13 dicembre 2024 #News
La sala conferenze principale del Marriott Hotel era piena oggi, venerdì 13 dicembre, per l’annuale Assemblea Generale dell’International Jumping Riders Club (IJRC), iniziata alle 9.30.
L’incontro di fine anno si tiene tradizionalmente in occasione del CHI di Ginevra e, nonostante il programma di gare che tiene impegnati cavalieri e principali protagonisti della disciplina al Palexpo, la partecipazione è sempre importante perché è una preziosa opportunità per discutere e aggiornarsi – in presenza – sui temi più attuali in cui il Club è attivamente coinvolto.
Il presidente François Mathy Jr e il direttore Eleonora Ottaviani hanno accolto i partecipanti e presentato il rapporto. Nel panel dei relatori erano presenti la maggior parte dei membri del consiglio, Ludger Beerbaum, Tiffany Foster, Kevin Staut, Richard Vogel, Steve Guerdat. Tra il pubblico erano presenti molti dei migliori cavalieri del mondo (tra cui Henrik von Eckermann, Marcus Ehning, Mclain Ward, Karl Cook, Martin Fuchs, Max Kühner, Christian Kukuk, Scott Brash, Gregory Whatelet, Daniel Deusser) e, per la prima volta, diversi rappresentanti del Brasile, guidati da Pedro Veniss e dal presidente della Federazione brasiliana, Fernando Augusto Sperb.
Un momento molto speciale dell’Assemblea è stata la cerimonia di premiazione. Tutti i cavalieri medagliati delle recenti Olimpiadi di Parigi sono stati chiamati a consegnare a Sylvie Robert il premio assegnato dal Club ‘in riconoscimento dello straordinario lavoro che ha svolto nel corso degli anni nell’organizzazione di eventi di altissimo livello nel mondo equestre, culminati nei magnifici Giochi Olimpici di Versailles‘.
Focus sul benessere nello sport
Il tema del benessere e delle nuove misure adottate per garantirlo nel contesto delle licenze sociali è stato ampiamente discusso da tutti i partecipanti, che hanno trovato nella delegazione FEI, composta da Todd Hinde, Direttore del Salto Ostacoli, Gaspard Dufour, Direttore dei Servizi Tecnici e Sportivi, e Paule Gerritsen, Responsabile del Dipartimento Salto Ostacoli, un valido veicolo di dialogo e di espressione dei propri punti di vista.
Dalla questione del misuratore delle capezzine, che entrerà in funzione il prossimo maggio, all’uso della briglia, alla lunghissima lista di sostanze dopanti, a ciò che determina gli odierni casi di eliminazione, gli argomenti trattati hanno raccolto i punti di vista di un pubblico di veri addetti ai lavori, che hanno dimostrato come molto spesso sia addirittura controproducente portare alla ribalta misure su argomenti così specifici e tecnici per comunicare con il grande pubblico.
Secondo Todd Hinde (FEI), in un test di 600 misurazioni effettuate da un veterinario, il misuratore di capezzina ha mostrato solo tre casi di uso improprio. «È improbabile che un vero cavaliere abbia bisogno di un dispositivo per misurare se una capezzina è montata correttamente o meno. Questi problemi non esisterebbero se alcuni funzionari avessero più competenza equestre», ha affermato la direttrice dell’IJRC Eleonora Ottaviani, sottolineando una formazione più approfondita per gli ufficiali di gara.
Il suggerimento di Tiffany Foster (CAN) di utilizzare un misuratore solo in caso di controversia è stato ampiamente sostenuto dal pubblico. «L’IJRC sta lavorando a stretto contatto con i trainer di dressage e la FEI, al fine di raggiungere un protocollo accettabile per la sua applicazione a maggio», ha sottolineato il presidente François Mathy Jr.
Collegato da Riyadh, Stephan Ellenbruch, presidente del comitato di salto ostacoli della FEI, ha condiviso in parte i dubbi dei cavalieri e ha fatto riferimento a una discussione più approfondita.
La questione dei ‘test fuori gara’
Un altro tema ‘caldo’, sempre legato al benessere dei cavalli – che dimostra quanto sia sentito da chi lavora nel settore – è quello dei test antidoping ‘a casa’, tra una gara e l’altra.
François Mathy Jr, Presidente dell’IJRC, ha sottolineato che il problema dei test antidoping tra una gara e l’altra è una necessità, soprattutto nell’Endurance, affermando che «il problema dovrebbe essere affrontato dove si presenta e non accorpando le discipline insieme. Questo servirebbe solo a gettare pesanti ombre in modo indiscriminato».
«C’è davvero un problema da discutere? Si ritiene davvero che i cavalli siano esposti a comportamenti tra una gara e l’altra che sono dannosi per il loro benessere? Se continuiamo a muoverci in questa direzione, si dà l’idea che il nostro sport abbia ombre grigie che in realtà non esistono», ha spiegato Ludger Beerbaum.
“Ci sono più di 1.000 sostanze nella lista del doping FEI per i cavalli“, ha spiegato Max Kühner, che ha già presentato alla FEI nel 2020 il lavoro di un laboratorio britannico indipendente, ancora in fase di discussione. Un numero enorme. Per non parlare del fatto che tra uso e contaminazione – diretta o incrociata – le indagini della FEI sono complesse e fin troppo spesso diventano una questione di cronaca prima di giungere alla conclusione finale. Ed è su questo punto che è intervenuto Steve Guerdat, chiedendo una maggiore riservatezza in futuro per non rovinare ancora una volta l’immagine dello sport.
Klaus Roeser, rappresentante degli atleti nell’EEF e membro del gruppo di lavoro del dressage della FEI, si è unito all’assemblea dell’IJRC in teleconferenza. Ha ribadito in diverse occasioni la necessità di un lavoro sinergico da parte di tutte le parti interessate per arrivare a regole condivise e, soprattutto, utili per lo sport.
Poiché l’anno prossimo ci sarà una revisione completa delle regole del salto, con uno sguardo positivo e sinergico per quanto riguarda il futuro, l’IJRC ha invitato caldamente tutti i cavalieri a inviare le loro opinioni e domande al Club prima dell’inizio del prossimo febbraio.
© Comunicato Stampa IJRC – trad. ita a cura di L. Ruffino; foto: IJRC/F.Petroni