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Quante volte è capitato di sentire, nel gergo di scuderia, “quel cavallo si raggiunge”? Ma cosa significa veramente?
A livello internazionale, questa problematica è conosciuta anche come forging e si verifica quando gli arti di un cavallo si colpiscono tra loro (sia nella zona dello stinco, che del pastorale che del piede), causando potenziali lesioni e aumentando il rischio di perdere i ferri. Ma come si può ovviare a questo problema? E, soprattutto, perché è riscontrabile maggiormente nei cavalli giovani?
Esiste in gergo anche il termine “fabbricare – forgiare” (il cavallo fabbrica o forgia) che è sinonimo di “raggiungere”. Tecnicamente si usa invece il termine “attinge”, sicuramente più appropriato per indicare questo fenomeno e che indica anche quando i cavalli si toccano tra anteriore ed anteriore oppure posteriore con posteriore.
I cavalli giovani, in particolare se di grande struttura (sopra i 1.68 mt al garrese), spesso mostrano schemi di movimento scoordinati nelle prime fasi dell’addestramento. Questo tipo di interferenza tra gli zoccoli anteriori e posteriori, è comune, proprio come accade nei bambini piccoli o nei cuccioli che stanno ancora imparando a muoversi correttamente.
Il puledro appena nato ha una conformazione fisica particolare: presenta gambe estremamente lunghe e un corpo esile. Questa specificità fisica gli permette, nel giro di poche ore, di alzarsi e muoversi per scampare agli eventuali predatori. Subito dopo lo svezzamento, che avviene tra i 6 e gli 8 mesi, il puledro continua a crescere rapidamente, mostrando ancora un aspetto sproporzionato, con zampe lunghe e un corpo sottile. Dallo svezzamento fino al raggiungimento del terzo anno di età, inizia a sviluppare l’intera struttura scheletrica e muscolare. Intorno ai due anni, raggiunge circa il 90% della sua altezza definitiva, anche se le ossa e le articolazioni non sono ancora completamente mature.
Solo verso i 3 anni la schiena e le gambe iniziano a irrobustirsi. Da questo momento fino ai 5 anni, il cavallo completa la sua crescita strutturale, mostrando la sua corporatura definitiva. Ogni cavallo, tuttavia, è un soggetto a sé: a seconda della statura, può continuare a sviluppare muscolatura e massa corporea fino ai 6 anni. In generale, i cavalli di grande struttura saranno inevitabilmente più tardivi, e maggiormente tendenti al raggiungersi.
Il fenomeno del raggiungersi si verifica anche a causa dell’affaticamento durante le sessioni di allenamento. La stanchezza può ridurre la coordinazione del cavallo e, se a questo si aggiunge un terreno troppo morbido, scivoloso o irregolare, la sua stabilità è compromessa, favorendo una falcata disorganizzata.
Un’altra causa comune è legata alla conformazione dello zoccolo, che può aumentare il rischio di interferenza. Per esempio, i cavalli con un piede lungo e un tallone basso possono essere più predisposti a infortuni di questo tipo. È importante consultare il veterinario e il maniscalco per valutare eventuali interventi correttivi, tra cui la squadratura della punta dello zoccolo posteriore o l’uso di ferrature specifiche per limitare il problema. Il peso del ferro influisce sulla capacità di stacco dal terreno ed è fondamentale dal punto di vista meccanico per evitare quei problemi che possono comunque esistere anche nella costituzione nel cavallo che si raggiunge.
La miglior cura è sempre la prevenzione: proteggere gli arti con fasce da lavoro o para tendini e lo zoccolo con i paraglomi è sempre una buona soluzione, sia durante l’allenamento sia quando il cavallo è in libertà in spazi ampi come paddock. Non spaventiamoci! I problemi legati al raggiungersi tendono a migliorare con la crescita e con una maggiore coordinazione meccanica del cavallo.
Ricordiamoci sempre che una gestione attenta degli zoccoli da parte del maniscalco e un adeguato uso delle protezioni da parte del cavaliere possono prevenire molte lesioni. Se la problematica persiste, non dimentichiamo di consultare un veterinario o un maniscalco esperto per valutare eventuali problemi strutturali o posturali.
(06 marzo 2025) © F. Poggi – rev. B.S.; Riproduzione Riservata; fonte: horsetalk.co.az ; foto: © Archivio A.Benna/EqIn