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Un soggetto di 13 anni da salto ostacoli, dopo l’aggravamento dei sintomi iniziali è stato traferito nella clinica olandese di Deventer per ulteriori accertamenti. In tale sede i problemi neurologici sono peggiorati, a tal punto da rendere necessaria l’eutanasia. La diagnosi è stata: “Sindrome di Theiler associata a Parvovirus equino-Epatite”. In questo articolo faremo chiarezza su questa malattia.
È stato pubblicato un articolo sul Journal of Veterinary Medicine che descrive i sintomi clinici, la causa, la diagnosi ed il contesto di questa infezione. Per quanto è noto, si tratta del primo caso di epatite da Parvovirus equino, in un cavallo nei Paesi Bassi. EqPV-H è un virus scoperto di recente ed oggetto di ricerche.
La malattia di Theiler, spesso definita epatite da siero, causa un’epatite acuta nei cavalli adulti, che è spesso associata alla recente somministrazione di un emo componente di origine equina. Sebbene gli sviluppi dell’infezione siano stati descritti in numerose pubblicazioni veterinarie da oltre 100 anni, la sua causa è rimasta sconosciuta. I primi studi sulla malattia di Theiler sono collegati alle indagini sull’epatite da siero negli umani, durante il secondo conflitto mondiale.
Al momento ciò che è noto è che l’epatite da parvovirus equino (EqPV-H) e l’epacivirus equino (EqHV) sono i patogeni correlati all’epatite virale (infiammazione del fegato), frequentemente riscontrati negli equini.
Nel 2020, alcuni casi di malattia di Theiler associati a EqPV-H sono stati descritti per la prima volta in Europa, ed ora per la prima volta anche nei Paesi Bassi. Nella maggior parte dei soggetti, l’infezione da EqPV-H è priva o accompagnata da sintomi lievi, come valori del fegato nel sangue leggermente elevati. Spesso questi cavalli si riprendono da soli, senza bisogno di farmaci, nel giro di poche settimane. Una piccola percentuale (circa il 2%) sviluppa un’epatite acuta e grave. I sintomi, come: ittero, lentezza, coliche, mancanza di appetito e sintomi neurologici corrispondono al quadro clinico della malattia di Theiler. Le condizioni della maggior parte dei cavalli peggiorano in pochi giorni, rendendo spesso necessaria l’ eutanasia.
Ma come si trasmette il virus? La trasmissione sembra avvenire principalmente attraverso la somministrazione di prodotti biologici contaminati ottenuti da sangue di cavallo, come prodotti sierici, antitossina del botulismo/tetano e cellule staminali allogeniche. Le somministrazioni di tali prodotti biologici si sono solitamente verificati, dalle 4 alle 10 settimane antecedenti (periodo di incubazione) ai primi sintomi clinici.
Inoltre sono stati segnalati casi di una malattia identica nei cavalli, senza somministrazione di un prodotto di origine ematica, suggerendo l’ipotesi che la malattia potrebbe essere sia infettiva che contagiosa. Recentemente sono stati utilizzati strumenti basati sulla metagenomica nel tentativo di trovare la causa della malattia di Theiler, ma trovare un nuovo virus e dimostrare la causa della malattia non è sicuramente facile.
In particolare, la consapevolezza della somministrazione di materiale contaminato ai cavalli è importante nella prevenzione della malattia di Theiler. I prodotti biologici, ottenuti dal sangue di cavallo, comportano il rischio di contaminazione con esiti potenzialmente fatali.
© L. Ruffino – riproduzione riservata; fonte; Journal of Veterinary Medicine; foto: © Cornell University College of Veterinary Medicine