Mai sottovalutare il lavoro da terra con i cavalli



19 dicembre 2019 #focus



Esiste molto materiale scientifico sulle leggi della fisica applicate all’equitazione, ma questo riguarda quasi esclusivamente la biomeccanica correlata ai movimenti del cavallo e del cavaliere nel lavoro in sella – mentre purtroppo si trascura di applicare la fisica del controllo del movimento nell’interazione uomo-cavallo, oltre che all’importanza delle condizioni dell’ambiente per lo stato mentale dell’individuo (esempio: stress, paura, etc.). Si prendono in considerazione le leggi fisiche quando si parla di cavalli che scartano e decidono di liberarsi del cavaliere. Si fa riferimento alla fisica anche per valutare il dolore che il cavaliere, stando seduto o usando le mani in modo scorretto, può infliggere al dorso o alla bocca del cavallo – oppure per misurare con precisione la pressione che le cavezze, la nostra posizione in sella, o quella del sottopancia e del sottosella, esercitano sul cavallo. Esiste persino un progetto per costruire il primo database dello scheletro delle selle per scegliere quella più adatta a un determinato profilo del dorso del cavallo. Tutto ciò è molto interessante ma (al di fuori delle tecniche di lavoro nel tondino) non ho trovato nulla sull’applicazione dei principi della fisica all’interazione con il cavallo attraverso il movimento, e il movimento è il modo più naturale di comunicare tra cavalli…


Le leggi della fisica funzionano su oggetti inanimati, cercare di trasferirli rigidamente a un animale vivo non funziona – però può essere utile prendere in prestito dalla fisica alcuni schemi per descrivere la meccanica del dialogo con qualunque cavallo attraverso il movimento. Naturalmente bisogna usare le cautele del caso: uomini e cavalli non sono macchine, ma esseri viventi con una propria personalità e la capacità di controllare le proprie azioni. Detto questo, resto convinta che applicare i concetti della fisica nella nostra relazione con il cavallo può servire: dopo tutto è quello che accade nelle relazioni tra i componenti del branco in natura, dove i cavalli sono liberi di muoversi e comunicano soprattutto con il movimento.

Proviamo a elencare alcune costanti: cavalli e uomini hanno una risposta istintiva al movimento. Quando qualcosa di ignoto si avvicina verso di noi tendiamo ad allontanarci, proprio come i cavalli – questo è ancora più vero se siamo presi di sorpresa. E proprio come i cavalli, quando qualcosa si allontana tendiamo a inseguirla muovendoci nella sua direzione o solo seguendola con lo sguardo.

Ancora: il modo naturale in cui un cavallo conduce un altro cavallo è “imbrancandolo” da dietro. Imitare questo tipo di azione con un cavallo può dirci molto della sua personalità. Un cavallo dominante si girerà e ci fronteggerà, mentre quelli remissivi cercheranno di uscire dalla nostra zona di influenza. I cavalli leader si lasceranno condurre da dietro, se la nostra intenzione rispetto alla direzione da fargli prendere è coerente con i movimenti del nostro corpo: procederemo in modo tale che il cavallo ci veda e ci fermeremo se cerca di fuggire. Saremo posizionati dietro la testa del cavallo anche quando montiamo, il che dovrebbe farci capire quanto sia importante guidare da dietro un cavallo che accetta le nostre richieste.

Infine: il movimento è percepito da ogni individuo attraverso i sensi. La vista percepisce il movimento nello spazio. L’udito percepisce le onde sonore. Il tatto capta la pressione. I sensi orientano il movimento – e comunicando attraverso i sensi saremo in grado di modulare i movimenti del cavallo con finezza, trasmettendogli in modo immediato le nostre richieste senza doverlo prima condizionare a darci la risposta desiderata. In questo articolo non approfondirò l’impiego dell’olfatto e del gusto nell’interazione con il cavallo: dirò solo che sono due canali di comunicazione importanti perché possono stimolare il suo interesse per l’azione proposta.

In sintesi, lavorare con i cavalli in libertà di movimento è un modo efficace per stabilire una relazione di tipo sociale con loro. Inoltre, il lavoro in libertà può essere usato per allenarli o per ottenere movimenti che il cavallo non potrebbe fare condotto alla mano o montato – il che gli permette di impiegare fasce muscolari che invece si atrofizzerebbero se lo teniamo confinato in box o in piccoli paddock facendolo muovere solo sotto sella.

Nell’interazione attraverso il movimento è importante rimanere sempre coscienti di quanto ci accade attorno, senza lasciarci sorprendere dalle circostanze esterne. Il cavallo è sempre presente a quello che succede nello spazio che condividiamo: se ci vede presenti alla situazione si sentirà al sicuro con noi. Un cavallo vorrà comunque avere sempre abbastanza spazio per allontanarsi da noi, quindi dobbiamo fare attenzione a non spingerlo mai in un angolo o in uno spazio ristretto. Ricordiamo che in Human Horse Sensing la libertà di movimento è alla base di un’efficace interazione.

