Il nostro CT Duccio Bartalucci guarda al futuro



07 giugno 2020 #news



Abbiamo raggiunto telefonicamente Duccio Bartalucci per chiedergli un parere ed un approfondimento, in generale, in merito alla ripartenza del salto ostacoli italiano di livello, pur con un calendario di futuri impegni importanti meno denso e, senza dubbio, incerto.


Il Commisario tecnico della nostra nazionale in generale concorda con il collega che lavora più a Nord Europa, il CT tedesco Otto Becker+ info: clicca qui – soprattutto in merito all’aspetto legato ad una routine agonistica che, in qualche maniera, andrà ristabilita per ogni atleta; ma dalle sue parole traspare maggiore ottimismo, forte della capacità di saper sfruttare le occasioni “negative” per potere fare ancora meglio, sempre e comunque.

Dall’alto della sua esperienza, Bartalucci durante questa nostra intervista ha dispensato da subito “ai suoi ragazzi” il saggio consiglio, non meno che un caldo invito, volto ad utilizzare questo periodo di assenza forzata dalle competizioni per “analizzare la/le criticità” e per “correggere” gli aspetti problematici dei cavalli/binomi, mutuo addestramento che spesso, con la vita certo non facile che normalmente i top rider conducono – è sempre frenetica, quella condotta dagli atleti ad un certo livello -, non si ha la possibilità di fare: non per mancanza di volontà o competenze, ma semplicemente perché, in realtà, non c’è mai l’effettivo tempo per “realizzare” appieno la formazione. Tutti i cavalli richiedono (anche) tempo

La maggiore preoccupazione di Bartalucci in merito al blocco dovuto all’emergenza sanitaria che abbiam vissuto soprattutto negli scorsi mesi è principalmente indirizzata ai cavalli giovani, poiché, riprendendo le attività solo a partire da luglio, avranno dei tempi di inserimento “in lavoro” pesantemente accorciati ed estremamente concentrati, e questo è un aspetto a suo dire “non positivo” per qualunque giovane equide.

L’interruzione generale delle competizioni è stata di certo estremamente pesante (annullamento della Finale di Coppa del Mondo e di molti CSIO – vedi ad esempio Piazza di Siena ed Aachen sfumati, eventi da sommarsi all’intero annullamento del Circuito LGCT 2020), e Bartalucci non fa mistero circa il fatto che, oltre al fisiologico rincrescimento che ognuno di noi ben conosce per un “mondo che si è fermato” sotto ogni punto di vista, esista un aspetto certamente non secondario per la specifica situazione della squadra italiana che, in questi mesi, avrebbe potuto affrontare l’inserimento in gara di nuovi cavalli destinati a raccogliere la difficile eredità di quelli usciti di scena – Tokyo du Soleil e Lazzaro delle Schiave (Duccio ricorda anche Irenice Horta, Ares, Casallo, Armitages Boy…). Tuttavia, valutare ciò che, per usare le sue stesse parole, “da sotto viene verso l’alto” è sempre importante, e purtroppo questo, ad oggi, è mancato e ancora manca. Ma Bartalucci non si perde d’animo, e cita/s’ispira a San Girolamo (fare di necessità virtù) guardando avanti, forte della finale della Coppa delle Nazioni di Barcellona, confidando in quella da lui stesso definita come una “buona ossatura di squadra“.

Il nostro CT è inoltre risoluto (ed in buona compagnia) a fare tornare la FEI sui propri passi in merito all’annullamento dei Campionati Europei (+info: clicca qui), decisione che penalizzerebbe almeno una dozzina di nazioni che neppure parteciperanno alle competizioni olimpiche (sempre ammesso che, “alla fine della fiera”, i Giochi di Tokyo si svolgano). Otto le nazioni che, peraltro, hanno almeno una decina di cavalieri di altissimo livello che certamente, dopo lo sforzo olimpico, di certo non metteranno a riposo totale i cavalli. Tuttavia, la principale motivazione addotta per l’annullamento, ossia la prossimità di date di due eventi importantissimi (soprattutto come impegno dei cavalli) appare piuttosto pretestuosa di fronte a quello che sarà il più che prevedibile modus operandi , ovvero: gli atleti continueranno a gareggiare in competizioni certamente minori ma comunque non destineranno il tempo precedentemente impegnato nell’agonismo dagli equidi al riposo totale – è anche una questione di sponsorship: non va dimenticato.

Questo è stato il commento a caldo che Bartalucci, poco dopo la pubblicazione da parte nostra delle dichiarazioni del C.T. tedesco Otto Becker: “Qualche mese di rodaggio ci vorrà senz’altro per riprendere confidenza ed abitudine alle competizioni, più o meno quello che avviene singolarmente quando si è vittime di un infortunio. La grande differenza – che porterà almeno nella fase iniziale a un livellamento generale – sta nel fatto che in questo caso è una condizione che riguarda tutti gli atleti, cavalli e cavalieri“.

© Alessandro Benna; riproduzione riservata; foto © EqIn