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Il concetto di postura si fonda su diverse definizioni, tutte accomunate dall’idea di equilibrio e adattamento. Una delle più diffuse la descrive come la capacità del corpo di opporsi alla forza di gravità. Un’altra interpretazione, altrettanto significativa, definisce la postura come la posizione del corpo umano nello spazio e la relazione tra i suoi segmenti.
La postura è il risultato di un’interazione complessa tra fattori biomeccanici, funzionali e psicologici, spesso legati anche al vissuto individuale. Non si tratta quindi di una condizione statica, ma di un processo dinamico che riflette lo stato complessivo della persona.
L’apparato locomotore, grazie al suo range di movimento articolare (ROM), è progettato per funzionare in modo efficiente ed economico, gestendo il peso corporeo sotto l’azione della gravità in maniera equilibrata. In questo contesto, allineamento e simmetria rappresentano i capisaldi di una postura armonica, sia in condizioni statiche sia durante il movimento.
La postura è influenzata da molteplici sistemi: la vista, l’apparato vestibolare dell’orecchio interno, il posizionamento della mandibola e l’appoggio della pianta del piede. A questi si aggiungono i recettori sensoriali — propriocettori, esterocettori ed endocettori — che inviano continuamente informazioni al cervello, permettendo di regolare e adattare la posizione del corpo nello spazio.
Un ruolo fondamentale è svolto dalla muscolatura antigravitaria, detta anche muscolatura tonica o posturale, che deve essere efficiente per contrastare la forza di gravità e garantire stabilità. Come affermava Joseph H. Pilates: “La buona postura può essere acquisita con successo solo quando l’intero meccanismo del corpo è sotto perfetto controllo”.
Questo principio assume un’importanza ancora maggiore nelle discipline equestri. Il cavaliere deve possedere una postura corretta già a terra, per potersi rapportare in modo efficace al baricentro del cavallo. Solo così è possibile ottenere un controllo ottimale del proprio corpo.
In sella si crea il cosiddetto binomio: cavaliere e cavallo diventano due atleti che si muovono come un’unica entità, in modo coordinato, sincronizzato e armonico. Questo livello di connessione richiede equilibrio, sensibilità e consapevolezza corporea.
Per questo motivo è fondamentale affiancare all’allenamento in sella un lavoro mirato di ginnastica posturale. Solo attraverso una preparazione fisica completa è possibile ottimizzare il gesto sportivo e migliorare la performance nelle discipline equestri.
(15/04/2026) © M.Colizzi – Chinesiologo, Docente FISE, Preparatore Atletico FISE 2° livello, Amazzone – Riproduzione Riservata; foto: Courtesy M.Colizzi