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12 dicembre 2017 #focus in collaborazione con La Prospera Centro Equestre 

Vi sarà capitato di notare in alcuni cavalli, soprattutto tra quelli che trascorrono la maggior parte del loro tempo nel box, comportamenti inusuali quali movimenti monotoni e cadenzati, più o meno rumorosi. Questi atteggiamenti prendono il nome di vizi comportamentali (altrimenti detti  stereotipie, vizi stabili o, in tema di compravendita, vizi redibitori – cause di rescissione del contratto di acquisto del cavallo) e sono principalmente una manifestazione di disagio dell’animale, quando non riesce a dare sfogo ai suoi istinti naturali, confinato spesso in spazi non adeguati alle sue necessità. Va anche rilevato che purtroppo i numeri sono abbastanza alti: circa il 15% dei soggetti sviluppano comportamenti stereotipati o tic causati dallo stress di una stabulazione non adeguata o troppo prolungata.
I tre vizi comportamentali più noti e diffusi sono: il ticchio d’appoggio, il ballo dell’orso e il camminare inusualmente nel box, manifestando continua irrequietezza (camminare o girare nel box, dondolare, zigzagare, scuotimento della testa, anomalie del rapporto con la beverina…).

1) Con “ticchio d’appoggio” si indica l’azione di afferrare con gli incisivi superiori un supporto, solido e fisso, e flettere il collo emettendo un rumore caratteristico con la glottide; in poche parole, l’ingoiare aria. Che questo atteggiamento sia a dir poco fastidioso per chi lo ascolta è il minore dei mali, infatti provoca, se protratto, importanti danni con “effetto a catena” nel soggetto interessato. Sembra provato che “ticchiando” il cavallo rilasci endorfine, in tal modo provvedendo autonomamente ad attutire il suo senso di ansia e disagio. Inoltre, ripetendo il movimento, trova modo di occupare il suo tempo, risolvendo, anche in questo caso autonomamente, il problema della noia. Il “ticchiare” ripetuto nel tempo provoca anche ipertrofia della muscolatura della parte inferiore del collo e l’ingoiare aria genera il doppio effetto negativo di provocare coliche gassose e dare al cavallo una sensazione di pienezza dello stomaco che potrebbe portarlo a non nutrirsi a sufficienza. Inoltre il gesto reiterato dell’afferrare provoca un’usura smodata degli incisivi essenziali per la masticazione, che nel suo ambiente naturale occupa il cavallo per circa 18 ore giornaliere. La cattiva masticazione si ripercuote ovviamente anche sull’apparato digerente, provocando deleterie ulcere e perdite di peso.

2) Con “Ballo dell’orso” si indica il ritmico e nervoso spostamento del peso da una gamba anteriore all’altra, movimento ripetuto accompagnato da un dondolio della testa e del collo, compiuto spesso sopra la porta del box. Dall’idea di un movimento ipnotico, infatti genera nel soggetto apatia oltre al logoramento precoce dei tendini e delle articolazioni.

3) Il nervosismo nel box è chiaro: il cavallo cammina, gira senza sosta formando un cerchio; se questo vizio comportamentale si è instaurato in maniera decisa, può capitare anche durante le brevi permanenze a paddock (andata e ritorno sempre sulla solita traiettoria). Questo comportamento, oltre ad essere anch’esso lesivo dei tendini e delle articolazioni, sviluppa rigidità muscolare, ha ripercussioni sui piedi, sulla ferratura e sullo svilupparsi irregolare dell’unghia, visto il ripetersi costante del movimento alla stessa mano. Il cavallo girando nel box manifesta il suo bisogno di scaricare energia.

Questi elencati sono tra i vizi comportamentali i più comuni, derivano tutti da un accumulo di stress, ansia e disagio del cavallo che trova in questi atteggiamenti la propria valvola di sfogo della sua energia naturale. E’ l’ambiente povero di stimoli, che porta i cavalli a trascorrere molte ore senza fare niente, ad indurre nei cavalli la comparsa di comportamenti anomali; oltre ai succitati, l’ispezione della lettiera e leccare ripetutamente la mangiatoia, anche vuota (simulando il pascolamento) confermano che questi comportamenti sono da considerarsi per alcuni soggetti processi adattivi a un ambiente innaturale e quindi indici di riduzione o mancato benessere. Lo sviluppo e il mantenimento di adeguate relazioni sociali, con l’adozione di modifiche nella gestione quotidiana del cavallo, che gli permettano un maggiore contatto con i suoi simili e l’incremento degli orizzonti visivi verso l’esterno del box, riducono la frequenza di comportamenti anormali e l’insorgenza di stereotipie. Per prevenire e fronteggiare questi problemi, è quindi urgente rendere possibile che i cavalli trovino gli ottimali input e motivazione nell’esprimere liberamente il proprio comportamento naturale.

Un nuovo modo di pensare la stabulazione del cavallo e la sua gestione, attenta e consapevole dei suoi primari bisogni etologici è oggi possibile: per saperne di più, clicca qui.

prospera centro equestre

© S.S.M. e B.S.; riproduzione riservata; foto eccetto quella in b/n: ©EqIn – A.Benna

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Redazione EQIN
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