Tra silenzio e memoria: l’importanza dei fregi equestri triestini

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Nel centro di Trieste — così come in altri contesti aristocratici o borghesi della città — esistono ancora oggi segni architettonici che testimoniano il tempo in cui il cavallo era un protagonista della mobilità e della vita urbana: medaglioni con teste di cavallo, ferri incastonati nelle pareti e altri elementi decorativi legati al mondo equestre. Scopriamo di più:


Questi elementi non sono meri ornamenti: sono residui materiali di un’epoca in cui la cura, l’addestramento e l’utilizzo del cavallo rappresentavano un segmento importante della quotidianità. Scuderie e “cavallerizze” (spazi coperti destinati all’equitazione) non erano soltanto ricoveri per animali, ma luoghi di insegnamento, allenamento, e – per certi ambienti – anche espressione di status sociale. Alcune decorazioni sopravvissute – come la testa di cavallo in via Vittorino da Feltre (foto in copertina) rappresentano una finestra su quel mondo passato. Al N.9 di questa via nel 1914 si trovava la scuderia Pitton, trasformata poi in autorimessa. Nelle foto a seguire si può vedere sia come si presenta oggi l’edificio, sia il vecchio portone di ingresso, sovrastato dalla testa di cavallo che ricorda l’uso originale di quella parte dell’edificio (da “Tempi Andati” N.4 del maggio 1977, attraverso il Forum di atrieste.eu):

La prima “cavallerizza” triestina documentata fu il Circolo di Equitazione e Ginnastica (1850), in via del Farneto (oggi via della Ginnastica, all’angolo con via Brunner). Il terreno era stato concesso al maestro di cavalli Federico Vanino (1811-1881), già perito giudiziale e allevatore. Successivamente Vanino gestì una nuova cavallerizza in via dei Bachi (oggi via Ugo Polonio). Questa scuola funzionò fino al 1880, poi l’edificio fu adibito a magazzino e infine demolito negli anni ’30.

Un’altra struttura importante fu l’edificio nato come teatro — il Teatro Corti (1845) — che fu convertito in cavallerizza sotto la guida del dott. Ignazio de Hagenauer (1841-1898). La scuola, molto apprezzata, offriva lezioni di equitazione, spettacoli, saggi e feste; negli anni diventò poi una “scuola di velocipedi” (biciclette), poi tornò a essere cavallerizza, per finire come autorimessa e infine essere abbattuta nel 1929:

Teatro Corti Piazza del Teatro. (Triest.) Theater-Platz. (Triest.) | Broili, G.; Pertsch, Nicolò; Galvani, Carlo (Europeana Collections)

Forse la cavallerizza più nota fu quella di via Rossetti 81, costruita nel 1907 su progetto dell’ing. Antonio Bruna per la Società Triestina di Equitazione. La facciata era decorata con “teste di cavallo di gesso bianco” e la scritta “Scuola di Equitazione”. L’attività proseguì fino al 1964, dopodiché l’edificio venne distrutto ivi comprese le decorazioni. Nel complesso — tra edifici demoliti, riconvertiti, dimenticati — la maggior parte di queste scuole è scomparsa: rendendo così ancora più importante valorizzare le tracce rimaste.

Cosa resta: tra memoria, decoro e patrimonio urbano

Oggi, i pochi fregi rimasti — teste di cavallo, medaglioni, vecchie strutture riconvertite — sono testimoni materiali di un modo di vivere e spostarsi ormai scomparso. Guardandoli, può scaturire una riflessione sul cambiamento di funzioni, abitudini, e sulla trasformazione urbana di Trieste: da città dove il cavallo era imprescindibile a una città moderna motorizzata. I dettagli architettonici sopravvissuti — anche se piccoli o poco evidenti — meritano attenzione. Rappresentano una testimonianza autentica e concreta del passato urbano di Trieste.

🎯 Alcuni indirizzi dove cercare tracce “equestri” a Trieste

Via Vittorino da Feltre: è visibile un medaglione con testa di cavallo, un esempio concreto di “fregio equestre” sopravvissuto. Le tracce restanti (teste di cavallo, decorazioni) possono essere parziali, deteriorate, poco visibili: serve osservare con attenzione e magari da vicino.

Via Rossetti 81 (zona ex-“Cavallerizza”): il punto ha valore storico: è testimonianza della grande tradizione equestre cittadina.

Scuderie del Castello di Miramare — Viale Miramare, 34151 Trieste (zona Grignano / Miramare). Le scuderie furono progettate tra il 1856 e il 1860 dall’ingegnere Carl Junker su incarico dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo, per ospitare cavalli e carrozze del castello. Oggi l’edificio  è stato restaurato e viene usato come spazio espositivo / museale, nell’ambito del complesso del Castello di Miramare.

(27 novembre 2025) © B.S.; Riproduzione Riservata; fonti: ilpiccolo.net; triesteallnews.it/; atrieste.eu; foto: crediti riportati nell’articolo