05 gennaio 2020 #focus
“This Esme” è il titolo del canale youtube di una diciassettenne britannica che racconta con semplicità la sua storia equestre, tra pony e cavalli: tramite le sue esperienze, con quasi 400.000 follower al seguito (+150.000 in instagram), ci trasmette uno spaccato interessante dell’approccio allo sport che si può avere in altri Paesi diversi del nostro.
La sua attività si articola in una serie di video divertenti, tutti ovviamente legati al mondo del cavallo e declinati rispetto alla percezione e all’interpretazione dello sport di una spensierata adolescente, dalla messa in sella alle prime gare, in cui si individuano comunque una serie di valori molto positivi. Esme Higgs è ad oggi una semi-star di YouTube, dicesi anche “vlogger”, per la natura dei suoi contenuti che sono principiamele v-ideo ed il suo canale è diventato il più seguito (in ambito equestre ovviamente) su scala globale, con ben 3,5 milioni di visualizzazioni al mese.
Vediamo come si articola la sua storia: Esme è salita su un pony per la prima volta all’età di 4 anni e a 5 inizia ha iniziato a prendere le prime lezioni in un maneggio vicino a casa; nata in una fattoria con annesso allevamento di asini, non è stato facile per lei convincere i genitori e poter iniziare la sua avventura equestre: ogni volta che chiedeva di montare la risposta era “you’re too young and too small to ride – sei troppo giovane e troppo piccola per montare”.
Dopo qualche anno di scuola tra un pony e l’altro, i genitori le comprano Micky, un pony burlone molto disponibile con cui condivide vari momenti di crescita e incredibile tenerezza; Esme ha la possibilità di tenere Micky nei recinti/box della sua casa, e prende lezioni solo al sabato portando il pony nel maneggio vicino, seguita dal suo attuale istruttore. Con Micky sperimenta le prime gioie e dolori di varie discipline, dal salto ostacoli, ai mounted games, partecipando a vari pony camp estivi in cui si diverte molto e consolida il suo rapporto con Micky.
Sfortunatamente, ma anche fisiologicamente, Esme cresce di statura e diventa decisamente troppo ingombrante per Micky, così istruttore e genitori le iniziano a ventilare l’ipotesi dell’acquisto di un cavallo. La vendita di Micky avrebbe permesso ai genitori di Esme l’acquisto di un cavallo ben addestrato, ma dato il rapporto speciale e affettuoso tra la ragazzina ed il suo pony, decidono di tenerlo e comprare un cavallo di buon carattere ma senza molto lavoro e, di conseguenza, “verde”, sia in piano che sul salto. A questo punto arriva Casper, un castrone Connemara che inizialmente dà filo da torcere alla giovane amazzone, sia per il poco lavoro, sia per l’inesperienza e la natura caratteriale timorosa – anche lui vive nella fattoria di famiglia e fa ben presto amicizia con Micky, con cui condivide allegre scampagnate nei paddock a suon di sgroppatine, corsette e rotolamenti vari nel fango (con coperta ovviamente – per la gioia della sua padrona).
Dopo un consistente periodo di lavoro con Casper volto anche al potenziamento della sua muscolatura praticamente inesistente, Esme continua ad allenarsi con il suo istruttore e dopo una prima fase un po’ turbolenta fatta di voli, rifiuti, ecc. (in cui il cavallo non capiva bene cosa gli venisse chiesto in concreto), inizia un periodo decisamente più roseo in cui i due “fanno binomio”.
Casper ed Esme iniziano ad affrontare le prime competizioni sia di salto, sia in completo e per la ragazza la soddisfazione di raggiungere questi piccoli traguardi è impagabile. Ora i due proseguono nella loro crescita assieme a piccoli step – ma ciò che davvero è piacevole nella storia di Esme è la visione di un percorso lineare, senza eccessi né forzature, o cambi repentini di cavalli, pony e istruttori. Dalle parole di Esme non emergono velleità agonistiche spropositate o mire di crescita esponenziale con l’acquisto di cavalli di incredibili mezzi o potenziale.
Dal suo atteggiamento, sembra che Esme sia cresciuta in un contesto molto semplice e spontaneo, forse un po’ lontano dall’approccio italiano all’equitazione – va anche detto che. ahinoi, spesso i nostri spazi o i nostri stili di vita non consentono la possibilità di tenere un cavallo a casa, ma sicuramente nel caso di Esme questo ha contribuito a creare in lei un’interpretazione dello sport molto genuina e priva di quelle dinamiche a cui siamo abituati che spesso inaridiscono un po’ la concezione di sport.
Esme ha iniziato a fare piccoli video sul suo telefono per tenere traccia dei suoi progressi con Casper, in modo da avere visibilità dei suoi miglioramenti e di quelli del cavallo. Dopo aver creato il canale Youtube quasi per gioco, rapidamente e sorprendentemente, le visualizzazioni e gli iscritti sono levitati a vista d’occhio e ora Esme pubblica almeno un video a settimana e riceve oltre 3 milioni di visualizzazioni al mese da persone di tutto il mondo.
Esme, per altro come la pluripremiata dressagista Charlotte Dujardin, è inoltre ambassodor di Brooke (Action for Working Horses and Donkeys – Associazione attiva dal 1934 volta a migliorare la vita di cavalli da lavoro, asini e muli e le comunità che dipendono da loro).
Cominciamo quindi l’anno con una storia di positività e la condivisione di valori sani e genuini, che possano essere d’esempio ed ispirazione per chi, prima dello sport, ama gli animali.
© Chiara Belliure; riproduzione riservata; foto © This Esme