Un’asta equestre assembra più di 600 persone in Iowa, nonostante la pandemia



05 aprile 2020 #news



Paese che vai regole che trovi, oppure no. Un evento che ormai in piena crisi sanitaria globale sarebbe da riferirsi all’ambito dell’assurdo, è accaduto. Secondo una notizia della CNN, nell’Iowa ha avuto luogo giovedì scorso un’asta equestre, alla quale hanno partecipato circa seicento persone. Pur essendo state allarmante, le autorità sanitarie non hanno potuto fare altro che constatare il fatto quando più di cento interessati si erano già presentati.


Ura Gingerich, un proprietario dei cavalli, ha spiegato alle autorità della contea di Weyne, dove il fatto è accaduto, che stava vendendo i suoi capi per potersi trasferire in Ohio. Malgrado gli inviti a posticipare l’evento a causa dei palesi rischi per la salute, l’asta ha potuto avere luogo, non essendo stata commessa alcuna infrazione. Così ha spiegato alla CNN Shelly Bickel, responsabile del dipartimento di salute della contea. I sanitari hanno quindi proceduto a monitorare l’evento, registrando i nomi dei presenti e facendo in modo che il tutto si svolgesse nella massima sicurezza.

Per capire come sia stato possibile arrivare ad un tale assembramento, bisogna prendere in considerazione la regolamentazione dello stato dell’Iowa e la totale assenza per il momento di direttive chiare: trattandosi di un’asta di capi vivi l’azione era pienamente a norma, potendosi riferire ad un’azione di compravendita nell’ambito della filiera alimentare. In questo modo si è espressa la governatrice Kim Reynolds. Il punto è che gran parte dei cavalli erano da corsa e più in ingenerale show horses, come ha insistito Bickel, aggiungendo che più di 150 di questi sono stati venduti durante la giornata.

L’incongruenza dell’accaduto nei confronti delle necessità sanitarie attuali non è tuttavia passata inosservata. A seguito delle critiche suscitatesi, la governatrice ha subito limitato le aste di capi vivi a 10 partecipanti nel caso di animali non pertinenti alla filiera alimentare.

Il fatto mette nuovamente in luce come le iniziative a livello globale siano ben lontane dall’essere uniformi. Mentre in alcuni Paesi si è arrivati a forti limitazioni delle libertà personali, in altre zone si naviga ancora a vista e il mondo dell’equitazione non può che offrire in questo caso uno specchio di queste differenze.

© A. Sforacchi; riproduzione riservata; fonte principale: cnn.com