10 aprile 2021 #news
E’ rimbalzato agli onori della cronaca oggi (forse non a caso, oggi?) un caso emblematico, risalente all’aprile 2020: il Dottor Peter Wijnendaele ha scoperto che il passaporto di un cavallo belga conteneva il suo nome e il suo timbro, sebbene il medico avesse lasciato il Belgio nel 2005. Ma vediamo tutti i fatti, nel dettaglio:
Il tribunale FEI ha appurato che Pierre Arnould, ex leader della squadra nazionale di endurance belga e membro del comitato di disciplina dell’endurance nella FEI, aveva utilizzato il vecchio timbro del veterinario FEI Peter Wijnendaele aggiungendo una firma falsa ai passaporti FEI di ben quattro cavalli. Ma non è finita: riferisce il magazine Horse and Hound che iI Dottor Wijnendaele ha individuato altri casi in cui il suo timbro era stato abusivamente utilizzato e ne ha dato informazione alla Federazione Equestre Internazionale. Nell’ottobre 2020 è stato notificato ad Arnould un procedimento disciplinare FEI relativo a quattro cavalli da endurance.
La FEI ha verificato che i cavalli in questione, oltre ad essere stati addestrati da Arnould, erano sotto la sua custodia al momento delle vaccinazioni, convalidate dallo stesso timbro e firma; inoltre i passaporti non contenevano alcuna etichetta relativa alle fiale somministrate. La FEI ha definito la condotta di Arnould “deplorevole” avendo egli violando fondamentali regole FEI. Il Dottor Wijnendaele ha dichiarato alla FEI di aver riconosciuto la scrittura di Arnould in tutti quattro i casi.
La FEI ha affermato che la mancata vaccinazione è un reato per “ovvie ragioni di salute e biosicurezza” e che la falsificazione dei passaporti (FEI Recognition Card) rischia di minare la credibilità e l’efficacia stessa di tutte le procedure sanitarie messe in atto a tutela di ogni cavallo.
Arnould ha tentato di difendersi dichiarando che il Dottor Wijnendaele avesse dato “volontariamente” il timbro in presenza di testimoni, dicendogli che “nel caso in cui avesse avuto bisogno di normalizzare un passaporto per le vaccinazioni, il timbro lo avrebbe potuto aiutare” e che quindi non si potesse parlare trattasse di frode poiché aveva il permesso del Dottor Wijnendaele di usarlo e che, visto che i cavalli erano vaccinati, non sussisteva alcun maltrattamento. E’ arrivato ad ammettere di aver usato il timbro nel dicembre 2012 “cinque o sei volte“, comunicandolo in anticipo al Dottor Wijnendaele per telefono e che lo aveva usato per “comodità o emergenza“, assicurando che ogni qualvolta apposto corrispondesse una effettiva vaccinazione degli equidi.
Il Dottor Peter Wijnendaele ha dichiarato di non aver mai dato il timbro ad Arnould e di non aver mai autorizzato nessuno ad usare i suoi dati personali. Uno dei quattro testimoni di Arnould, il Dottor Midgen, ha confermato di eseguire vaccinazioni nella sua scuderia. Ha dichiarato di non tenere alcun registro dei cavalli che ha vaccinato e comunque di non avere alcun ricordo di averlo fatto nel caso dei cavalli in questione, sebbene i nomi gli suonassero familiari. Il Dottor Midgen ha assicurato che per prassi, ogni volta che vaccina, controlla il passaporto, attacca su di esso l’etichetta della fiala somministrata aggiungendo data e firma.
Arnould ha voluto sottolineare di non essere mai stato soggetto ad alcuna sanzione durante la sua carriera equestre. È stato membro della task force di endurance della FEI dal 2007 al 2009 e nel 2020 è stato proposto dalla federazione nazionale belga per la carica di Presidente del comitato di endurance della FEI. Ha sostenuto che il caso contro di lui fosse “montato da persone spinte dalla gelosia per i suoi successi“. Tuttavia, il tribunale ha affermato che Arnould, non essendo un veterinario, non deteneva alcun legittimo uso del timbro in questione e che non esiste prova alcuna della vaccinazione dei cavalli a cura di un veterinario FEI se non la parola stessa dell’accusato.
La giuria ha considerato il coinvolgimento di Arnould come leader ed ufficiale nello sport tenuto in grande considerazione dalla federazione nazionale belga. È stato sospeso per 20 mesi e multato di 5.000 franchi svizzeri (4.542,13 euro) e dovrà pagare 7.000 franchi (6.358,99 euro) per le spese legali FEI.
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