22 gennaio 2026 #news
Dal 1° gennaio 2026 anche i cavalli impiegati nei Palii, giostre storiche e manifestazioni tradizionali devono essere iscritti nel Registro dei Cavalli Sportivi per poter partecipare alle competizioni. Una novità che segna un passaggio importante: i cavalli da Palio entrano infatti a pieno titolo nel perimetro normativo del “cavallo atleta”, con tutte le conseguenze in termini di registrazione, controlli sanitari e responsabilità.
La notizia è emersa con chiarezza in relazione alle nuove disposizioni applicative che, dal 2026, estendono anche ai cavalli impiegati in manifestazioni storiche l’obbligo già previsto per l’equitazione sportiva: l’iscrizione a un registro ufficiale e certificazione di idoneità sportiva, cosa oggi nota, fin scontata negli sport equestri. Ma la novità riguarda il fatto che anche i proprietari dei cavalli da Palio dovranno adeguarsi alle stesse regole previste per i cavalli impiegati in sport equestri riconosciuti, pena l’esclusione dalle manifestazioni. Questa estensione non nasce dal nulla, ma s’innesta in un quadro normativo già attivo da anni.
La base giuridica: lo status di “cavallo atleta”
Il fondamento normativo è il Decreto Legislativo del 28 febbraio 2021, n. 36, che ha introdotto nell’ordinamento sportivo italiano la definizione di cavallo atleta. L’articolo 22 del Decreto stabilisce che un equide può essere considerato “atleta” solo se:
- è regolarmente identificato e registrato secondo la normativa UE,
- è dichiarato non destinato alla produzione alimentare (NON DPA),
- è iscritto a un repertorio o registro di cavalli atleti gestito da Federazioni, Enti sportivi riconosciuti o dal Ministero dell’Agricoltura. [clicca qui per la normattiva)
Questi requisiti, fino a oggi applicati soprattutto ai circuiti FISE e affini, da quest’anno (2026) sono diventati condizione necessaria anche per i cavalli dei Palii.
Registro Cavalli Sportivi e BDN: cosa significa “iscrizione”
L’iscrizione al Registro dei Cavalli Sportivi non è un atto simbolico. Significa che il cavallo è inserito nella Banca Dati Nazionale degli Equini (BDN), possiede un documento di identificazione (passaporto equino) conforme al Regolamento UE 2021/963 e contemporaneamente risulta formalmente riconosciuto come cavallo impiegato in attività sportiva.
Per i cavalli da Palio, spesso già inseriti in albi comunali o protocolli tecnici locali, l’iscrizione al Registro Sportivo rappresenta un livello superiore di riconoscimento e tracciabilità, non sostitutivo ma integrativo rispetto ai regolamenti tradizionali. Il quadro viene completato dal Decreto datato 8 gennaio 2025, specifico per manifestazioni popolari con equidi svolte fuori da impianti autorizzati, categoria in cui rientrano molti Palii storici. Il decreto introduce requisiti stringenti di sicurezza dei percorsi, tutela del benessere animale, presenza obbligatoria di veterinari ASL e ippiatri, verifica della regolare identificazione e registrazione degli equidi impiegati.
In questo contesto, l’iscrizione al Registro Cavalli Sportivi diventa quindi uno snodo fondamentale per dimostrare la regolarità del cavallo e di chi se ne serve. L’estensione dell’obbligo ha infatti un impatto concreto per i proprietari, comporta nuovi adempimenti burocratici e costi veterinari, cosa che vede, tuttavia, per tutti i soggetti coinvolti, maggiori tutele. Non da ultimo, per i Comuni: richiede un coordinamento tra regolamenti locali, Albi cavalli e normativa nazionale. Idem per gli organizzatori: aumenta la responsabilità nella selezione dei cavalli e nei controlli pre-evento.
L’ingresso dei cavalli da Palio nel Registro dei Cavalli Sportivi segna un passaggio culturale oltre che normativo: la tradizione popolare, se svolta secondo regole, viene ufficialmente riconosciuta come attività sportiva con impiego di animali, soggetta a norme uniformi a livello nazionale. L’obiettivo dichiarato del Legislatore è rafforzare la tutela del benessere equino, aumentando controlli, tracciabilità e responsabilità. Resta aperto il dibattito tra sostenitori della misura e chi teme un appesantimento burocratico per manifestazioni storiche secolari.
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