#Equestrian Insights
Il cavallo nei proverbi, scritto quarant’anni fa da Tano Parmeggiani ed edito da Equitare, è una raccolta di detti popolari sui cavalli che conserva l’attualità di un’opera colta e senza tempo, arricchita da arguti commenti, spiegazioni, aneddoti e citazioni.
L’importanza e la familiarità che abbiamo con il cavallo è qualcosa che per certi versi diamo per scontato: utilizzato come efficace strumento di guerra e come indispensabile ausilio nel lavoro almeno fino alla rivoluzione industriale, come unico mezzo di trasporto prima dell’era dell’automobile, oggi impiegato principalmente (ma non solo) in manifestazioni religiose, eventi ludici e agonistico-sportivi, da sempre apprezzato per il suo alto e riconosciuto valore economico, considerato come status symbol, segno esibito di prestigio sociale e distintivo inequivocabile di potere politico e militare, il cavallo ha accompagnato tutta la storia dell’umanità da autentico protagonista: la sua esistenza è così fortemente legata all’evoluzione umana che, in sua assenza, la nostra storia sarebbe probabilmente del tutto diversa. La quotidianità della sua presenza al nostro fianco è persino rimasta impressa nel linguaggio, in quelle espressioni usate ancora oggi quasi istintivamente non solo dagli appassionati e dagli addetti al settore equestre (come ad esempio “essere a cavallo”, “perdere le staffe”, “tornare in sella”, “mantenere un contegno da cavaliere”, “avere un cavallo da battaglia”, ecc.).
Un’immagine di ippoproverbi circolante ancora oggi nei social network, in questo caso riguardante le balzane dei cavalli:
Ogni attività umana ha dato origine a proverbi, ossia a brevi sentenze che, avvalendosi della rima o dell’assonanza per venire facilmente ricordate, condensano i risultati di innumerevoli osservazioni tratte direttamente dall’esperienza: intendiamoci, l’insegnamento che si può estrarre da proverbio è modesto (i detti popolari esprimono anzitutto la tendenza umana a fare tutta l’erba un fascio) e non sempre la massima è veritiera. Tuttavia la raccolta di T. Parmeggiani edita da Equitare conserva il fascino ed il valore dell’importante e molteplice testimonianza di avventure ed esperienze scaturenti dalla relazione uomo-cavallo, capace di strappare un sorriso per alcune assurdità, al contempo di permettere in certi casi di riconoscervi la propria diretta esperienza e/o un invito alla prudenza. Raccogliendo e collezionando ippoproverbi, l’autore ha rivolto la sua attenzione ai detti, alle massime, alle sentenze che codificano un’esperienza specifica, quelli che a loro modo potrebbero giovare al cavaliere, tanto al cavaliere provetto che conosce nel dettaglio la sostanza dell’esperienza che ha dato origine al proverbio, quanto al neofita, che si affaccia ed è incuriosito dal meraviglioso mondo equestre.
Indice ed elenco delle massime presenti in Il cavallo nei proverbi:
“Faccia il lettore ciò che vuole del testo che si trova fra le mani: legga con attenzione il commento, chiosandolo a margine, o sugga soltanto l’essenziale, ossia i proverbi, voltando stizzosamente le pagine. Importante, per noi e per lui, è che riesca a esorcizzare gli spettri che opuscoli simili a questo evocano spontaneamente: Tetraggine e Noia” (T. Parmeggiani).
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