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Horse Markings: tra gli elementi che contraddistinguono un cavallo da un altro, più del mantello, sono le macchie presenti sul muso, sul tronco e sugli arti (particolarità a sede fissa). Questi “segni particolari” sono scrupolosamente registrati sul certificato identificativo (passaporto) che deve accompagnare il nostro cavallo in qualsiasi spostamento, e pertanto è molto importante saperle riconoscere: insieme ai remolini (cambiamenti di direzione del pelo in piccole zone del corpo, che possono a loro volta avere svariate forme: semplice, sinuoso, spigato), e alle eventuali calze o balze sugli arti, ne determinano e garantiscono l’identità.
Vediamo allora alcuni esempi tra le diverse e molteplici varianti di macchie che possono essere presenti sul viso del cavallo – che, si noti, a causa della grande varietà, assumono anche nomi diversi: in generale, si parlerà di fiore per una piccola macchia dai contorni regolari; di palla di neve per una macchia bianca dalla forma arrotondata; di stella per una macchia bianca ma dai contorni irregolari; di lista per una striscia bianca che parte dalla fronte per giungere alle narici (froge), che può essere irregolare o interrotta; di bevente in bianco quando la macchia bianca interessa il labbro superiore o inferiore; di mascherina, quando la macchia bianca copre la maggior parte del viso. Una stella può essere di forma molto simmetrica. Questa macchia bianca sulla fronte di un cavallo, tra gli occhi, può apparire “debole” quasi come pochi capelli bianchi, o può essere abbastanza grande da coprire tutta la zona della fronte. Nei cavalli grigi, la stella può essere molto evidente quando il cavallo è giovane e scomparire nel mantello grigio a mano a mano che il cavallo invecchia; tuttavia, la pelle in corrispondenza della stella o macchia, sarà di un tono di colore più leggero. Si parlerà invece di liscio in presenza di una macchiolina rosa tra le narici, priva di pelo; può essere presente anche con le macchie bianche.
© Redaz.; Riproduzione riservata; disegni © Pinterest e via Facebook; foto di copertina: ©A. Benna – EqIn