12 dicembre 2017 #focus
E’ del 2014 l’ultima prova di Potenza, salto dell’imponente muro, del Concorso Ippico di Piazza di Siena, cancellata nel 2015 dall’allora neo Presidente della FISE Vittorio Orlandi. Tanto amata dal pubblico romano quanto avversata, l’eliminazione della categoria fu infine una scelta molto applaudita (tra gli altri, anche dal guru del salto ostacoli francese, Michel Robert). Questa prova era infatti arrivata al capolinea: non vi erano più binomi specialisti di questa spettacolare ma pericolosa gara, il livello si era progressivamente abbassato e, conseguentemente, erano aumentati anche i rischi, soprattutto per i cavalli. La Potenza fu quindi sostituita nel 2015 dall’altrettanto spettacolare prova delle “Sei barriere”, una linea di 6 ostacoli verticali a due tempi tra l’uno e l’altro – una sorta di grande gabbia in linea retta – che aumentano in altezza via via che la competizione entra nelle fasi clou. La Potenza vedeva invece un paio di salti di riscaldamento prima del grande muro. L’ultimo vincitore della Prova di Potenza a Piazza di Siena nel 2014 è stato Emanuele Gaudiano in sella a Corbanus (2,10 mt); quest’anno, 2017, la Sei Barriere romana è stata invece vinta da Filippo Bologni in sella a Cassino (1,90 mt).
Vi è tuttavia chi sostiene che non sia cambiato poi molto, in materia di benessere e tutela dei cavalli, tra Potenza e Sei Barriere. Ne abbiamo parlato con Gabriele Grassi, istruttore e cavaliere dal ricco palmares internazionale, che della prova di Potenza, in sella a Columbo – foto di copertina dell’articolo – è stato uno dei protagonisti allo 76° CSIO Piazza di Siena del 2008 (secondo ex aequo con Giovanni Lucchetti in sella a Soco Loco; questa prova di Potenza la vinse al 3° barrage di 2,10 mt Pierpaolo Quagliariello su Sir du Champ de Fosses):
“Sono anch’io convinto che, alla fine, non cambi poi molto: le altezze restano notevoli, se si guarda allo sforzo richiesto al cavallo. La Sei Barriere è un sostituto della Potenza, meno pericolosa (il cavallo non deve contrastare la negativa pressione, soprattutto visiva, dello sbarramento provocato da un muro altissimo, d’istinto è più portato a non rifiutare e a saltare delle barriere – e la conformazione stessa della prova, con la progressione dei sei ostacoli, lo invita a saltare), ma la chiave principale resta la stessa: entrambe le gare hanno lo scopo di dimostrare l’attitudine del cavallo a saltare grandi ostacoli. Il focus è tutto sulla spettacolarità, perché è necessario mantenere appetibile il mondo del salto ostacoli anche ai “profani” che partecipano ai grandi eventi equestri, volenti o nolenti. Perché vi sia spettacolo, va da sé, servono altezze imponenti, per dare quel brivido che rende interessanti queste gare più di altre. Va anche detto che non sono del tutto convinto che vi sia maggior sforzo per il cavallo nel sostenere prove come la Potenza o la Sei Barriere rispetto alla realizzazione di un intero percorso da 1,60 mt, magari con più manche. Vi sono tuttavia due elementi fondamentali e imprescindibili per le gare di potenza: servono cavalli adeguatamente preparati in vista di queste particolari prove, e non tutti i cavalli sono adatti a questo tipo di gare“.
Come sono questi cavalli, Gabriele? “Normalmente sono cavalli con grande forza e attitudine al salto, molto (persino troppo) rispettosi, ma non del tutto adatti a sostenere interi percorsi di un CSI a 5 stelle, ad esempio. Infatti, gli elementi di sforzo e le qualità di un buon cavallo che deve sostenere interi tracciati a questi livelli non riguardano solo l’altezza; tra le molte qualità, serve la capacità di concentrazione del cavallo, che dev’essere in grado di mantenere desta l’attenzione alla variabilità e alle insidie del percorso; il cavallo deve inoltre possedere un’ottima rispondenza e prontezza alle richieste di cambi di andature e traiettorie indicate del cavaliere e, non da ultimo, deve avere una forte resistenza allo stress da trasporto e al frequente vivere itinerante, magari con migliaia di km tra un concorso e l’altro. Ecco, tutto queste qualità spesso non riguardano specificamente quei cavalli magari bravissimi, invece, in una prova di potenza“.
E il cavaliere? Come si prepara ad una potenza/Sei Barriere? “Direi come al solito: stabilendo un rapporto con il cavallo, nella normale alternanza di esercizi propedeutici, capaci di valorizzarne al meglio le specifiche qualità. Poi, bisogna esser personalmente corazzati per forti emozioni: l’adrenalina che proviene da una Potenza o una Sei Barriere nell’Ovale di Piazza di Siena gremito di gente dà vita ad una bella ed intensissima prova!”.
© Redaz.; riproduzione riservata; foto di copertina courtesy G. Grassi con Columbus – Piazza di Siena 2008