17 agosto 2026 #news
A pochi giorni dall’inizio del Campionato del Mondo di Aachen 2026 di salto ostacoli, il Brasile perde uno dei suoi binomi di punta. Yuri Mansur ha infatti annunciato la decisione di non rappresentare più il proprio Paese nelle competizioni internazionali a squadre, lanciando un durissimo attacco alla gestione della nazionale verdeoro.
Il 47enne cavaliere brasiliano, da oltre dieci anni residente in Europa e protagonista in due edizioni dei Giochi Olimpici e dei Campionati del Mondo, ha affidato ai propri canali social una lunga dichiarazione nella quale denuncia quello che definisce il peggior episodio della sua carriera con la squadra nazionale.
«Dopo più di un decennio dal mio arrivo in Europa e dopo aver dedicato una lunga parte della mia vita alla crescita personale e all’onore di rappresentare il mio Paese, oggi ho vissuto il peggior episodio di questo percorso», scrive Mansur. Il cavaliere prosegue descrivendo anni segnati da «incompetenza», «assenza di una leadership capace», lotte di potere interne tra gli atleti e una totale mancanza di unità e mentalità vincente.
Secondo Mansur, i problemi sarebbero ormai radicati: «Ogni anno il processo e il risultato sono gli stessi: litigi, insulti, mancanza deliberata di comunicazione, assenza di regole e procedure corrette, favoritismi e nessun risultato». Pur riconoscendo i successi ottenuti da diversi cavalieri brasiliani a livello individuale, il cavaliere sostiene che la squadra non sia mai riuscita a esprimere il proprio potenziale collettivo.
La parte più pesante del comunicato riguarda però il rapporto con il management federale. Mansur afferma di aver ricevuto «il trattamento più deplorevole» mai sperimentato nella propria carriera sportiva, arrivando ad accusare i dirigenti di averlo «ricattato» e maltrattato. Pur senza entrare nei dettagli, il brasiliano identifica negli eventi di domenica 16 agosto il punto di rottura definitivo, sostenendo che siano stati superati «tutti i limiti dell’etica, del rispetto e della sportività».
Da qui la decisione, definita «molto dolorosa», di interrompere con effetto immediato la propria attività in rappresentanza del Brasile in campionati e Coppe delle Nazioni. Nonostante l’attacco frontale alla dirigenza, Mansur ha voluto rivolgere un messaggio di incoraggiamento ai compagni convocati per il Mondiale: «Auguro sinceramente il meglio a tutti gli atleti che rappresenteranno il Brasile. Farò il tifo per voi».
L’uscita di scena del cavaliere rappresenta un duro colpo per la selezione brasiliana alla vigilia dell’appuntamento iridato di Aachen. Al momento della pubblicazione delle prime notizie, la Confederação Brasileira de Hipismo (CBH) non aveva ancora diffuso una risposta ufficiale alle accuse formulate da Mansur.
La vicenda rischia ora di aprire un profondo dibattito all’interno dell’equitazione brasiliana, non soltanto per il peso sportivo del cavaliere coinvolto, ma soprattutto per la gravità delle accuse rivolte ai vertici tecnici e dirigenziali della federazione nazionale.
© B.S. – Riproduzione Riservata; Fonte primaria: dichiarazione di Yuri Mansur via ig; foto Y.Mansur via ig