Novità dai “drop test” per i cap equestri



29 maggio 2020 #news



Nel campo dei dispositivi di sicurezza per il mondo dell’equitazione arriva uno studio sugli attuali standard di certificazione dei cap/caschi, volto a ridurre i rischi di commozione cerebrale durante le attività agonistiche dai drop test, ossia i “test di caduta/impatto”.


Un recente articolo, pubblicato sul Journal of Science and Medicine in Sport (+info: clicca qui) mette in luce la presenza di criticità nelle simulazioni per l’assorbimento delle violente decelerazioni, risultanti dai tipici incidenti da caduta da cavallo. L’ingegnere biomeccanico Michio Clark e il suo team hanno osservato numerosi filmati di incidenti negli sport equestri, in particolare dalle corse e dal completo, nei quali un rischio di commozione cerebrale è nettamente superiore rispetto ad altre attività agonistiche, come il football americano e la box.

Partendo dalla constatazione che attualmente la certificazione dei cap equestri prevede il superamento di un test di caduta perpendicolare (linear drop test) su di una superficie metallica, è stato sottolineato come questa simulazione non rappresenti con sufficiente fedeltà le situazioni reali di caduta, osservate dal team. Ben 1119 incidenti agonistici sono state registrati tra Irlanda e Gran Bretagna. I casi d’interesse, risultanti in commozioni cerebrali e non, sono stati poi analizzati utilizzando i video e producendo ricostruzioni fisiche e matematiche.

Le prove in laboratorio hanno poi dato seguito ai risultati: la maggior parte degli incidenti avviene su superfici morbide come tappeti erbosi o sabbia e le cadute seguono traiettorie oblique, alle quali segue una lunga durata dell’impatto, tutte condizioni non contemplati dai test vigenti. Questa osservazione evidenzia in particolar modo una falla negli attuali standard di certificazione, che non permettono di misurare le performance dei caschi equestri per questo tipo di impatti e di conseguenza stabilirne la capacità protettiva.

Lo studio sottolinea la particolarità delle cadute degli sport equestri rispetto ad altre attività, nelle quali sono state sviluppate tecniche di caduta che prevengono i traumi (come per esempio negli sport di combattimento). Inoltre, la lunghezza dei tempi di reazione del cavaliere e l’impossibilità nella maggior parte dei casi di controllare la caduta da cavallo portano ad esiti traumatici.

Le carenze delle protezioni non sono facilmente sormontabili e le soluzioni dovrebbero riguardare sia la progettazione dei caschi, con beneficio di queste nuove simulazioni, sia le modalità delle competizioni. Nel caso del concorso completo lo studio propone per esempio di modificare i tempi per il completamento dei percorsi, in modo da modificare la velocità di impatto in caso di incidente e ridurre il rischio di lesioni per gli atleti.

© Antonio Sforacchi; riproduzione riservata; fonte principale: Clark, J. Michio et al., “Journal of Science and Medicine in Sport”, Volume 23, Issue 3, 222-236; foto: © EqIn