La direzione che imprimiamo ai nostri gesti ha un significato preciso per il cavallo. I cavalli capiscono immediatamente se i nostri gesti sono diretti a loro (il che può farci percepire come aggressori) o se sono invece diretti allo spazio verso cui vogliamo che si spostino, e ciò li mette a loro agio.

Sfrutteremo la comunicazione attraverso il movimento anche montando, concentrandoci sull’equilibrio della postura in sella e modulando con precisione il contatto con le differenti aree del corpo del cavallo. Il cavallo ci percepisce dal modo in cui distribuiamo peso ed equilibrio, e può sincronizzare il suo movimento con le nostre azioni. Così come percepisce la direzione che gli chiediamo a seconda delle pressioni che esercitiamo, della nostra tensione muscolare e dell’orientamento del nostro corpo rispetto a ciò che circonda. Questo vale sia se usiamo sella e finimenti sia se ne facciamo a meno. Come ci spiega la biomeccanica se applichiamo i principi di direzione ed energia attraverso il movimento da terra in libertà, il cavallo risponderà con la stessa precisione anche senza un contatto diretto (come invece avviene nel lavoro alla corda), esattamente come farebbe interagendo con un altro cavallo. Non useremo mai i finimenti per ostacolare o forzare la sua libertà di movimento: assumiamo sempre che il cavallo possa non eseguire quanto gli chiediamo – in questo modo non saremo tentati di punire il cavallo che non esegue la nostra richiesta, ma riformuleremo la richiesta in base alla sua risposta.

Uno dei problemi comuni nella relazione si manifesta quando il cavallo sperimenta la paura durante un’interazione, per esempio quando inizia il lavoro sotto la sella. Per evitare paura e stress dobbiamo assicurarci che il processo di apprendimento avvenga correttamente. Nella preparazione al lavoro montato Human Horse Sensing prevede una fase di lavoro da terra: con una semplice cavezza inglese e una sola lunghina chiederemo al cavallo di spostarsi assieme a noi nello spazio di lavoro, in circolo e in linea retta. Allargheremo e restringeremo la traiettoria aumentando o diminuendo lo spazio tra a noi e il cavallo. Il cavallo imparerà a girare a destra o a sinistra con la lunghina attaccata prima a destra e poi a sinistra: si allontanerà da noi quando rilasceremo la lunghina, e cederà alla tensione avvicinandosi quando la tratterremo – imparerà così a rispondere a un contatto leggerissimo, senza essere intrappolato tra due lunghine, oppure da un morso severo o dall’uso di un cavezzone.

Il contatto leggero che si sviluppa grazie a questo tipo di routine a terra verrà poi mantenuto nel lavoro con le redini da sella. Lavorando con la cavezza inglese e una sola lunghina il cavallo non sperimenterà mai la sensazione di trovarsi intrappolato tra due redini laterali fisse – cosa che potrebbe facilmente sviluppare resistenza alla tensione delle redini, con conseguente tendenza a fissare l’articolazione della nuca per evitare il dolore causato dall’imboccatura. Cavalli da me lavorati da terra con una sola lunghina sono stati in grado di partecipare a concorsi di dressage dopo solo un paio di mesi di lavoro montato.

 

Il modello di interazione proposto da Human Horse Sensing è efficace perché non si basa su azioni addestrate attraverso il condizionamento – ma sulla comunicazione fondata sul linguaggio sociale condiviso da uomini e cavalli, e sul movimento: il che permette al cavallo la libertà di scegliere la risposta alle nostre richieste. Sarebbe molto positivo se relazione tra le nostre due specie diventasse un vero dialogo basato sulla comprensione e sul rispetto.

Human Horse Sensing, di Alessandra Deerinck (Tra uomo e cavallo il movimento è comunicazione, Equitare Edizioni, 2019) propone:

Addestramento, anche per i puledri, riaddestramento del cavallo problematico, gestione del cavallo sferrato e corsi di equitazione per qualsiasi livello o disciplina. Il metodo si fonda sulla gestione dell’interazione con il cavallo istante per istante, attraverso il controllo del movimento dapprima in libertà da terra.

HH Sensing si impegna a migliorare il potenziale del vostro cavallo tenendo presente il suo benessere e il vostro. Oltre all’addestramento, forniamo a cavalli e cavalieri le basi tecniche necessarie per affrontare con successo qualsiasi disciplina equestre. Il nostro approccio, basato sul dressage classico, sugli studi comportamentali e sull’addestramento in libertà, permette di affrontare situazioni che non immaginereste possibili anche con un buon addestramento tradizionale. HH Sensing è efficace per iniziare l’addestramento quanto per riaddestrare un cavallo, in qualsiasi periodo della vita. Insegniamo all’uomo e al cavallo come stabilire un dialogo attivo e dinamico che li assista in ogni situazione. Il vostro cavallo può diventare un leader che esegue senza essere sottomesso, e voi potete diventare leader di un leader.

HH Sensing si trova a San Marcos (California) ma lavora anche online e tiene corsi ovunque su richiesta. Email: hhsensing@icloud.com – Web: www.HHSensing.com

© A. Deerinck; trad. it. cura di Alberto Capogreco; articolo precedentemente pubblicato in Elite Equestrian Magazine; riproduzione riservata; foto: © pinterest