17 maggio 2022 #news
Data la gravità della tragedia, è purtroppo rimbalzata dal Belgio alla cronaca europea la notizia di un incidente fatale, che ha gettato l’intera città di Lier nello sconforto: sabato sera, intorno alle 22:00, un bambino di 2 anni e mezzo è stato preso mortalmente a calci da un cavallo. L’incidente è avvenuto in una scuderia sulla Hagenbroeksesteenweg, a Lier. Il bimbo, figlio dei proprietari del maneggio, è deceduto poche ore dopo in ospedale.
Il Pubblico Ministero Lieselotte Claessens ha affermato che in quel nefasto sabato sera il bambino è sfuggito all’attenzione dei genitori, finendo in un paddock dove è andata com’è andata, non serve scendere nei dettagli. È stato portato in ospedale in condizioni critiche, dove è morto poche ore dopo. Va da sé che certe tragedie non capitano mai per una sola svista, ma per molte concomitanti ragioni, che probabilmente nessuno conoscerà mai fino in fondo.
“Tutto punta nella direzione di un incidente particolarmente tragico”, ha detto l’ufficio del Procuratore. Secondo un esperto di comportamento del cavallo del dipartimento legale incaricato per le indagini, un cavallo di scuderia scalcia in modo inconsulto solo quando è molto agitato. “Al momento notiamo che le zanzare possono facilitare comportamenti siffatti”.
Sia questa tragedia l’occasione non per puntare il dito demonizzando e cercando colpevoli sul caso specifico (che è già di per sé dolorosissimo e difficile da accettare – le disgrazie purtroppo accadono, eccome se accadono, anche quando si è amorevoli, ligi e attentissimi) ma da monito per sviluppare maggior consapevolezza sul fatto che i bimbi, specie quelli che vivono e frequentano assiduamente le scuderie (figli di cavalieri, istruttori, addetti e/o responsabili, che quindi per forza di cose trascorrono tantissime ore a contatto con i cavalli) sono comunque più esposti, e dunque sempre a rischio: i bambini, tutti, non vanno mai lasciati senza un adulto a monitorarli (non solo con i cavalli), nemmeno per un istante.
Scontato sottolinearlo? Pare evidentemente di no, visto che le disgrazie capitano: con i bambini, si sa, quattro occhi non bastano, con i cavalli altrettanti, e non perché quest’ultimi siano “cattivi”, ma perché sono animali di grande, grandissima mole, erbivori predati, che talvolta possono reagire in uno specifico momento a stimoli percepiti come inconsulti anche esagerando, senza per forza di cose voler nuocere… Si deve dunque evitare in tutti i modi di creare anche involontariamente condizioni atte a sommare troppe variabili potenzialmente lesive o fatali tra bambini ed equidi: non smetteremo di sottolinearlo.
La Redazione si stringe al cordoglio della famiglia.
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