un messaggio di positività quello lanciato dall’amazzone italiana, che sottolinea: “Vorrei poter dire alle persone a cui è appena stata diagnosticata la sclerosi multipla che la loro vita non è finita. Vorrei riuscire a spingerli a guardare le opportunità che hanno ancora. Ero al buio quando ho ricevuto la mia diagnosi, ma vorrei dire loro di non concentrarsi su ciò che non hanno più, ma su ciò che possono ancora fare”. Quando si parla di patologie come la sua, conclude la Morganti, “è necessario disporre di maggiori informazioni, in particolare sugli aspetti invisibili di questa malattia. Non è solo il bisogno di usare una sedia a rotelle. La stanchezza costante è conseguenza del dolore neuropatico e non è un effetto collaterale psicologico come molti credono. Ci sono – conclude – ancora molti limiti culturali e problemi legati all’accessibilità che devono essere affrontati. L’ho sperimentato durante i viaggi e le trasferte in albergo, quando ti ritrovi una stanza così piccola da non riuscire nemmeno ad entrarci o ad accedere al lavandino, o ti viene assegnata una stanza con vasca. Mi è stato detto: ‘Sfortunatamente tutte le nostre camere per disabili sono occupate!’ o ‘Anche una mia amica è su una sedia a rotelle e può entrare in una vasca da bagno!’. La situazione, però, sta migliorando. Anche all’Università oggi le aule sono più accessibili e si fa di tutto per ridurre ove possibile le barriere”.

Oltre a tanta forza di volontà, e al supporto dei suoi cavalli, Sara Morganti può contare su “un marito e una famiglia solidali che mi hanno dato la libertà di provare a fare tutto ciò che volevo senza proteggermi eccessivamente. Anche se segretamente credono che io stia commettendo un errore, mi lasciano provare. Penso che questo sia molto difficile. Se potessi dare un consiglio alle famiglie, agli amici e ai partner delle persone con sclerosi multipla sarebbe questo: siate lì e date alla persona la libertà di provare tutto ciò che vorrebbe fare”.

© S. Arpaia – riproduzione riservata; foto: Sara Morganti medaglia d’oro ai FEI World Championships del 2022 di Herning (DEN) © FEI