Paul Estermann, il prototipo del cattivo | Il Moralizzatore Equestre

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21 novembre 2019 | Il Moralizzatore Equestre


uhhhh Paul Estermann. Il prototipo del cattivo. Crucco (ok, svizzero), professionista, saltatore e poco incline ad abbindolare il pubblico con favolette pseudo natural/gentili, puccipucciose. Uno sguardo di ghiaccio. E poi parla tedesco. Dai, il tedesco è una lingua violenta, imperiosa, non ha la dolcezza dell’italiano, del francese, dello spagnolo. Insomma “gentilezza” si dice “Freundlichkeit”. Uno che parla tedesco non può essere dolce. Deve per forza essere duro, altero, spigoloso.


Ebbene, esce la notizia del procedimento per maltrattamento a suo carico, per presunte frustate eccessive ai suoi cavalli. Ora, a parte l’assurdità del fatto in sé (cioè stiamo parlando di Lord Pepsi… come si fa a menare un cavallo così? sei sano di mente?), volevo porre alla vostra attenzione un fatto. Parliamo della Svizzera. La metà di noi, in Svizzera, sarebbe già al gabbio. Per dirne una, lì è vietato tenere un cavallo da solo… fate voi. Ci sono 250.000 norme su luce/buio/areazione/dimensioni box/costruzione capannine/uscite a paddock…. altro che Italia. Lì saremmo tutti o quasi sotto processo. Poi.. certo che legnare un cavallo non è giusto. Tutti noi lo capiamo. Perché uno che mena come si fa a non condannarlo? E’ brutto e cattivo. Se poi parla anche crucco è sicuramente colpevole. Manco serve il processo. Insomma, menare vuol dire far del male volontariamente al cavallo…. una roba da criminali. Galera. Forca. Castrazione chimica (ah no, questo era Salvini…).

Ma per i cavalli ci sono altre cose altrettanto gravi. Cose che li fanno star male anche se fatte involontariamente. Il cavallo non distingue l’animus con il quale gli si infligge il dolore. Non gli interessa se la sofferenza gli è propinata per ferirlo volontariamente o per negligenza, ignoranza e incapacità. Se Matilde a Santo Stefano dà al suo cavallo i 12 panettoni al limoncello avanzati da Natale, questo muore. E muore pure male. Lei piange. E tutti le siamo vicini, poverina, amava quel cavallo. Non come Estermann che frusta Lord Pepsi. Beh, ricordiamoci che per il cavallo il dolore è dolore. Non gli importa se viene da un omaccione teutonico dagli occhi glaciali o da una bambina ignorante, la Matilde, che non sa quello che fa. Per il cavallo, sono colpevoli uguali. Anzi, saremmo tutti colpevoli uguali se fossimo in Svizzera.

Ricordiamocelo quando auguriamo la radiazione e la galera a qualcuno.

© Il Moralizzatore Equestre / Equestrian Insights – riproduzione riservata; foto/illustrazione di copertina ©EqIn