Una nuova ricerca porta importanti specifiche sulla lateralità sensoriale e motoria degli equidi

 



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Uno studio del team formato da Sophie Schwarz, Isabell Marr, Volker Stefanski (University of Hohenheim in Germania); Kate Farmer (University of St Andrews in Scozia); Katja Graf e Konstanze Krueger (Nuertingen-Geislingen University in Germania) ha recentemente dimostrato che – nei cavalli – l’impatto dato dal trasporto di un cavaliere ha delle conseguenze pressoché nulle sulla loro lateralità sensoriale (lato preferito degli organi sensoriali) e motoria (lato preferito dell’uso del corpo).


Negli ultimi decenni, i cavalli sono stati oggetto di un crescente interesse da parte della comunità scientifica. Finora tuttavia l’impatto sulla lateralità di un cavallo dato dall’avere in sella un cavaliere non era ancora stato studiato. Che i cavalli abbiano le loro preferenze riguardo alla lateralità, è cosa nota da quasi un secolo ed in molte specie è stata collegata anche a fattori come stress ed emotività.

Nel nuovo studio riportato sulla rivista “Animals“, 23 cavalli sono stati testati al fine di valutare la loro lateralità motoria. E’ stato possibile osservando quale gamba anteriore prediligerebbe un cavallo per scavalcare una barriera e, successivamente, registrando il lato preferito degli organi sensoriali quando l’animale veniva avvicinato da una persona sconosciuta e/o a un nuovo oggetto. Tutti e tre gli esperimenti sono stati condotti con e senza cavaliere. Il cavaliere, in questa occasione, ha dato aiuti minimi. Il cavallo, inoltre, veniva mosso alla longia in modo tale da consentirgli la maggiore libertà di scelta possibile.

I risultati preliminari dello studio hanno mostrato che la forza della lateralità motoria (il numero di volte in cui è stata utilizzato l’anteriore preferito) aumentava quando i cavalli avevano in sella il cavaliere, mentre invece la lateralità sensoriale non cambiava. Questo ha suggerito quindi che trasportare un cavaliere il più passivo possibile – ovvero che non interviene e che “sta in sella” senza agire o agendo il meno possibile – non ha un effetto negativo sui livelli di stress e sullo stato mentale del cavallo.

Questi risultati vanno quindi a supportare la necessità di fare molte pause durante l’allenamento. In questi momenti, il cavaliere riduce gli aiuti e cerca di essere passivo per permettere al cavallo di rilassarsi e di trovare un suo equilibrio sia fisico che mentale. Quando un cavallo viene montato per la prima volta – con un addestratore a terra che aiuta a ridurre le possibilità di una cattiva reazione del cavallo – oppure nel caso di cavalli giovani, inesperti e con cavalieri a loro non familiari, lo stress può invece aumentare e di conseguenza i risultati di questo studio non potrebbero venire applicati dato che i cavalli utilizzati nell’esperimento conoscevano i loro cavalieri.

In questo studio c’è stato anche un risultato particolare (anche se – di fatto  – questo necessiterebbe di ulteriori ricerche): i cinque pony che hanno partecipato sono risultati essere molto meno lateralizzati rispetto ai cavalli, specialmente nei test con in campo una persona a loro sconosciuta. Questo, hanno spiegato i ricercatori, perché probabilmente i cavalli vengono prevalentemente mossi da persone adulte mentre i pony entrano in relazione soprattutto con dei bambini che, essendo meno lateralizzati rispetto agli adulti, risultano essere più bilaterali nella loro interazione con gli animali.

La lateralità sensoriale, inoltre, varia in base alla razza e al carattere del cavallo: con un cavallo più mansueto, questa risulta essere più debole rispetto che in un cavallo più caldo o di razza notoriamente più difficile da gestire.

Senza dimenticare l’importanza che la lateralità ha in natura: questa è infatti fondamentale per la sopravvivenza. Lo sviluppo dei due emisferi permette infatti ai cavalli di trascorrere la maggior parte della giornata cercando e ingerendo cibo insieme al branco, pur tenendo d’occhio la presenza di eventuali predatori. Ad oggi, la maggior parte dei cavalli vive come animali domestici e la loro asimmetria cerebrale va ad influenzare non solo lo sport, ma anche il loro comportamento nell’addestramento e nell’allevamento.

Gli autori hanno affermato che sarebbe comunque necessario un ulteriore lavoro per valutare se con un cavaliere il più passivo possibile, a redini lunghe, andrebbe a ridurre la forza della lateralità sensoriale e lo stress in un contesto di allenamento più impegnativo.

Bibliografia: Does Carrying a Rider Change Motor and Sensory Laterality in Horses?, “Animals”, 2022 Apr 12;12(8):992 > doi: 10.3390/ani12080992.

(12 maggio 2022) © M. Vettori – riproduzione riservata; foto © EqIn