CavalDonato Communication Approfondimenti #6
Uno degli argomenti lungamente trattati con Sandra Cicala nella recente sessione di consulenze in Floriterapia per il mondo equestre (prossimo appuntamento: 3 agosto 2015 → https://www.equestrianinsights.it/?p=1521 ) ha riguardato la difficile questione delle stereotipie (o vizi stabili) dei cavalli. Possiamo individuare questo problema ponendoci anzitutto delle semplici domande: il nostro cavallo ha dei comportamenti insoliti? Strani? Lo vediamo depresso? Apatico? Troppo nervoso? Si potrebbe trattare di segnali di richiesta di aiuto che dobbiamo essere in grado di interpretare prontamente.
Infatti, l’osservazione dei suoi comportamenti e, ancor di più, un’adeguata interpretazione degli stessi, sono alla base della Floriterapia perché è proprio da queste prime indagini che derivano le indicazioni per impostare un’eventuale soluzione. In primis, dobbiamo considerare che il cavallo è un animale da branco, che in natura vive libero con i suoi compagni: la maggior parte dei cavalli è oggi certamente in grado di adattarsi e gestire bene la propria vita da scuderizzato, ma va anche detto che purtroppo circa il 15% dei soggetti sviluppano comportamenti stereotipati o tic, causati per esempio dallo stress di una boxerizzazione non adeguata o troppo prolungata. Attraverso una primaria valutazione del veterinario specialista comportamentale possiamo dare una valutazione scientifica e determinare le situazioni che possono aver alterato o alterare lo stato psico-fisico dei nostri amici a quattro zampe.
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