A proposito del grooming reciproco

Condividi:


30 settembre 2020 #focus


Gli studi di etologia degli ultimi anni hanno confermato più volte quanto sia importante per i cavalli avere la possibilità di socializzare. Come per gli uomini, così per i cavalli il rapporto di cura reciproca si instaura solo tra soggetti che hanno una relazione amicale, come dimostrato da una ricerca giapponese.


Infatti, i ricercatori della Teikyo University of Science, Masaki Shimada e Nae Suzuki, hanno voluto studiare più a fondo quanto il grooming reciproco influenzi le relazioni all’interno di un branco di equidi.

Il loro lavoro, riportato sulla rivista Animals, si è concentrato su un gruppo di nove cavalli che vivono in un’area protetta di circa 550 ettari a Cape Toi, nella città di Kushima. L’indagine ha esaminato tre ipotesi: che la cura reciproca contribuisca a rafforzare i rapporti già amichevoli; che aiuti a riequilibrare relazioni travagliate; e che, infine, svolga un ruolo importante nella tolettatura vera e propria, cioè sia utile per la rimozione reciproca dei parassiti.

I cavalli sono stati monitorati per un totale di 33,5 ore in 15 giorni e sono stati applicati modelli matematici per riconoscere i ruoli di parentela, l’aggressività, la vicinanza, il rango e la rete sociale nella cura reciproca. L’“auto-grooming” è stato osservato in tutti i membri del branco: il tempo totale medio che ogni individuo ha trascorso a pulirsi da solo durante il periodo di studio è stato di 2174,8 secondi (36 minuti). Sei dei nove cavalli sono stati visti impegnati nel grooming reciproco durante i periodi di osservazione, compresi due stalloni, tre fattrici adulte e un puledro.

Ci sono stati 84 “match” della durata di circa 85 secondi, che hanno coinvolto sempre e solo due individui; non sono stati osservati casi di un terzo individuo che si è unito a una coppia impegnata nel grooming reciproco. I due ricercatori hanno scoperto che la cura reciproca tra i cavalli era quasi completamente e perfettamente simmetrica: un cavallo riceveva la pulizia dall’altro non appena il primo iniziava a governare il secondo. Non appena un cavallo smetteva di “strigliare”, anche l’altro si fermava; questi comportamenti si sono riscontrati sia nelle coppie di cavalli imparentati (fattrice-puledro), che in quelle senza consanguineità. In tutti i casi, i cavalli si curavano contemporaneamente a vicenda quasi le stesse parti del corpo.

Shimada e Suzuki hanno affermato che le loro osservazioni e analisi supportano l’ipotesi che la cura reciproca contribuisca a rafforzare le relazioni amichevoli e la rimozione dei parassiti; tuttavia, i risultati non hanno avallato l’ipotesi di ripristino della relazione. Due cavalli che mostravano segni di aggressività l’uno verso l’altro non sono mai stati visti curarsi a vicenda. I due ricercatori hanno anche osservato che il cavallo che spendeva meno tempo nell’auto-pulizia investiva più tempo nel ricevere le cure da un altro cavallo.

“In una popolazione di cavalli selvaggi, la cura reciproca mantiene l’igiene controllando gli ectoparassiti e crea interazioni affiliative tra i membri del branco” (cit. Shimada, M.; Suzuki, N. The Contribution of Mutual Grooming to Affiliative Relationships in a Feral Misaki Horse Herd. Animals 2020).

© Serena Scatolini Modifigliani; riproduzione riservata; fonte principale: horsetalk.co.nz; foto in copertina © EqIn