1° dicembre 2020 #focus
I problemi di gestione sono molto comuni nel mondo dei cavalli e ci sono molti (sin troppi) ausili per l’addestramento disponibili in commercio, che pretendono di risolvere ogni problema: ma funzionano? E che effetto hanno sullo stato emotivo e sul comportamento degli equidi? Questi strumenti utilizzano tutti la pressione: maggiore è la pressione, più si crea scomodità per il cavallo. Il rilascio della pressione dovrebbe motivare il cavallo a eseguire il comportamento corretto, quindi il trainer deve saper quando rilasciare la pressione.
Questo metodo di pressione e rilascio è chiamato rinforzo negativo. Il cavallo imparerà al rilascio di quella pressione, associando – per la legge del minor sforzo – il rinforzo positivo (fine della pressione). Quindi se il tempismo nella dinamica dei rinforzi non è preciso, il cavallo troverà più difficile imparare ciò che che gli si chiede di fare. Le tecniche come la pressione e il rilascio sono considerate etiche solo se sono proporzionate alla risposta desiderata, in quanto prevedibili per il cavallo: è necessario rilasciare la pressione immediatamente dopo la risposta corretta (McLean e McGreevy, 2010). Per un approfondimento specifico sui rinforzi – positivi e negativi, a seguire un articolo dedicato:
Apprendimento nel cavallo, quali rinforzi dare? Tutto dipende dalla sua personalità
Venendo alle capezze da allenamento e rieducazione, partiamo dalla capezza Dually™ (Dually Halter o Headcollar in inglese). E’ una capezza da training e gestione brevettata – la più celebre è quella progettata da Monty Roberts – con un’azione di controllo maggiore rispetto ad una capezza tradizionale; per funzionare adeguatamente, serve un utilizzo mirato e sapiente delle pressioni (azione e rilascio). Essa viene utilizzata principalmente con quei cavalli non proprio educati o troppo nervosi nella conduzione a mano. Può inoltre essere utile in una serie di situazioni diverse, come il riaddestramento e le operazioni di carico/scarico dal van. La ragione per cui si utilizza Dually™ riguarda il fatto che principalmente non danneggerà né renderà sorda la bocca del cavallo.
Una soluzione molto simile alla capezza Dually™ è costituita da una sorta di adattatore che può essere applicato a qualsiasi altra capezza: il principio di funzionamento è identico, sono solo rilevabili delle differenze nella stabilità e precisione delle pressioni rispetto alla Dually™ originale:
Pressione e rilascio sono le coordinate che funzionano in modo più efficace rispetto ad altre soluzioni “casalinghe” per cavalli con problemi di conduzione, come metodi quali l’avvolgere la longhina attorno al suo naso o utilizzare la Control con catena (immagine a seguire):
La ricerca ha già dimostrato che alte pressioni sul naso e sul muso causate da briglie strette e capezze/capezzine aumentano lo stress del cavallo e causano l’evitamento del conduttore, oltre che danni ai tessuti e alle strutture nervose, molto numerose, del viso (Doherty et al, 2016; Fenner et al, 2016; Hockenhull e Creighton, 2013 e McGreevy et al. al, 2012). C’è un livello in cui la pressione diventa punitiva, ed è qualcosa che purtroppo si vede spesso osservando alcuni allenamenti o sessioni di rieducazione, specie quelli “improvvisati”: il cavallo può non offrire subito il comportamento corretto al darsi della pressione richiesta dal suo trainer; ma se quest’ultima aumenta molto rapidamente o viene mantenuta per un periodo troppo lungo, significa solo che non sono stati osservati e correttamente interpretati i primi segnali di disagio suggeriti dal cavallo stesso, che non stava affrontando la situazione che gli è stata proposta, e quindi in seguito facilmente fuggirà dalla stessa; dunque ci si ritroverà poi semplicemente a forzarlo, non ad addestrarlo. A causa di una punizione attiva e di uno o più disagi subiti per pressioni sbagliate, il cavallo si comporterà di conseguenza, in base alla sua indole (si piegherà alla volontà del suo trainer, o reagirà scappando e/o aggressivamente). Tutte cose che si vorrebbero e dovrebbero evitare quando si insegna – o reinsegna – ai cavalli che possono fidarsi, e stare sicuri e rilassati in presenza dell’uomo, a terra.
Quando la Dually™ agisce, rilascia pressione molto rapidamente consentendo al conduttore di essere più preciso con i segnali di allenamento (COSI’ NO: subitaneo aumento della pressione; COSI SI: rilascio e assenza totale della pressione). La Dually™ è una capezza progettata per migliorare e controllare il comportamento equino applicando una pressione maggiore rispetto a una capezza standard e in maniera differente rispetto ad altre.
