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Equitazione: perché i “clienti” non fanno progressi?

Equitazione: perché i "clienti" non fanno progressi?
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21 novembre 2019 #EqTech

Condividiamo un bellissimo articolo a firma del cavaliere francese Thomas Stempffer (CEO alla THS Equitation-Communication), apparso lo scorso mese sul magazine on line pegasebuzz.com; un grazie ad Eric Louradour che per primo ne ha dato diffusione tramite i social network, in forma sommaria.

Differenziare l’allievo dal cliente …

L’equitazione non è uno sport come gli altri. La relazione che lega l’istruttore ad uno sportivo presenta due protagonisti. Negli sport equestri, il coach prende in considerazione un terzo e non ultimo protagonista, il cavallo, senza il quale non sarebbe possibile alcuna relazione tra un cavaliere e il suo istruttore. In questo rapporto, il trainer deve considerare non solo il cavaliere-atleta ma anche l’atleta-cavallo per formare un binomio coeso ed armonioso, qualunque sia la disciplina praticata.
Nel tempo, lo sviluppo degli aspetti commerciali della disciplina equestre ha profondamente cambiato il rapporto tra il cavaliere ed il suo istruttore. La base di ogni progresso sportivo passa tuttavia attraverso l’apprendimento e l’instaurazione di una relazione sana, stabile e duratura con il proprio coach. Proviamo insieme a definire la differenza tra un “cliente” e un “allievo”. In quale categoria ti potresti collocare?
Thomas Stempffer ha scritto un’articolo molto interessante che ho piacere di condividere con voi (introduzione di Roxanne Legendre).

Equitazione: perché i “clienti” non progrediscono?

Monti a cavallo per diventare migliore? Avete bisogno di diventare più bravi per raggiungere i vostri obiettivi?

Partiamo dal presupposto che l’equitazione è uno sport che si può praticare in modo agonistico oppure no. A cavallo, la difficoltà tecnica sta proprio nel dissociare i movimenti del proprio corpo, nell’agire al momento giusto e con la corretta intensità.

Progredire significa farsi capire meglio dal cavallo per condividere con lui un momento di gioco, di sport, di lavoro, di svago o semplicemente di complicità. Il progresso equestre del cavaliere risiede quindi nella sua capacità di migliorare la propria comunicazione con l’animale, che passa esclusivamente attraverso un migliore utilizzo della mente e del corpo. Anima sana in corpore sano.

Ma ecco che l’esperienza visiva e tecnica richiesta per valutare i progressi di un cavaliere non è accessibile a tutti.
Spesso è più semplice valutare i progressi di clienti dilettanti in base ai loro risultati in gara, invece che rimanere concentrati sulla ricerca di sensazioni proprie, che è la vera chiave per qualsiasi duraturo successo equestre. I cavalieri dilettanti possono diventare sufficientemente esperti nell’allenamento per determinare se la consulenza di un professionista gli sta consentendo di migliorare? Sicuramente no.

D’altra parte, costoro possono allontanarsi da un professionista per una serie di ragioni oggettivamente valide, come ad esempio un disaccordo sostanziale sulla filosofia secondo la quale si pratica l’attività sportiva. In questi ultimi anni, è diventato difficile distinguere i clienti dagli allievi. Entrambi i termini sono utilizzati per indicare un cavaliere che beneficia di un servizio a pagamento di istruzione sportiva. Più volubili, meno fedeli al proprio insegnante, alla maniera di consumatori qualsiasi, i cavalieri dilettanti sono sempre più numerosi quelli che prendono quello che vogliono e dove vogliono per soddisfare i propri desideri.

Si può “consumare” equitazione per progredire?
Sì, a condizione di mettersi in discussione in qualsiasi momento e di capire che il nostro ruolo di cavaliere ci costringe ad adattarci costantemente al cavallo e non viceversa. Il dominio dell’ego è quindi un enorme ostacolo al progresso. Nell’istruzione, il risultato del servizio fornito è di esclusiva responsabilità dell’acquirente. Dove l’allievo dirà: “Cosa devo fare per raggiungere i miei obiettivi?”, il cliente dirà “pago e non ricevo, quindi cambio fornitore o cavallo”. Laddove il “cliente” è sopraffatto dagli obiettivi che gli permetteranno di soddisfare il proprio ego, l’”allievo” ha capito che solo concentrandosi sui propri mezzi potrà arrivare al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Il bisogno di risultati tangibili a breve termine è stata trasposto nel mondo equestre in seguito al mercantilismo amplificato dell’equitazione. Sfortunatamente, questo parametro non è applicabile al nostro sport, che richiede essenzialmente tempo, pazienza e autodisciplina. Per numerosi motivi, questa attività è a volte frustrante, e tutti sappiamo che un cliente frustrato è un cliente scontento, così come un allievo frustrato è un allievo che impara e, quindi, progredisce.

Cari amatori: sì, è colpa vostra. Tutti i vostri errori sono colpa vostra e dovete accettarlo senza flagellarvi né colpevolizzarvi. La bella notizia è che non è cosa grave, perché gli errori non esistono veramente. Sono soltanto tappe di crescita, durante le quali il buon istruttore vede chiaramente. Se avete fiducia in lui, migliorerete, anche se servirà del tempo. Se volete diventare sportivamente migliori, dovrete a tal scopo scegliere interamente allievi. Al tempo stesso dovrete dire addio al vostro ego e ad ogni logica antropocentrica quando sarete insieme al vostro cavallo.

Cari professionisti: fidatevi! I clienti vanno e vengono. È il gioco della società dei consumi. L’era dei guru è ormai finita e la fedeltà è diventata troppo rara per essere attesa. Il coinvolgimento dei vostri cavalieri dipenderà dalla vostra capacità di farli aderire alla filosofia equestre, anche solo per un breve periodo. Dovete conoscere chi vi sta di fronte per adattarvi meglio: cliente o allievo?

Per l’uno e per l’altro, ogni giorno dovrete rispondere alla domanda: “Perché siamo qui insieme? “. Se almeno è per l’amore dei cavalli, allora le vostri indicazioni tecniche sono indispensabili perché ogni cavaliere deve al suo cavallo quel che è adatto per lui. Se li ascoltate, i cavalli, essi rispondono semplicemente a questa domanda con: siamo qui per vivere in pace. (© Thomas Stempffer)

© trad. it. a cura di redaz.; riproduzione riservata; fonte: pegasebuzz.com; foto: equineeducationandcareers.co.uk

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