L’anello sulla capezzina scorrevole è posizionato in alto sul naso, non in basso, quindi la corda scorrevole non esercita pressione su parti invece molto sensibili del muso del cavallo; per intenderci, è meno invasiva dei nodi della nota capezza Parelli in corda (immagine a seguire), dato che questi nodi sono invece collocati in punti nevralgici e molto sensibili del muso del cavallo.
Uno studio diretto dalla School of Animal (Rural & Environmental Science, Nottingham Trent University, Brackenhurst Campus, Regno Unito) e dall’Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Medicina Veterinaria), ha recentemente cercato di determinare l’effetto del training sul comportamento e sulla fisiologia dei cavalli che indossano la capezza Dually™ per la prima volta durante le varie situazioni di manipolazione e gestione. Ricerche precedenti (Iijichi et al, 2018) indicavano che questa capezza non migliorava affatto la sottomissione nei cavalli, specie in quelli che non l’avevano mai indossata; inoltre, l’utilizzo rilevava anche punteggi più alti nella Horse Grimace Scale (HGS), indicativi di disagio.
I cavalli presi in esame nello studio hanno compiuto tre sessioni di training prima di completare due test di manipolazione in cui hanno attraversato due nuovi step, uno indossando la Dually™ con la longhina connessa al meccanismo di pressione e uno attaccandola all’anello standard centrale (che rende la capezza Dually™ identica ad ogni altra capezza – a differenza della Parelli coi nodi in corda). Sono stati inclusi anche i dati dei precedenti studi per confrontare le risposte alla Dually™ nei cavalli che non l’avevano mai indossata, e in quelli già addestrati e abituati ad essa. Stando all’analisi condotta con termografia a infrarossi della temperatura oculare, variabilità della frequenza cardiaca e presenza di cortisolo (indicatore di stress) l’allenamento ha comportato in tutti un’alterazione nei parametri, variazioni che indicano il subentrare di eccitazione e stress durante la loro “prima volta” con la Dually™; poi è subentrata l’abitudine, cosa che, attenzione: li ha resi meno stressati ma comunque proattivi.
Secondo gli studi precedenti, i cavalli non avevano completato i test più rapidamente con la Dually™. I cavalli presi in esame da questa nuova ricerca sono invece risultati essere più proattivi con la Dually™ rispetto alle capezze di controllo e significativamente di più nei cavalli che non l’avevano mai indossata; il comportamento di tutti diventa in realtà via via meno evidente e marcato (ma anche meno stressante) durante l’allenamento iniziale con la Dually™, col subentrare dell’abitudine.
* L’aumento della pressione aumenterà in primis il disagio, lo stress, la paura e il dolore, se l’azione che si esercita diventa punitiva (vedi sopra). Tutte queste capezze permettono di ottenere il comportamento del cavallo che si desidera, ma il suo stato emotivo non deve mai essere negativo: dovrà crearsi in lui un ricordo positivo eseguendo quel comportamento, possibile solo grazie al corretto esercizio delle pressioni (attività e rilascio).
* Identificare il motivo per cui il cavallo non vuol fare qualcosa e concentrarsi sulla riqualificazione dei comportamenti necessari per farlo.
* Cercare di addestrare il cavallo a rispondere SEMPRE ad un aiuto o stimolo leggero; cercare questa risposta comportamentale praticandola in una varietà di situazioni, a terra come in sella.
* Assicurarsi che il tempismo sia preciso e premiare anche il minimo “tentativo” di corrispondere, se il cavallo sta provando a farlo.
* Diventare prevedibili per il cavallo, rendendogli facile ottenere la risposta giusta, iterando azioni corrette, tempestive, opportune e sempre uguali.
* Non affrettare mai nulla: mantenersi rilassati e al ritmo con il quale cui il cavallo è a suo agio.
Bibliografia:
*Carrie Ijichi, Hayley Wild, Francesca Dai, Alexandre Bordin, Heather Cameron-Whytock, Samuel J. White, Kelly Yarnell, Gareth Starbuck, Aurelie Jolivald, Lauren Birkbeck, Sarah Hallam, Emanuela Dalla Costa, Dually investigated: The effect of a pressure headcollar on the behaviour, discomfort and stress of trained horses, “Applied Animal Behaviour Science”, Volume 232, 2020, 105101; clicca qui
*Testo Pubblicato da Positive-Equine Lunedì 27 gennaio 2020;
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